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    <title>Impresanews</title>
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    <description>Impresanews</description>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>2012-05-19T20:52:42.183927Z</lastBuildDate>
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      <title>Impresanews</title>
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    <item>
      <title>Al via gli incentivi per chi assume a tempo indeterminato.</title>
      <description> Aperti due bandi del Fondo Sociale Europeo in Toscana e nelle Marche.</description>
      <pubDate>2012-05-14T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/News agevolazioni 15 05.jpg' /><br/><P>Si sono aperti 2 nuovi bandi promossi dal Fondo Sociale Europeo che finanziano le aziende delle Toscana e delle Marche che trasformano i contratti di lavoro atipici in assunzioni a tempo indeterminato. <BR>Sono ammesse a contributo esclusivamente le stabilizzazioni lavorative effettuate dopo l’invio delle richieste di agevolazione.<BR><BR><STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-FSE-2007-2013-TOSCANA-SOSTEGNO-ALLOCCUPAZIONE_5949.jsp">BANDO TOSCANA SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE</A>.</STRONG>&nbsp;<BR><BR>Il bando aperto in Toscana può contare su uno stanziamento pari ad Euro 9.820.000 e prevede la concessione di contributi a fondo perduto di importo variabile in base alla tipologia di contratto attivato (con un massimo pari ad Euro 7.200 a contratto) per le imprese che dal 1° Gennaio 2012 hanno avviato queste tipologie di assunzioni:<BR></P>
<UL>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo indeterminato di donne over 30, disoccupate/inoccupate, iscritte ai centri per l’Impiego </STRONG>delle Province della Toscana;</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo indeterminato di giovani laureati di età non superiore a 35 </STRONG>anni (<STRONG>40 anni </STRONG>per gli iscritti alle <STRONG>categorie protette </STRONG>di cui alla L.68/1999);</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo determinato </STRONG>con contratti di durata di <STRONG>almeno 12 mesi</STRONG>, di <STRONG>giovani laureati </STRONG>di età <STRONG>non superiore a 35 anni </STRONG>(<STRONG>40 anni </STRONG>per gli iscritti alle <STRONG>categorie protette </STRONG>di cui alla L.68/1999);</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo indeterminato</STRONG> di <STRONG>dottori di ricerca </STRONG>di età <STRONG>non superiore a 35 anni </STRONG>(<STRONG>40 anni</STRONG> per gli iscritti alle <STRONG>categorie protette </STRONG>di cui alla L.68/1999);</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo determinato </STRONG>con contratti di durata di <STRONG>almeno 12 mesi</STRONG>, di <STRONG>dottori di ricerca </STRONG>di età <STRONG>non superiore a 35 anni </STRONG>(<STRONG>40 anni </STRONG>per gli iscritti alle categorie protette di cui alla L.68/1999);</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo indeterminato </STRONG>di lavoratori provenienti dalle <STRONG>liste di mobilità</STRONG> delle Province della Toscana;</LI>
<LI><STRONG>Stabilizzazione </STRONG>dei contratti <STRONG>da tempo determinato a tempo indeterminato</STRONG>, effettuata <STRONG>almeno 4 mesi prima </STRONG>della scadenza del contratto a tempo determinato;</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo indeterminato </STRONG>di <STRONG>soggetti prossimi alla pensione </STRONG>cui manchino<STRONG> non più di 5 anni </STRONG>di contribuzione per la maturazione del diritto al trattamento pensionistico secondo la normativa vigente, in possesso di <STRONG>stato di disoccupazione </STRONG>secondo quanto stabilito dalla normativa in vigore, o in situazione di <STRONG>mobilità non indennizzata </STRONG>(o che siano comunque <STRONG>privi di ammortizzatori sociali</STRONG>);</LI>
<LI><STRONG>Assunzione a tempo determinato di soggetti prossimi alla pensione</STRONG> cui manchino<STRONG> non più di 3 anni </STRONG>di contribuzione per la maturazione del diritto al trattamento pensionistico secondo la normativa vigente, in possesso di <STRONG>stato di disoccupazione</STRONG> secondo quanto stabilito dalla normativa in vigore, o in situazione di <STRONG>mobilità non indennizzata </STRONG>(o che siano comunque <STRONG>privi di ammortizzatori sociali</STRONG>);</LI></UL>
<P>Per le sole aziende colpite dal <STRONG>processo di crisi</STRONG>, sono inoltre previsti incentivi per le figure professionali<STRONG> non coinvolte </STRONG>da provvedimenti di <STRONG>cassa integrazione </STRONG>relativamente a:</P>
<UL>
<LI><STRONG>Proroga</STRONG> nel corso del <STRONG>2012</STRONG> di <STRONG>contratti a tempo determinato in scadenza </STRONG>con <STRONG>contratti a tempo determinato </STRONG>della<STRONG> durata minima di 12 mesi</STRONG>;</LI>
<LI><STRONG>Trasformazione</STRONG> nel corso del <STRONG>2012 di contratti di collaborazione a progetto in scadenza in contratti a tempo determinato della durata minima di 12 mesi.</STRONG></LI></UL>
<P>Le richieste di agevolazione, sottoposte a valutazione in base all’ordine cronologico di ricezione, possono essere presentate<STRONG> fino al 31 Dicembre</STRONG>.<BR><BR><STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-FSE-MARCHE-STABILIZZAZIONE-CONTRATTI-A-TERMINE-ED-ATIPICI_5908.jsp">BANDO MARCHE STABILIZZAZIONE CONTRATTI A TERMINE E ATIPICI</A></STRONG>&nbsp;</P>
<P>Il bando aperto nelle Marche agevola le assunzioni, realizzate dalle piccole e medie imprese, dei lavoratori atipici in contratti a tempo indeterminato Full-time o Part-time la cui continuità dovrà essere garantita per almeno un triennio.<BR><BR>Si può agevolare la trasformazione dei seguenti rapporti di lavoro <STRONG>atipici</STRONG> (in essere presso l’azienda prima <STRONG>del 12 Aprile 2012 e da almeno 3 mesi </STRONG>al momento della procedura di stabilizzazione):</P>
<UL>
<LI>contratti di lavoro <STRONG>a tempo determinato</STRONG>;</LI>
<LI>contratti di <STRONG>inserimento lavorativo</STRONG>;</LI>
<LI>collaborazione <STRONG>a progetto</STRONG>;</LI>
<LI>contratti di lavoro<STRONG> a chiamata</STRONG>;</LI>
<LI>contratto di lavoro <STRONG>ripartito</STRONG>;</LI>
<LI>contratto di lavoro <STRONG>interinale</STRONG>.</LI></UL>
<P>Sono ammesse al contributo a fondo perduto le stabilizzazioni lavorative<STRONG> effettuate successivamente all’invio delle relative richieste di agevolazione. <BR></STRONG>Le trasformazioni a tempo indeterminato (Full-time o Part-time) possono essere effettuate <STRONG>fino al 31 Dicembre 2012</STRONG>.<BR></P>
<P><BR>Fonte: www.impresanews.it</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Agevolazioni-finanziarie/219/al-via-gli-incentivi-per-chi-assume-a-tempo-indeterminato-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Credito di imposta per chi investe nella ricerca.</title>
      <description>Gli interventi possono essere realizzati fino al 31 dicembre.</description>
      <pubDate>2012-05-13T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/News agevolazioni 14 05.jpg' /><br/><P>Anche per l’anno 2012 è attivo il <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DL-702011-ART1-CREDITO-DIMPOSTA-SPESE-RICERCA--SVILUPPO_5527.jsp">credito di imposta</A> </STRONG>previsto dal Decreto Sviluppo: l’obiettivo è di dare maggiore impulso e incentivare i programmi di ricerca realizzati dalle aziende italiane. <BR>Gli interventi devono essere realizzati a partire dal 2011 e fino al 31 dicembre 2012. <BR>L’agevolazione è provvista di una ricca dotazione finanziaria (484 milioni di euro) ed è destinata alle imprese che commissionano attività di ricerca e sviluppo a Università, Enti pubblici oppure Organismi di ricerca.<BR><BR>Le aziende di ogni settore produttivo possono maturare un credito d’imposta sugli investimenti in:</P>
<UL>
<LI><STRONG>ricerca fondamentale</STRONG> (progetti sperimentali o teorici senza applicazioni pratiche dirette), </LI>
<LI><STRONG>ricerca industriale</STRONG> (iniziative mirate ad acquisire conoscenze da applicare in nuovi prodotti, processi o servizi) </LI>
<LI><STRONG>sviluppo sperimentale</STRONG> (utilizzo di conoscenze esistenti nella realizzazione di piani o progetti da applicare su prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati). </LI></UL>
<P>Per accedere all’incentivo statale il Decreto Sviluppo richiede una <STRONG>concreta dimostrazione di accresciuto impegno nelle iniziative di ricerca e sviluppo rispetto al recente passato. <BR><BR></STRONG>Il credito d’imposta, utilizzabile in tre rate annuali, viene dunque riconosciuto solo alle aziende che aumentano i propri investimenti in ricerca e sviluppo ed è pari al <STRONG>90% della spesa aggiuntiva rispetto alla media degli stanziamenti negli anni 2008-2010</STRONG>. <BR><BR>Il credito d'imposta sarà neutro ai fini fiscali e verrà mantenuta la deducibilità integrale dall’imponibile degli investimenti in ricerca.<BR></P>
<P>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Agevolazioni-finanziarie/217/credito-di-imposta-per-chi-investe-nella-ricerca-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>In arrivo il decreto per la certificazione dei debiti della Pubblica Amministrazione.</title>
      <description>Novità in vista anche per il Fondo Centrale di garanzia.</description>
      <pubDate>2012-05-13T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/17911707Small finanza 14 05.jpg' /><br/>Novità in arrivo sul fronte dei debiti della Pubblica Amministrazione. <BR>A breve, infatti, dovrebbe essere pronto il decreto attuativo sulla certificazione dei debiti delle amministrazioni, che consentirebbe al creditore di aver "certezza" della esigibilità del credito per poterlo poi cedere a banche o intermediari finanziari. <BR>La certificazione comporterà l'obbligo di indicare una scadenza oltre la quale il mancato pagamento della pubblica amministrazione trasformerebbe il debito commerciale in debito finanziario, andando a incidere pesantemente sul debito pubblico. <BR><BR>Ancora più imminente, invece, appare la firma del decreto che consentirà di <STRONG>applicare la copertura del Fondo centrale di garanzia anche per anticipi accordati a creditori della Pa. <BR></STRONG>Una firma attesa dagli istituti di credito che, alla luce di questa novità, potrebbero tornare al tavolo con gli imprenditori per ammettere al Fondo tutti i crediti certificati delle imprese. <BR>La copertura dovrebbe applicarsi nella misura massima dell'80% e l'importo massimo garantito dal Fondo, per ogni singola impresa, sarebbe pari a 2,5 milioni di euro. <BR><BR>Insomma, <STRONG>in attesa di recepire la direttiva europea che vincolerà a 30 e 60 giorni i pagamenti della Pubblica Amministrazione, il Governo sta intervenendo su diversi fronti</STRONG> per rispondere alla richiesta di aiuto delle imprese, strozzate dal credit crunch e dalla crisi economica. <BR>Sui tempi di questa rivoluzione copernicana, però, non c'è certezza. <BR><STRONG>La direttiva prevede il recepimento entro marzo 2013</STRONG>; l'articolo 18 dello Statuto per le imprese ha anticipato i tempi a novembre 2012 e dalla Commissione europea continua il pressing per un anticipo ulteriore. <BR><BR>«Non è un problema di forma, ma di sostanza - spiega Raffaello Vignali, estensore e primo firmatario dello Statuto -. Le imprese non possono aspettare le scadenze di legge e, per evitare che queste falliscano per colpa dei debiti della pubblica amministrazione, bisogna recepire con urgenza i nuovi tempi di pagamento indicati dalla direttiva europea». <BR>Tempi lontani da quelli attuali, che in Italia vedono la Pa pagare in media a 200 giorni, mentre la Grecia si attesta sui 157 e la Spagna 144.<BR><BR><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Finanza/218/in-arrivo-il-decreto-per-la-certificazione-dei-debiti-della-pubblica-amministrazione-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Aumentano gli italiani a cui piace l'energia solare</title>
      <description>Una ricerca rivela che per il 92% degli intervistati l’Italia deve puntare sul fotovoltaico.</description>
      <pubDate>2012-05-10T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/17253684 Slider energia 11 05.jpg' /><br/><P>Il fotovoltaico piace sempre di più agli italiani. Il sole che produce energia. <BR>Una risorsa che, tra le rinnovabili, si fa largo anche tra i non addetti ai lavori. <BR>Secondo la ricerca "Gli Italiani e il solare: timori e aspettative", realizzata da Ipr marketing e promossa da Fondazione Univerde e Yingli Green Energy (terzo produttore al mondo di pannelli) è proprio <STRONG>il solare la fonte di energia su cui l'Italia dovrebbe puntare per il futuro. <BR></STRONG>Sono stati intervistati 1.000 italiani e<STRONG> il 92% degli intervistati ha scelto il fotovoltaico tra tutte le fonti rinnovabili del futuro. <BR></STRONG>Senza comunque sottovalutare l'energia eolica (55 per cento), l'idroelettrico (40 per cento), la geotermia (24 per cento) e le biomasse (15 per cento). <BR><STRONG>Scelte che prevedono quindi una coesistenza di più fonti rinnovabili</STRONG>. <BR><BR>«Dal 2009 è aumentata la popolarità del fotovoltaico, come quella di altre fonti di energia rinnovabile — spiega Fabio Patti, country manager di Yingli Green Energy, sul quotidiano La Repubblica —. A partire dal terzo Conto Energia e soprattutto dall'entrata in vigore del quarto Conto Energia il fotovoltaico ha avuto una spinta forte e ha trainato anche le altre rinnovabili. L'impulso normativo ha quindi sostenuto la crescita e la popolarità del solare». <BR><BR>La popolarità è cresciuta è vero, ma manca ancora un po' di chiarezza sui vantaggi di investire nel fotovoltaico. <BR>Sebbene sia riconosciuta, rispetto all'energia tradizionale, come sicura (dal 90 per cento degli intervistati) e compatibile con l'ambiente (96 per cento), il 34 per cento la considera ancora una fonte costosa. «<STRONG>Il dato è migliorato notevolmente: la percentuale nel 2009 era del 62%</STRONG>» continua Patti. <BR><BR>«<STRONG>Oggi, grazie alle economie di scala e a un sistema incentivante favorevole, il fotovoltaico è molto meno costoso. Bisogna poi considerare che il solare potrebbe garantire una maggiore stabilità dei prezzi del Kwh </STRONG>(e quindi una bolletta meno salata) la cui instabilità è generata dalla componente legata al prezzo del gas e del greggio».<BR>Un aspetto che è stato riconosciuto dallo stesso ministro dell'Ambiente Corrado Clini.<BR>Il solare tra l'altro si inserisce nel discorso più ampio delle Smart Grid, in cui la generazione distribuita è elemento nodale: ogni edificio diventa un punto di produzione di energia, da consumare sul posto o da immettere in rete. <BR><BR>Dalla ricerca emerge anche che l'<STRONG>82% degli intervistati ha pensato di passare al solare</STRONG>. Nel 2009 erano solo il 54%. <BR>Quello che però viene percepito ancora come un aspetto da migliorare è il ruolo del Governo, che per l'85% del campione di intervistati dovrebbe compiere maggiori azioni per incentivare la diffusione del fotovoltaico. <BR>Patti osserva che «mancano degli studi di settore ufficiali, ma i numeri sono importanti per prendere delle decisioni. Altrimenti si finisce, come è successo, con il demonizzare il fotovoltaico, indicandolo erroneamente come una delle cause degli aumenti in bolletta». </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA</P>
<P>&nbsp;</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/216/aumentano-gli-italiani-a-cui-piace-lenergia-solare</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Non si allenta la stretta sul credito.</title>
      <description>Bisogna migliorare i rating delle aziende.</description>
      <pubDate>2012-05-08T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/10012145Small finanziamenti 9 05.jpg' /><br/>Aumenta il numero di aziende che riscontra una riduzione degli affidamenti bancari in Piemonte - dal 10% al 16% - e cresce il costo del denaro che, per l'85% del campione, è più caro. <br>Con un tasso medio che si attesta sul 4,60% ma con enormi differenze tra caso e caso, tanto da creare una vera alterazione della concorrenza fra imprese. <br>È quanto emerge dallo studio presentato da Piccolaindustria dell'Unione industriale di Torino e realizzato su 300 aziende fra Piemonte e Valle d'Aosta. <br>«Il mercato - sottolinea Bruno Di Stasio, presidente di Piccolaindustria - risulta fortemente dicotomizzato, con un 25% di imprese che beneficiano di condizioni positive accanto a un'analoga percentuale fortemente penalizzata». <br><br>Una situazione, aggiunge Di Stasio, che rispetto al passato fa segnare una forte differenza tra i due estremi, con un delta passato da un 20-30% del 2008 al 200-300% di oggi. <br>Chiamate a dare i "voti" alle banche, le Pmi piemontesi riconoscono comunque, nella maggioranza dei casi, un atteggiamento collaborativo del proprio istituto di credito, con un "rating" che, su una scala data 5, raggiunge la piena sufficienza, 3,5, a cominciare dalle banche locali. <br>«Non abbiamo mappato un fenomeno di credit crunch - spiega Di Stasio - ma comunque c'è stato un peggioramento, con una selezione terribile a carico delle imprese». <br><br>Una fotografia, però, da leggere nel suo complesso - sottolinea Antonio Nucci, presidente della commissione regionale dell'Abi - a cominciare dal fatto che<b> il tessuto economico delle Pmi tiene (si registrano incrementi di fatturato nel 56,4% dei casi e un utile nel 63,4%) </b>e che «una percentuale di aziende pari al 19% ha visto aumentare gli affidamenti contro il 16% che li ha visti scendere, dati in linea con quelli da noi registrati». <br><br>Quello che è cambiato rispetto al periodo precedente alla crisi, a parità di tasso per le imprese, secondo l'associazione delle Pmi, è il peso crescente dello spread sulla composizione del tasso stesso, con alcune anomalie segnalate da Piccolaindustria laddove si registra un incremento dei tassi flat imposti dalle banche. <br>«Il sistema bancario - spiega però Nucci - sconta le ripercussioni della crisi del nostro debito sovrano conseguenti del rischio Paese: da qui i livelli di spread registrati». <br><br><b>La ricetta, secondo il referente dell'Abi, sta nella patrimonializzazione, l'internazionalizzazione e l'innovazione. </b><br>«Al rallentamento della domanda creditizia - aggiunge Nucci - è associato anche un peggioramento della qualità del credito, mentre la domanda di denaro per investimenti, purtroppo, è rimasta estremamente contenuta». <br><br><b>La chiave per migliorare i rapporti tra imprese e sistema bancario, concordano Piccolaindustria e Abi, è lavorare sui rating delle aziende e incrementare l'utilizzo dei confidi, in Piemonte ancora basso. </b><br><br><br>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Filomena Greco]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Finanziamenti-e-credito/215/non-si-allenta-la-stretta-sul-credito-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>I Confidi strumenti chiave per il rilancio delle Pmi.</title>
      <description>Ai confidi servono più capitalizzazione, reti strutturate e sostegno dalle banche.</description>
      <pubDate>2012-05-07T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/17365850Small finanziamenti 8 05.jpg' /><br/>Sono tre le sfide che il sistema dei<b> Confidi </b>si trova ad affrontare in questa fase di crisi economica caratterizzata dalle difficoltà di accesso al credito che, se colpisce le imprese in modo massiccio, si sta trasferendo anche ai consorzi di garanzia.<br><br> La prima sfida è rappresentata dalla <b>necessità di una maggiore capitalizzazione.</b><br> Non semplice: difficile oggi incrementare gli introiti da quote associative ampliando il numero di aziende coinvolte, così come puntare sull'impiego di utili. <br>Ecco allora che i consorzi, tra le varie possibilità, guardano al Fondo centrale di garanzia per l'utilizzo di controgaranzie, così come l'allargamento della compagine sociale a imprese di grosse dimensioni ed enti pubblici e privati. <br><br>La seconda sfida riguarda la <b>valorizzazione delle garanzie Basilea 2 compliant da parte delle banche</b>: in pratica il sistema Confidi chiede agli istituti di credito di riconoscere i passaggi, gli sforzi fatti e i costi sostenuti per garantire efficienza e competitività ai consorzi. <br><br>La terza è la<b> necessità di dotarsi di canali di vendita più strutturati e specializzati</b>. <br>Per realizzare i quali, però, sono necessari investimenti, oggi non così semplici. Su questi fronti si giocherà una parte del futuro dei Confidi in Italia e del loro ruolo, fondamentale soprattutto negli ultimi mesi, nel sostegno alle piccole e medie imprese italiane affamate di liquidità per superare la crisi e competere sui mercati.<br> <br>È quanto emerge dalla ricerca “<b>I confidi in Italia</b>”, a cura dell'Osservatorio permanente del Comitato Torino Finanza e commissionata dalla Camera di commercio di Torino alla Business School internazionale Escp Europe. <br>Che di sostegno concreto ci sia più che mai bisogno emerge dai dati della ricerca.<br> Le sofferenze lorde segnalate in Centrale rischi dagli istituti bancari ammontavano a 68,3 miliardi a fine 2010, in aumento del 30% rispetto al 2009 (quando erano paria 52,6 miliardi). <br>Ma, sottolineano i ricercatori di Escp, nel 2011 si è registrata un'ulteriore impennata: «Possiamo notare che, nell'ultimo periodo di osservazione (tra giugno e settembre dello scorso anno) le sofferenze sono ulteriormente aumentate del 4% passando dai 87,8 a 91,miliardi di euro». <br>Ma, negli ultimi mesi, si è sfondato anche il tetto dei cento miliardi. <br>In questo quadro degradato si inserisce l'attività dei Confidi esaminati dalla ricerca. Ne emerge una realtà molto più frammentata rispetto all'estero: nonostante importanti processi di aggregazioni e di fusioni (che hanno portato a una riduzione del 6% in cinque anni di quelli operativi sul territorio nazionale), quelli censiti nel 2011 sono 537, contro i 22 della Germania e i 36 della Francia. Dati che rappresentano due facce della stessa medaglia: da un lato un forte radicamento sul territorio, dall'altro un problema dimensionale e strutturale, che spiega l'urgenza delle sfide all'orizzonte del sistema. <br><br>Lo studio ha preso in esame gli ultimi dati di bilancio disponibili (quelli relativi al 2010), dai quali risulta un mercato delle garanzie vicino ai 26,5 miliardi, di cui, però, oltre 21 miliardi gestito dai player principali. <br>Inoltre, l'area geografica con il maggior numero di confidi è il Sud Italia che conta il 48% delle realtà, ma è in realtà il Nord Italia a pesare maggiormente in termini di stock di garanzie emesse: è qui, infatti, che si concentra il 60% del totale. <br>Quasi la metà delle garanzie italiane (il 46% del totale) è gestito dai confidi industriali sebbene questi rappresentino soltanto il 14% delle realtà censite. <br>Per contro, i confidi artigiani rappresentano il 45% dei consorzi di garanzia, ma il loro peso in termini di stock è contenuto (28%). <br>Per Vladimiro Rambaldi, presidente Torino Finanza, «in questo momento particolarmente difficile per le imprese italiane i Confidi sono una delle principali leve per l'accesso al credito». <br>Lo scopo della ricerca, sottolinea Rambaldi, «è fornire un quadro realistico ai regolatori affinché possano valutare e migliorare il sistema delle garanzie creditizie in Italia». Rambaldi cita poi il caso del Piemonte, «che ha già saputo razionalizzare in parte il settore per concentrare le risorse destinate a facilitare l'accesso creditizio delle Pmi. <br>Crediamo che il processo aggregativo debba intendersi come virtuoso e debba proseguire». <br>«La ricerca - fa eco Roberto Quaglia, direttore generale di Escp Europe Torino campus, che ha guidato il team di ricercatori - evidenzia come la garanzia sul credito sia diventato uno strumento chiave di politica economica per il rilancio delle Pmi».<br><br><br>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Carlo Andrea Finotto]]></content:encoded>
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    <item>
      <title>Arrivano 2,2 miliardi di euro di rimborsi Iva a 11 mila imprese.</title>
      <description>400 milioni subito, più 1,8 miliardi dalla seconda metà di maggio. </description>
      <pubDate>2012-05-06T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/4528559Small fisco 7 05 slider.jpg' /><br/><P>«Una boccata d'ossigeno». <BR>È la stessa agenzia delle Entrate a utilizzare questi termini per annunciare lo sblocco di oltre 2 miliardi di euro da destinare alla liquidazione dei rimborsi Iva. <BR>È un primo segnale e certamente importante che di fatto risponde al disagio degli imprenditori chiamati a fare i conti con la recessione e la carenza di liquidità, pur vantando crediti Iva anche di notevole entità nei confronti dello Stato. <BR>A beneficiare dello sblocco delle risorse, disposto venerdì scorso dalla Ragioneria generale dello Stato pescando dall'apposito fondo del bilancio dello Stato, saranno almeno 11 000 partite lva. <BR><BR>A breve, recita la nota dell’Agenzia delle Entrate, arriverà «una robusta iniezione di liquidità per imprese, artigiani e professionisti, grazie a circa 2,2 miliardi di euro messi a disposizione dal ministero dell'Economia e delle Finanze, per pagare i rimborsi di crediti Iva». <BR>L'erogazione avverrà in due tappe. <BR>La prima tranche, pari a 400 milioni di euro, sarà erogata già nei prossimi giorni, mentre il restante miliardo e 800 milioni verrà pagato a partire dalla seconda metà del mese di maggio. <BR>Con questa nuova iniezione di liquidità, - sottolinea ancora l'Agenzia - la somma complessiva rimborsata nel 2012 a imprese, professionisti e artigiani arriverà a 3,1 miliardi di euro, a fronte dei 2,7 miliardi erogati nello stesso periodo del 2011, con un incremento di circa il 4 per cento. <BR><BR>E pensare che soltanto poche settimane fa, però, il conto dei rimborsi Iva ottenuti dalle imprese era pesantemente in rosso: gli 891 milioni erogati nei primi tre mesi del 2012 erano ben lontani dall'1,8 miliardi erogati nello stesso periodo dell'anno precedente. <BR><BR>Per i rimborsi Iva che viaggiano in conto fiscale sarà ora la stessa Agenzia delle Entrate a mettere a disposizione di ciascun agente i fondi occorrenti per procedere all’accreditamento dei rimborsi sui conti bancari dei contribuenti che ne hanno diritto. <BR><BR><STRONG>I rimborsi del 2011 <BR><BR></STRONG>Lo scorso annoi rimborsi sono calati del 17,5% rispetto al 2010, quando l'erogazione aveva raggiunto quota 7,1 miliardi (-28%). <BR><STRONG><BR>La diminuzione dei rimborsi in tre anni <BR><BR></STRONG>Tra il 2009 e il 2011 i rimborsi sono calati di quasi un terzo, passando da 8,1 a 5,8 miliardi. <BR><BR><STRONG>Le richieste evase nel 2010 <BR><BR></STRONG>Su 62.211 domande di rimborso presentate, corrispondenti a 8,6 miliardi in valore, ne sono state accolte 23.416, pari a 3 miliardi di euro.</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE <BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/211/arrivano-2-2-miliardi-di-euro-di-rimborsi-iva-a-11-mila-imprese-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Cresce la pressione fiscale, la moratoria sui debiti, incentivi per internazionalizzare.</title>
      <description>Nel 2012 pressione fiscale oltre il 45%. Nel 2012 pressione fiscale oltre il 45%. Liguria, contributi alle Pmi che innovano. Liguria, contributi alle Pmi che innovano. Emilia Romagna, apre il bando start up imprese innovative. Un sostegno per le aziende che internazionalizzano nei Paesi extra Ue.









</description>
      <pubDate>2012-05-14T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/r0cp5ECj4B4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><P><STRONG>Nel 2012 pressione fiscale oltre il 45%.<BR><BR></STRONG>Cresce la pressione fiscale al limite della sostenibilità. <BR>Quest'anno, secondo le previsioni contenute nel Documento di economia e finanza, dopo il picco toccato l'anno scorso (42,5% del Pil), è prevista in ulteriore progressione al 45,1 per cento. <BR>Si tratta di un record negativo che supera anche il 43,7% toccato nel 1997 con l'introduzione dell'eurotassa. <BR>I dati potrebbero aumentare già in autunno se il Governo darà attuazione al previsto aumento dell'Iva dal 10 al 12% e dal 21 al 23%. <BR>Ma la crescita non si fermerà fino al 2014, quando si toccherà il 45,3%. <BR><BR>In questa prospettiva l'obiettivo di una riduzione del carico fiscale su cittadini e imprese è prioritario per ridare spazio alla crescita economica. <BR>Gli obiettivi generali di politica fiscale indicati dal Governo si intrecciano con il programma di riduzione delle spese che dovrebbe garantire già quest'anno risparmi pari a 4 miliardi. <BR>All'equazione minore spesa uguale possibile calo della pressione fiscale si aggiunge la variabile del contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, che quest'anno dovrebbe produrre maggiori entrate per poco meno di 2 miliardi.</P>
<P><STRONG>Garanzia automatica per i prestiti sotto moratoria. <BR><BR></STRONG>Via libera all'intervento del Fondo di Garanzia Centrale a supporto della nuova moratoria dei debiti delle Pmi nei confronti del sistema bancario. <BR>Il comitato di gestione del Fondo ha approvato una delibera che consente di adeguare la durata della garanzia concessa ai finanziamenti oggetto dell'accordo di moratoria. <BR>L'accordo prevede la sospensione per 12 mesi dei pagamenti della quota capitale, sia delle rate dei finanziamenti a medio-lungo termine sia dei canoni di leasing immobiliare. <BR><BR>Saranno ammessi alla procedura automatica di variazione della durata della garanzia del Fondo tutti i finanziamenti già garantiti per i quali venga comunicata la sospensione delle rate. <BR>L'accordo dello scorso febbraio prevede anche l'allungamento della durata dei finanziamenti a medio e lungo termine. </P>
<P><STRONG>Liguria, contributi alle Pmi che innovano.<BR><BR></STRONG>La Liguria promuove l’innovazione delle piccole e medie imprese. Dal 1° al 31 luglio aprirà la <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-LIGURIA-AZIONE-123-INNOVAZIONE_3626.jsp">Misura 1.2.3 del Por</A></STRONG>&nbsp;che finanzia gli investimenti in innovazione tecnologica, gestionale, organizzativa, commerciale destinati a migliorare il processo produttivo. <BR>L’agevolazione prevista è un contributo a fondo perduto fino al 30% delle spese.<BR><BR>Si possono finanziare gli investimenti, di importo non inferiore a 30.000 euro, finalizzati all’introduzione di prodotti, al miglioramento dell’efficienza produttiva e dell’impatto ambientale, con particolare riferimento alle iniziative per lo sviluppo di eco- innovazioni.<BR><BR>Gli interventi devono essere realizzati entro 12 mesi dal ricevimento del provvedimento di concessione dell’agevolazione. <BR>L’impresa deve apportare un contributo finanziario pari ad almeno il 25% dei costi ammissibili, rappresentato o da capitali propri o da finanziamenti non agevolati e non assistiti da garanzie pubbliche.<BR><BR>La Misura ha una dotazione di 25 milioni di euro, e il 30% sarà riservato alle micro e piccole imprese.</P>
<P><STRONG>Emilia Romagna, apre il bando start up imprese innovative.<BR><BR></STRONG>Si è aperto il 15 maggio in Emilia Romagna un nuovo bando che agevola l’avvio di nuove imprese innovative. <BR>Per essere considerata innovativa, una start up deve presentare almeno una delle seguenti condizioni: essere costituita al fine di sfruttare un brevetto, avere stipulato un accordo di collaborazione scientifica con Università o Enti di ricerca, avere tra i soci enti di ricerca o investitori istituzionali specializzati nel finanziamento di nuove iniziative imprenditoriali ad alta tecnologia. <BR><BR>Sono ammessi all’agevolazione gli interventi, di importo non inferiore a 75.000 euro, realizzati a partire dalla data di presentazione della richiesta di contributo e da concludersi entro 12 mesi dalla concessione del beneficio. <BR>L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale fino al 60% della spesa ammissibile. <BR>Si possono presentare le domande fino al 31 dicembre. <BR>Per il bando sono stati stanziati 2,5 milioni di euro di fondi.</P>
<P><STRONG>Un sostegno per le aziende che internazionalizzano nei Paesi extra Ue.<BR><BR></STRONG>La legge 133/08 promossa da Simest prevede la concessione di un <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/L-13308-ART-6-C-2-LETT-A--SIMEST-MERCATI-ESTERI_24.jsp">finanziamento a tasso agevolato</A></STRONG> per le aziende italiane che investono nella creazione di strutture permanenti nei Paesi extra Ue (uffici, show room, magazzini, punti vendita, negozi, ecc.) di supporto all'attività produttiva e commerciale. Si possono finanziare anche gli studi di prefattibilità e fattibilità, oltre ai programmi di <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/L-13308-ART-6-C-2-LETT-B-SIMEST-ASSISTENZA-TECNICA_26.jsp"><STRONG>assistenza tecnica</STRONG></A><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA"><FONT face=Tahoma>Cresce la pressione fiscale, la moratoria sui debiti, incentivi per internazionalizzare.</FONT></SPAN></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/63/cresce-la-pressione-fiscale--la-moratoria-sui-debiti--incentivi-per-internazionalizzare-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Energie rinnovabili, incentivi per reti d’impresa e programmi innovativi, il successo dell’export.</title>
      <description>Indebitamento superiore al capitale. Decreti sulle rinnovabili. Successo dell'export. Incentivi alle Reti di imprese in Lombardia. Piemonte, contributi per l'innovazione</description>
      <pubDate>2012-05-07T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/BuyjgP2txmM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><p><b>Il 38% delle Pmi ha un indebitamento maggiore del capitale.</b><br><br>Il 38% delle piccole e medie italiane ha un indebitamento maggiore del capitale. <br>È quanto emerge da uno studio elaborato da Eidos Partners. <br>L’analisi degli ultimi bilanci disponibili di 7.200 aziende a livello nazionale, con fatturato compreso tra i 50 e i 500 milioni di euro, ha evidenziato che il 38% delle imprese ha un indebitamento superiore al patrimonio netto, dato in linea con l’anno precedente (era il 37% del totale). <br>Positivo, invece, il dato relativo alle società che chiudono il bilancio in utile: sono il 76% circa del totale.<br><br>Le regioni più virtuose, cioè con la maggiore percentuale di aziende che hanno chiuso in utile il bilancio 2010, sono la Valle d’Aosta (con il 90% del totale), Basilicata e Campania. I dati raccolti nello studio rivelano un quadro ancora piuttosto critico per le piccole e medie imprese. <br>È il segnale che, nonostante l’impegno dimostrato dalle aziende a investire in ricerca e innovazione, la crisi e il blocco della liquidità hanno frenato la crescita aziendale.</p>
<p><b>Le novità dei nuovi decreti sulle energie rinnovabili.</b><br><br>Cambia il sistema degli incentivi alle energie rinnovabili. Il Governo ha predisposto due nuovi decreti: uno riguarda il settore del fotovoltaico, l’altro tutte le fonti diverse dal solare. I decreti devono ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e dell’Autorità dell’Energia.<br>Secondo il Governo non si è tenuto abbastanza conto della rapida discesa dei costi delle tecnologie rinnovabili e dal confronto con gli incentivi stabiliti dagli altri Paesi europei risulta che quelli italiani sono i più elevati. Si rende quindi necessaria una nuova revisione del Conto Energia (la quinta) per contenere la spesa annua che comporterebbero le <b><a href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">attuali regole</a></b> previste per il settore del fotovoltaico, limitando la potenza annua installata. <br><br>L’entrata in vigore del quinto Conto Energia è prevista dal 1° luglio oppure in data successiva nel caso non fosse stata raggiunta la spesa annua di 6 miliardi di euro.<br>Le intenzioni del Governo sono di ridurre di circa il 30% il valore delle tariffe e di giungere all’eliminazione degli incentivi con la realizzazione della “grid parity”. <br>Il decreto sulle energie rinnovabili riguarderà gli impianti che entreranno in esercizio a partire dal 1° gennaio 2013 e fisserà il limite del costo annuo degli incentivi a 5,5 miliardi, contro i circa 3,5 attuali.</p>
<p><b>I fattori di successo delle imprese che esportano.</b><br><br>Nel panorama internazionale la Cina è il Paese a cui guardano con maggiore attenzione le nostre imprese manifatturiere. <br>Per diversi motivi: non solo il minore costo e la maggiore flessibilità della forza lavoro cinese, ma anche la disponibilità di un gran numero di lavoratori high-skilled. <br>A far registrare i migliori risultati nell’export è il comparto della meccanica, in particolare proprio le aziende che hanno rapporti con la Cina (il 43% dichiara un fatturato in crescita a fronte di una media settoriale del 36%). <br><br>I principali fattori di successo delle Pmi manifatturiere italiane sono:</p><ul><li> la qualità dei prodotti e servizi offerti (84%); <br></li><li>l'innovatività dei prodotti e servizi (38%); <br></li><li>la competitività dei prezzi (27,3%). <br></li></ul>Per quanto riguarda, invece, le motivazioni che inducono le imprese a operare oltrefrontiera, oppure con partner esteri, l'internazionalizzazione in genere è sostenuta soprattutto da obiettivi di efficienza e contenimento dei costi. <br>Però i processi di internazionalizzazione delle Pmi non sono semplici: richiedono investimenti e competenze oltre che consulenze. <br>È per questo che gli imprenditori continuano a considerare preziosi <b><a href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-straordinaria/prodotti/SCELTA-DELLE-STRATEGIE-E-RICERCA-DI-PARTNER-INTERNAZIONALI_4585.jsp">i servizi per l’export</a></b> offerti da istituzioni pubbliche o private. <br>
<p><b>Lombardia, al via le agevolazioni per le reti di impresa.</b><br><br>Partono nuovi incentivi per le reti di impresa. In Lombardia il 15 maggio apre il <a href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/LOMBARDIA-BANDO-COSTITUZIONE-RETI-DI-IMPRESA-NEI-SETTORI-COMMERCIO-TURISMO-E-SERVIZI-CTS_5889.jsp"><b>bando</b></a> che promuove la creazione di reti di impresa nei settori commercio, turismo, servizi. <br>L’erogazione di servizi tramite <a href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-straordinaria/prodotti/AVVIAMENTO-E-GESTIONE-DI--RETI-DIMPRESA_4566.jsp"><b>l’aggregazione tra aziende</b></a> deve consentire di aumentare la competitività delle imprese coinvolte, razionalizzare i costi, migliorare e modernizzare gli spazi di erogazione dei servizi, favorire lo scambio di conoscenze funzionali all’innovazione di processo, di prodotto, di servizio e organizzativa. <br>L’agevolazione concessa è calcolata sul 50% della spesa ammissibile (con un importo minimo di 50.000 euro) e prevede una quota pari al 25% di finanziamento agevolato e una quota pari al 75% di contributo a fondo perduto. <br>Per ottenere l’incentivo dalla Regione, l’aggregazione dovrà coinvolgere un minimo di 3 imprese lombarde. <br>Si possono presentare le domande fino al 30 luglio.</p>
<p><b>Piemonte, incentivi per le piccole e medie imprese che innovano.</b><br><br>La Regione Piemonte finanzia i programmi di innovazione realizzati dalle piccole e medie imprese con la concessione di un finanziamento a tasso agevolato. L’agevolazione è maggiore se l’investimento comporta, oltre all’innovazione di processo, anche un miglioramento delle prestazioni ambientali, del livello di sicurezza dei luoghi di lavoro&nbsp; o un incremento dell’efficienza energetica del ciclo produttivo. <br>La <a href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-PIEMONTE-2007-2013-ASSE-I-MISURE-13-E-22_4225.jsp"><b>misura 1.3 del Por</b></a> finanzia programmi organici di innovazione del processo produttivo, ad esempio attraverso cambiamenti significativi nelle tecniche, nelle attrezzature o nel software in grado di ridurre il costo unitario di fabbricazione o distribuzione o aumentare la qualità di beni e servizi prodotti. <br><br>Gli investimenti devono consentire all’impresa di migliorare significativamente la propria efficienza, la capacità di competere in ambito nazionale e internazionale e favorirne l’ingresso in nuovi mercati. <br>Il bando è sempre aperto e le aziende possono presentare la domanda di incentivo in qualunque momento.<br></p>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/62/energie-rinnovabili--incentivi-per-reti-d-impresa-e-programmi-innovativi--il-successo-dell-export-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Pmi e export, agevolazioni per PMI in Lombardia, Liguria e Umbria, indagine sul credito.</title>
      <description>Le PMI regine dell’export italiano. Contributi alle Imprese della Liguria, Umbria e. Lombardia. Nel 2012 sono più le aziende senza credito di quelle che lo ottengono.  </description>
      <pubDate>2012-05-02T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/e-lHw98NP1E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><B>Le piccole e medie imprese regine dell’export italiano.</B><BR><BR>Più un’azienda è piccola, più fa affari all'estero. <BR>Il sistema delle piccole e medie imprese è fortemente orientato alle esportazioni. <BR>I risultati che emergono dalla r<B>icerca del Centro Studi Cna</B> sono sorprendenti se l'attenzione viene rivolta alle piccole imprese: <BR>
<UL>
<LI>nel segmento tra 10 e 19 addetti quasi il 46% opera sui mercati esteri; <BR></LI>
<LI>in quello con un numero tra le 20 e le 49 unità, le aziende che esportano sono addirittura il 66%. </LI></UL>In definitiva, l’export delle aziende di ridotte dimensioni è tutt'altro che trascurabile. <BR><BR>Il contributo delle Pmi all'export complessivo della nostra economia è pari al 50% del totale e si riduce di soli 2,6 punti percentuali se si escludono le micro imprese. È interessante osservare che i comparti nei quali il peso delle Pmi è residuale sono quelli che, per la natura stessa dei processi produttivi, operano in condizioni di concorrenza attenuata o prossime al monopolio naturale. <BR>Al netto di questi compatti, il contributo delle Pmi all'export complessivo del nostro Paese cresce dl oltre dieci punti percentuali e raggiunge la quota del 61%.<BR><BR><BR><B>La Liguria agevola i programmi di innovazione delle Pmi.</B><BR><BR>In Liguria sta riscuotendo un grande interesse tra le aziende il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/REGIONE-LIGURIA-POR-2007-2013-MISURA-124-PRESTITI-PARTECIPATIVI_5788.jsp">bando dei prestiti partecipativi</A> che finanzia gli investimenti innovativi realizzati dalle Pmi sotto forma di società di capitali e cooperative. <BR>La misura agevola i programmi innovativi destinati all'ampliamento dell'attività produttiva, allo sviluppo di nuove attività, all'introduzione di innovazioni dal punto di vista tecnologico, produttivo, commerciale, organizzativo e gestionale. <BR><B>Il prestito partecipativo può essere concesso fino al 100% dell'importo </B>dell'investimento ammesso e deve consentire di anticipare le risorse di un futuro incremento di capitale sociale, che dovrà essere pari al 40% del prestito (20% nel caso delle cooperative sociali). <BR>Il finanziamento potrà avere durata massima di 7 anni e un importo compreso tra 100.000 e 2 milioni di euro. <BR>Il bando è sempre aperto, per cui le Pmi possono presentare la domanda fino all’esaurimento delle risorse disponibili.<BR><BR><BR><B>Umbria, al via i contributi per l’efficienza energetica.<BR></B><BR>La Regione Umbria ha pubblicato due bandi che promuovono lo sviluppo ed il sostegno di tecnologie verdi nel campo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. <BR>La misura Sostegno agli investimenti per l’<B><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-UMBRIA-2007-2013-EFFICIENZA-ENERGETICA_5709.jsp">efficienza energetica</A></B> e il bando PIA Filiera Energia prevedono l’erogazione di un contributo a fondo perduto di importo variabile in base alla tipologia di investimento che deve essere realizzato ed alla zona geografica di realizzazione, al regime di aiuto scelto ed alle dimensioni aziendali. <BR>Il primo bando finanzia gli investimenti per l’efficienza energetica finalizzati a migliorare la tutela ambientale e realizzati anche in integrazione con investimenti per la produzione di energia da fonte rinnovabile. <BR>Il<B> <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/UMBRIA-PIA-FILIERA-ENERGIA-2012_5808.jsp">bando Pia</A></B>, invece, agevola l’insediamento di linee di produzione di sistemi e componenti nel campo dell’efficienza energetica e dello sfruttamento delle energie rinnovabili.<BR>La misura Sostegno agli investimenti per l’efficienza energetica chiuderà il 30 giugno, mentre per il bando PIA Filiera Energia si possono presentare le domande fino al 30 settembre.<BR><BR><BR><B>Lombardia, dalla Bei 250 milioni per il capitale circolante.<BR></B><BR>Grazie all'accordo stipulato tra Regione Lombardia, Finlombarda e il sistema bancario è attiva l'iniziativa "Credito Adesso" che consente di finanziare il capitale circolante delle aziende. <BR>La <B><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/LOMBARDIA-INIZIATIVA-FINLOMBARDA-BEI-LINEA-GENERALE_5748.jsp">Linea Generale</A></B> ha una dotazione di 250 milioni messi a disposizione dalla Bei e dalle banche. <BR>L’iniziativa è destinata alle piccole e medie imprese lombarde che operano nei settori manifatturiero, servizi alle imprese, commercio all'ingrosso e costruzioni. Le aziende possono ottenere un finanziamento a tasso di convenzione della durata non superiore a 36 mesi, a cui si aggiunge un contributo in conto interessi pari all'1%. <BR>Con questa linea è possibile finanziare uno o più ordini di fornitura, acquisiti nei tre mesi precedenti la data di presentazione della domanda, o in corso di acquisizione, per un importo complessivo minimo di 100 mila euro.<BR><BR><BR><B>Nel 2012 sono più le aziende senza credito di quelle che lo ottengono. </B><BR><BR>Per la prima volta dal 2008 sono più numerose le imprese che ottengono meno credito di quanto richiesto (o non lo ottengono affatto) rispetto a quelle che si sono viste accordare il finanziamento. <BR>È quanto emerge da una ricerca dell'Osservatorio sul credito per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi nel primo trimestre del 2012 realizzato da Confcommercio-Imprese per l'Italia. Il dato chiave è che sono calate le imprese in grado di fronteggiare il proprio fabbisogno finanziario senza alcuna difficoltà (sono il 36% contro il 42% del trimestre precedente). <BR>Complessivamente solo il 19% delle imprese ha fatto richiesta di credito e di queste quasi una su cinque è ancora in attesa di conoscere l'esito della propria domanda. <BR><BR>La stretta del credito sulle imprese del commercio, turismo e servizi tende ad aggravarsi. <BR>Non solo diminuiscono le imprese che "non sentono il problema", ma cresce la quota delle aziende che segnalano di avere delle "difficoltà" ad ottenere finanziamenti.<BR><BR>Dal Nord al Sud, infine, la crisi tocca soprattutto le imprese di piccole dimensioni. Le aziende che più fanno registrare difficoltà sono le microimprese, soprattutto quelle operative nel settore del turismo. <BR>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/59/pmi-e-export--agevolazioni-per-pmi-in-lombardia--liguria-e-umbria--indagine-sul-credito-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Incentivi in Piemonte, Lombardia e Umbria, aumentano le cessazioni d’impresa.</title>
      <description>Due Pmi su 3 non pagano le tasse in tempo. Ritardi per avere più liquidità. Lombardia, aperto il bando Finter. Piemonte, le agevolazioni per gli investimenti degli  artigiani. Umbria, incentivi per la sostituzione di tetti in eternit con impianti fotovoltaici. Sempre più difficile fare impresa: -26mila aziende nel primo trimestre 2012. </description>
      <pubDate>2012-04-23T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/56CyLu58ENY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><P><STRONG>Due Pmi su 3 non pagano le tasse in tempo. Ritardi per avere più liquidità.<BR><BR></STRONG>Dalle imprese parte la rivolta dell'F24. <BR>Su 130 mila imprese associate a Unimpresa, sono quasi 100 mila quelle che hanno deciso di rinviare i pagamenti di contributi previdenziali, Iva e ritenute che erano tutti in scadenza lo scorso 16 aprile. Il motivo? <BR>La crisi di liquidità ha posto gli imprenditori di fronte alla scelta obbligata di pagare il fisco in ritardo. <BR>Più di due terzi delle aziende, dunque, risulta in ritardo sui versamenti fiscali che si pagano con il modello F24: il 76,5% delle imprese non ha rispettato i termini di legge previsti. <BR>Le aziende hanno un problema di liquidità e sono disposte a pagare le tasse in ritardo, con le sanzioni, per saldare prima gli stipendi dei dipendenti e i fornitori. <BR>Una soluzione per venire incontro alle esigenze delle imprese sarebbe dargli la possibilità di compensare i crediti con la pubblica amministrazione per pagare i tributi del fisco. <BR></P>
<P><STRONG>Lombardia, aperto il bando Finter.<BR><BR></STRONG>Si è aperto in Lombardia il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/LOMBARDIA-BANDO-FINTER-FONDO-PER-LINNOVAZIONE-DELLE-IMPRESE-DEL-TERZIARIO_5728.jsp"><STRONG>bando FINTER</STRONG></A>, il Fondo per l’Innovazione delle imprese del terziario. Il fondo prevede la concessione di incentivi alle piccole e medie imprese dei settori commercio, turismo e servizi che realizzano investimenti per lo sviluppo aziendale.<BR>Gli interventi devono essere finalizzati allo sviluppo delle infrastrutture, del sistema gestionale o organizzativo e devono rappresentare una novità o un miglioramento significativo per il settore interessato, meglio ancora se legato all'uso delle tecnologie legate all'informazione e alla comunicazione. </P>
<P>L’agevolazione è riconosciuta nella misura massima del 50% dei costi ammissibili ed è erogata per metà sotto forma di contributo a fondo perduto e per il restante 50% come finanziamento agevolato. <BR>Il bando Finter resterà aperto fino al 29 giugno e a disposizione delle Pmi lombarde ci sono 6 milioni di euro di fondi.&nbsp; <BR></P>
<P><STRONG>Piemonte, le agevolazioni per gli investimenti degli&nbsp; artigiani.<BR><BR></STRONG>Sono sempre in vigore in Piemonte gli incentivi per gli artigiani. Grazie alla <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/LR-12009-ART-7-FINANZIAMENTI-AGEVOLATI-PER-LE-IMPRESE-ARTIGIANE_4605.jsp"><STRONG>legge regionale 1/2009</STRONG></A> è possibile finanziare programmi d’investimento di importo di almeno 25 mila euro. <BR>L’incentivo concesso è un finanziamento agevolato che copre sino al 100% dei costi ammissibili. <BR><BR>Il programma di investimento deve consentire all’azienda di conseguire almeno uno dei seguenti obiettivi: creare una nuova impresa artigiana, introdurre nuovi processi produttivi, innovare prodotti o processi produttivi, ottenere la certificazione di qualità, promuovere l’azienda sui mercati locali e internazionali, avviare progetti di ricerca e sviluppo. <BR>Sono ammesse, tra le altre, le spese per l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, autoveicoli nuovi destinati all’attività aziendale e servizi di consulenza. Gli investimenti devono essere realizzati dopo la presentazione della domanda di agevolazione.<BR></P>
<P><STRONG>Umbria, incentivi per la sostituzione di tetti in eternit con impianti fotovoltaici.<BR><BR></STRONG>In Umbria è aperto il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-UMBRIA-2007-2013-ECOINNOVAZIONE-SOSTITUZIONE-AMIANTO-CON-IMPIANTI-FOTOVOLTAICI_5708.jsp">bando</A>&nbsp;che finanzia la sostituzione di tetti contenenti amianto con impianti fotovoltaici da installare sugli immobili di proprietà dell’impresa. <BR>Possono presentare la domanda le aziende artigiane, industriali, del commercio e dei servizi. <BR><BR>L’agevolazione concessa è un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili nel caso di piccole imprese, che si riduce al 25% per le medie e al 20% per le grandi aziende. <BR>Il contributo concesso è superiore per gli impianti fotovoltaici integrati di maggiore potenza e con caratteristiche innovative: si va da un minimo di 50 mila a un massimo di 100 mila euro. <BR><BR>La realizzazione degli interventi di sostituzione dell’amianto sarà ritenuta ammissibile esclusivamente se la rimozione sarà effettuata in forma volontaria e se la superficie dell’amianto rimosso sarà almeno pari a quella del nuovo impianto fotovoltaico installato.<BR></P>
<P><STRONG>Sempre più difficile fare impresa: -26mila aziende nel primo trimestre 2012.</STRONG> <BR><BR>La crisi soffoca la voglia d'impresa e moltiplica le chiusure aziendali. Sono colpite soprattutto le aziende artigiane e agricole. <BR>Tanto che, nel primo trimestre del 2012, il saldo tra iscrizioni e cessazioni ha sfiorato il record del 2009, spinto da 26.000 cessazioni d’impresa, il triplo rispetto al 2011. <BR>Questo, in sintesi, il quadro che emerge dai dati di Movimprese di InfoCamere. <BR>In dettaglio, nel primo trimestre dell'anno si è allargata la forbice tra le nuove imprese, oltre 120 mila, e quelle che hanno chiuso, che sono 146 mila. <BR>Rispetto allo stesso periodo del 2011, le iscrizioni sono diminuite di 5 mila unità mentre le cessazioni sono aumentate di 12 mila, con un saldo negativo che supera le 26 mila imprese. <BR>Un quadro simile al primo trimestre del 2009, quando si registrò un saldo negativo di 30.706 unità, subito dopo il default di Lehman Brothers. <BR>L'unico dato positivo è relativo alle forme giuridiche: l'aggregato che arretra di più è quello delle imprese individuali, seguito dalle società di persone mentre le società di capitali crescono di circa 7 mila unità.</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/56/incentivi-in-piemonte--lombardia-e-umbria--aumentano-le-cessazioni-d-impresa-</link>
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      <title>Nuovi decreti energie rinnovabili, credito di imposta ricerca, incentivi Simest. </title>
      <description>Cresce la domanda di prestiti da parte delle imprese. Presentati i nuovi decreti sulle energie rinnovabili. Toscana, aperti i bandi Innovazione e Servizi qualificati. Un credito di imposta per le aziende che investono nella ricerca industriale.</description>
      <pubDate>2012-04-16T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/AJ6ThyM3dRc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><P><STRONG>Cresce la domanda di prestiti da parte delle imprese.<BR><BR></STRONG>È ancora presto per sapere se si tratta di una vera inversione di tendenza, ma nel mese di marzo il numero dei finanziamenti richiesto dalle imprese ha fatto registrare un valore positivo: +5% rispetto allo stesso mese del 2011. <BR>Analizzando invece la domanda aggregata nei primi tre mesi del 2012, si nota come risulti in crescita, seppur lieve, rispetto al corrispondente trimestre 2011 ( 0,4%) e 2010 ( 0,5%). <BR>Netto invece il calo rispetto al 2009: -8%. Infine, l'importo medio dei prestiti richiesti da parte delle imprese nei primi tre mesi del 2012 ha fatto registrare un incremento del 9% rispetto al 2011. <BR>«Anche durante questa fase caratterizzata da una pesante incertezza, le imprese italiane hanno dimostrato grande concretezza e reattività - ha commentato Enrico Lodi, direttore generale Credit Bureau Services di Crif - grazie alla dimensione medio-piccola e alla elevata flessibilità che le caratterizza. D'altro canto, le imprese migliori non hanno mai smesso di investire, con particolare attenzione all’ottimizzazione dei processi, proprio per poter cogliere al meglio le opportunità di una eventuale ripresa».</P>
<P><STRONG>Presentati i nuovi decreti sulle energie rinnovabili.<BR></STRONG>Due nuovi decreti illustrati dai ministri allo Sviluppo economico Passera, all'Ambiente Clini e alle Politiche Agricole Catania prevedono importanti novità nel campo delle energie rinnovabili.<BR>Il governo mette sul piatto 3 miliardi di euro di incentivi a regime, oltre ai 9 già esistenti per le fonti rinnovabili. Un totale di 12 miliardi annui entro il 2020 che saranno suddivisi in 6,5 per gli impianti fotovoltaici e 5,5 per le altre rinnovabili. In realtà però gli incentivi per i nuovi impianti saranno soltanto 500 milioni, in quanto 6 miliardi sono stanziati per quelli già esistenti. Ed entreranno in vigore dal 1° luglio 2012. Mentre per gli anni successivi è prevista la graduale eliminazione degli incentivi al settore. <BR>Per le altre energie elettriche le agevolazioni saranno uniformate alla media europea. Per idroelettrico e geotermoelettrico sparisce ogni tipo di incentivo previsto già dal 2013. Biogas e biomasse animali, invece, troveranno l'incentivo solamente nel 2013. <BR>Per quanto riguarda il settore fotovoltaico, nonostante la riduzione del sostegno economico, l'Italia resta il Paese europeo con il livello di incentivi più alto, superiore anche a Germania e Regno Unito.</P>
<P><STRONG>Toscana, aperti i bandi Innovazione e Servizi qualificati.<BR><BR></STRONG>Si sono aperti 2 nuovi bandi promossi dalla Regione Toscana e destinati alle&nbsp; piccole e medie imprese dei settori turismo e commercio. Si tratta dei bandi Por Innovazione e Servizi Qualificati. Si possono presentare le domande fino al 30 giugno. Il bando <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-TOSCANA-ACQUISIZIONE-DI-SERVIZI-QUALIFICATI-PER-LE-PMI-DEL-TURISMO-E-DEL-COMMERCIO_3306.jsp">Servizi qualificati</A></STRONG>&nbsp;eroga contributi a fondo perduto pari al 50% delle spese alle Pmi che investono nelle certificazioni ambientali (<A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-140012004-AMBIENTALE_199.jsp">ISO 14001</A>&nbsp;ed <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-EMAS-II-AMBIENTALE_3045.jsp"><STRONG>Emas</STRONG></A>), nella <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-9001-QUALITA_3565.jsp">certificazione di qualità</A></STRONG>&nbsp;e nella <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-26000-RESPONSABILITA-SOCIALE_4386.jsp">responsabilità sociale</A></STRONG>.<BR><BR>Il <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/POR-TOSCANA-INNOVAZIONE-DELLE-PMI-DEL-TURISMO-E-DEL-COMMERCIO_3307.jsp">bando del Por Innovazione</A></STRONG>, invece, incentiva i progetti innovativi e gli investimenti finalizzati a migliorare il sistema gestionale ed organizzativo dell’azienda, anche con l’acquisto di apparati tecnologici. <BR>L’agevolazione viene erogata sotto forma di contributo in conto impianti, con concorrenza alla spesa ammissibile pari al 25% per le medie imprese, al 35% per le piccole e micro imprese e sino al 50% per i “Centri commerciali naturali”. </P>
<P><STRONG>Un credito di imposta per le aziende che investono nella ricerca industriale.<BR><BR></STRONG>Le imprese di ogni settore possono maturare un <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DL-702011-ART1-CREDITO-DIMPOSTA-SPESE-RICERCA--SVILUPPO_5527.jsp">credito d’imposta</A></STRONG>&nbsp;sugli investimenti in ricerca fondamentale (progetti sperimentali o teorici senza applicazioni pratiche dirette), ricerca industriale e sviluppo sperimentale (realizzazione di piani o progetti da applicare su prodotti, processi o servizi nuovi o sensibilmente migliorati). <BR>Gli interventi devono essere realizzati a partire dal 1° gennaio 2011 fino al 31 dicembre 2012. <BR><BR>Per accedere all’incentivo statale si chiede una concreta dimostrazione di accresciuto impegno nelle iniziative di ricerca e sviluppo rispetto al recente passato. Il credito d’imposta, utilizzabile in tre rate annuali, verrà riconosciuto solo alle aziende che aumenteranno i propri investimenti in ricerca e sviluppo e sarà pari al 90% della spesa aggiuntiva rispetto alla media degli stanziamenti negli anni 2008-2010.</P>
<P><STRONG>Un sostegno per le aziende che internazionalizzano nei Paesi extra Ue.<BR><BR></STRONG>La <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/L-13308-ART-6-C-2-LETT-A--SIMEST-MERCATI-ESTERI_24.jsp">legge 133/08</A></STRONG> promossa da Simest prevede la concessione di un finanziamento a tasso agevolato&nbsp;per le aziende italiane che investono nella creazione di strutture permanenti nei Paesi extra Ue (uffici, show room, magazzini, punti vendita, negozi, ecc.) di supporto all'attività produttiva e commerciale. <BR>Si possono finanziare anche gli studi di prefattibilità e fattibilità, oltre ai programmi di <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/L-13308-ART-6-C-2-LETT-B-SIMEST-ASSISTENZA-TECNICA_26.jsp">assistenza tecnica</A></STRONG>, collegati agli investimenti realizzati nei Paesi Extra-UE.</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/55/nuovi-decreti-energie-rinnovabili--credito-di-imposta-ricerca--incentivi-simest-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>News sul Sistri, cresce il factoring, imprese sempre più green</title>
      <description>Sostenibilità aziendale: il 75% delle grandi imprese italiane adotta strategie green. Le imprese chiedono di sospendere il Sistri. Fiere, in Piemonte corsa ai voucher: mezzo milione di euro in un'ora. La Liguria aiuta chi investe sui campi. Factoring, business in crescita tra le Pmi. </description>
      <pubDate>2012-04-02T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/Zf48Qv0LCG0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><P><STRONG>Sostenibilità aziendale: il 75% delle grandi imprese italiane adotta strategie green.<BR></STRONG><BR>Il 75% delle grandi imprese utilizza strategie green. <BR>Il dato però scende con il diminuire delle dimensioni aziendali: a scegliere la sostenibilità sono il 67% delle medie aziende contro il 40,5% delle piccole e il 38% delle micro imprese. <BR>È quanto emerge dall’indagine “Sostenibilità ambientale e made in Italy” realizzata dall’Osservatorio Tedis della Venice International University.<BR><BR>“L’adozione di strategie green contraddistingue le aziende con una posizione di leadership competitiva, che sono più strutturate dal punto di vista della gestione dell’innovazione e delle strategie di marca”, spiega Eleonora Di Maria, responsabile dello studio. <BR>L’indagine ha interessato un campione di circa 500 imprese italiane, con un fatturato superiore a 1 milione di euro, specializzate nei tradizionali settori del Made in Italy. <BR>Quanto alle tipologie di innovazione green presenti, per il 34% delle imprese si può parlare di eco-innovazione di processo, per il 17,6% di certificazioni ambientali e per il 9,6% di eco-innovazione di prodotto.</P>
<P><STRONG>Le imprese chiedono di sospendere il Sistri.<BR><BR></STRONG>Il Sistri non è ancora partito e le imprese chiedono al governo di bloccarlo. <BR>Il problema non è solo legato alle difficoltà nel comprendere il funzionamento dei nuovi dispositivi (chiavette usb e black box)– ma soprattutto alle pecche del nuovi sistema di tracciabilità dei rifiuti, che varie volte e specialmente nel corso dei Click Day ha dimostrato di non funzionare correttamente.<BR><BR>Le associazioni imprenditoriali hanno scritto una lettera al ministro dell’Ambiente Clini per chiedere di sospendere il pagamento del contributo per il 2012, la cui scadenza è fissata per il prossimo 30 aprile. Ma il governo va avanti. <BR>Per quest’anno, infatti, è ancora possibile comunicare i dati relativi al 2011 utilizzando il portale Sistri e compilando il cosiddetto Mudino direttamente on line. <BR><BR>L’alternativa è quella di utilizzare i vecchi moduli della comunicazione Sistri, che è possibile inoltrare anche attraverso la via tradizionale. <BR>Non è cambiato, quindi, nulla rispetto all’anno scorso, dunque, quando gli stessi moduli vennero utilizzati alla stessa maniera sebbene fossero teoricamente aboliti. </P>
<P><STRONG>Fiere, in Piemonte corsa ai voucher: mezzo milione di euro in un'ora. <BR><BR></STRONG>Mezzo milione di euro "bruciati" in neppure un'ora. <BR>La Camera di commercio di Torino aveva stanziato il voucher per consentire alle aziende di coprire parte delle spese per partecipare alle fiere. <BR>Il bando si è aperto alle 9 e alle 10 dello stesso giorno i 166 voucher erano già finiti. <BR>Anzi, dopo un'ora erano già arrivate 243 domande alla casella di posta dell'ente camerale. <BR>Ora è stata pubblicata una graduatoria provvisoria, sulla base dell'orario di invio della domanda. <BR>Entro fine marzo la Camera escluderà le pratiche irregolari e pubblicherà la classifica definitiva. <BR>Rispetto all'anno scorso è stata aumentato del 70% il numero dei voucher, ma la richiesta è stata tale da esaurirne la disponibilità in meno di un'ora.<BR> È un segnale positivo da parte delle aziende che vogliono esporre i propri prodotti, e fa anche capire quanto sia importante sostenere la loro capacità competitiva in questo momento.</P>
<P><STRONG>La Liguria aiuta chi investe sui campi. <BR><BR></STRONG>La Regione Liguria mette a disposizione 4,5 milioni di euro per giovani imprenditori che avviano nuove aziende agricole. Sono previsti finanziamenti fino a 55 mila euro. <BR>Le domande si possono presentare dal 29 marzo al 2 luglio.</P>
<P><STRONG>Factoring, business in crescita tra le Pmi. <BR><BR></STRONG>Il mercato italiano del factoring è il quarto al mondo, merito anche delle Pmi che lo stanno sfruttando sempre di più per recuperare liquidità. <BR>Il factoring nel 2011 ha raggiunto la quota record di 168 miliardi di euro, pari a circa il 10% del Pil. <BR><BR>Il factoring è un contratto con cui l'azienda cliente cede a una società specializzata (il cosiddetto factor) i propri crediti esistenti o futuri (relativi per esempio a contratti ancora da stipulare), compresi quelli di natura fiscale. <BR>La cessione può avvenire in due forme: pro soluto, in cui il rischio d'insolvenza del debitore è trasferito alla società di factoring, o pro solvendo (cioè salvo buon fine), in cui il soggetto che cede il credito rimane coinvolto in caso di mancato incasso da parte del factor.&nbsp; <BR>Un aspetto importante per le aziende è che le società di factoring non solo valutano l'impresa che cede i crediti, ma anche la qualità dei crediti stessi e quindi dei debitori.<BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/51/news-sul-sistri--cresce-il-factoring--imprese-sempre-pi--green</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Boom del fotovoltaico, incentivi in Lombardia e Toscana, calano gli ordini all’industria.</title>
      <description>Redditività in crescita per Eurofidi. Nuovo boom nel 2011 per il settore fotovoltaico. Lombardia, il bando Finter promuove l’innovazione. Toscana, ultimi giorni di apertura del bando Internazionalizzazione. Si riducono gli ordinativi all'industria.</description>
      <pubDate>2012-03-27T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/5uwLsKGoXic" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><P><STRONG>Redditività in crescita per Eurofidi.<BR><BR></STRONG>Eurofidi, la principale società di garanzia fidi in Italia, ha presentato i risultati del bilancio 2011, che ha chiuso con un avanzo di gestione di 1,9 milioni di euro. <BR>L’anno trascorso è stato caratterizzato da un’intensa attività a favore delle imprese per sostenerle nell’affrontare la difficile e persistente congiuntura economico-finanziaria e da una buona redditività. <BR><BR>I risultati dell’attività in tutte le regioni in cui <STRONG><A href="www.eurofidi.it">Eurofidi</A></STRONG>&nbsp;è presente si sono tradotti in un aumento delle aziende socie (+8%) che al 31 dicembre scorso ammontavano a 47.970. <BR>Nel corso del 2011, la società ha garantito finanziamenti per 2,5 miliardi di euro a fronte dei quali ha erogato garanzie per 1,4 miliardi di euro. <BR>L’indice di solvibilità, principale indicatore della solidità aziendale, è pari all’11,43%. <BR>Il dato è molto superiore al 6% richiesto dalla Banca d’Italia ai confidi vigilati.</P>
<P><STRONG>Nuovo boom nel 2011 per il settore fotovoltaico.<BR><BR></STRONG>Fotovoltaico superstar in Italia, con una crescita a tre cifre nel 2010. <BR>Ma gli ottimi numeri, quanto a potenza efficiente e produzione lorda da fonti rinnovabili, si inquadrano in uno sfondo poco rassicurante. <BR>L'assenza di un piano energetico nazionale e la precaria stabilità delle leggi sono tutti fattori che non aiutano a programmare gli investimenti. <BR>Dalle stime del Gse, il Gestore dei Servizi Energetici emerge che le rinnovabili coprono il 24% del fabbisogno interno di elettricità. <BR>Se l'energia idraulica conserva saldamente la leadership, è il fotovoltaico che, spinto dai più ricchi incentivi d'Europa, mette a segno un exploit di crescita. <BR>Crescono anche l’eolico e le bioenergie (cioè biomasse solide, biogas e bioliquidi). <BR><BR>Questo dato si inserisce in un quadro mondiale che vede nel 2011 gli investimenti nel segmento fotovoltaico mostrare la crescita più sostenuta fra quelli nelle fonti rinnovabili. <BR>Lo scorso anno quello italiano è stato il mercato più grande del mondo con 9 Giga Watt di nuovi impianti allacciati. <BR>Seguono la Germania e poi la Cina, che è il terzo Paese per numero di installazioni nel 2011.</P>
<P><STRONG>Lombardia, il bando Finter promuove l’innovazione.<BR><BR></STRONG>Il 16 aprile in Lombardia apre il <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/LOMBARDIA-BANDO-FINTER-FONDO-PER-LINNOVAZIONE-DELLE-IMPRESE-DEL-TERZIARIO_5728.jsp">bando FINTER</A></STRONG>&nbsp;(il Fondo per l’Innovazione delle imprese del terziario). <BR>Il fondo serve per l'attuazione degli interventi di sviluppo nelle Pmi dei settori commercio, turismo e servizi. <BR>Gli interventi devono essere finalizzati al miglioramento delle infrastrutture, del sistema gestionale o organizzativo e devono rappresentare una novità o un miglioramento significativo rispetto allo stato dell'arte del settore interessato, meglio ancora se legato all'uso delle tecnologie legate all'informazione e alla comunicazione.<BR> <BR>L’agevolazione è riconosciuta nella misura massima del 50% dei costi ritenuti ammissibili ed è erogata per metà sotto forma di <STRONG>contributo a fondo perduto </STRONG>e per il restante 50% come finanziamento agevolato. <BR><BR>Il bando resterà aperto fino al 29 giugno e a disposizione delle Pmi ci sono 6 milioni di euro di fondi.&nbsp; <BR>Il periodo di realizzazione dei progetti di investimento non potrà superare i 12 mesi dalla data di pubblicazione della graduatoria. </P>
<P><BR><STRONG>Toscana, ultimi giorni di apertura del bando Internazionalizzazione.<BR><BR></STRONG>Nel campo delle agevolazioni finanziarie c’è una novità importante per le imprese della Toscana. La Regione ha prorogato la chiusura del <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/PAR-FAS-TOSCANA-SOSTEGNO-AI-PROCESSI-DI-INTERNAZIONALIZZAZIONE_2589.jsp">bando Internazionalizzazione</A></STRONG>, che inizialmente era prevista il 23 marzo. <BR>Le piccole e medie imprese toscane hanno ancora tempo fino al 13 aprile per presentare la domanda. <BR>Conviene affrettarsi, dunque, in questi ultimi giorni di apertura perché il bando Internazionalizzazione prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto del 50%. <BR><BR>Si possono finanziare le spese relative ai programmi di penetrazione commerciale rivolti verso Paesi esterni all’Unione Europea e finalizzati ad una presenza stabile dell’impresa all’estero. <BR>I programmi di espansione sui mercati internazionali devono essere realizzati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione.</P>
<P><STRONG>Si riducono gli ordinativi all'industria.<BR><BR></STRONG>Calano gli ordini all'industria a gennaio. <BR>Le commesse - che permettono di valutare le prospettive dell'attività economica - sono diminuite del 7,3% rispetto a dicembre e del 5,6% rispetto a gennaio 2011. <BR>La fase di debolezza è confermata anche dal fatturato, in calo del 4,4%. <BR>Le medie trimestrali, più affidabili perché permettono di definire una tendenza rispetto alla forte variabilità di questi dati, sembrano segnalare che gli ordini potrebbe aver raggiunto il livello minimo di questa fase.<BR><BR>Le commesse continuano a calare per il nono mese consecutivo, ma l'indice degli ordini, pur restando in zona "riduzione", è però migliorato ed è tornato ai livelli di luglio. <BR>Alcune imprese, inoltre, hanno segnalato nuovi ordini provenienti dalla Cina, dalla Germania e dagli Usa. <BR><BR>L'indice Ocse Cli, che segnala con circa sei mesi di anticipo l'inversione di tendenza del ciclo del prodotto interno lordo, già indica come possibile, anche se non è certa, una svolta già a partire da maggio.</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Video/50/boom-del-fotovoltaico--incentivi-in-lombardia-e-toscana--calano-gli-ordini-all-industria-</link>
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    </item>
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      <title>Dove il design delle auto prende vita.</title>
      <description>La Costat realizza prototipi di auto su disegni delle Case madri. </description>
      <pubDate>2012-03-25T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/CaseHistories/foto home page.jpg' /><br/><P>Vedono le auto che adesso circolano sulle strade in largo anticipo rispetto perfino alla loro messa in produzione. <BR>Alla <STRONG>Costat Srl di Piobesi Torinese </STRONG>(Torino) il mercato dell’auto è già quello di domani: qui <STRONG>si realizzano concretamente i prototipi per automobili e per autocarri che i centri stile delle Case oppure dei carrozzieri più rinomati hanno disegnato</STRONG>. <BR>Qui il design di un nuovo modello si materializza e diventa da toccare e valutare da <STRONG>vicino. <BR>Ogni anno vengono realizzati, in media, una decina di prototipi</STRONG>: nove per l’auto e uno per i camion, mercato decisamente meno dinamico per quanto riguarda la nascita e lo sviluppo di nuovi modelli.<BR><BR>«Le Case automobilistiche ci forniscono i disegni o le “matematiche” dei nuovi modelli e, in base a questi, realizziamo i singoli pezzi che li formano – spiega Sergio Borella, fondatore e presidente della società –. Nella prima fase, con l’auto ancora grezza, gli elementi sono circa 10-15. Nella seconda, il prototipo inizia a delinearsi e i pezzi salgono a 50. Con l’ultima abbiamo il prototipo definitivo e i pezzi da realizzare sono 300-400». <BR>A questo punto parte una limitata produzione di serie dei pezzi perché ogni prototipo definitivo viene realizzato fino a 400 esemplari: sono le vetture dei primi test su strada.<BR><BR>Anche se l’assemblaggio finale dei prototipi spetta alla Casa madre,<STRONG> è sempre richiesto che la realizzazione dei componenti sia coperta dal segreto industriale</STRONG>: «Per noi questo vuole dire che dobbiamo per forza fare tutto in casa – aggiunge Borella –. Non possiamo avere fornitori». <BR>In questo modo, per la realizzazione di un prototipo e dei suoi elementi la Costat si è specializzata in un gran novero di attività: simulazioni, studi di fattibilità, stampi prototipali, stampi di serie, produzione di ricambi, calibri di collaudo e anche assemblaggi completi.<BR><BR>La Costat è una azienda giovane, è stata creata nel 1998, e dal 2003 è interamente controllata dalla famiglia Borella. Accanto a Sergio Borella operano il figlio Luca, amministratore delegato, e la figlia Silvia, responsabile del settore estero. <BR>«In precedenza ero socio di un’azienda che si occupava di produzione – racconta il presidente della società –. Volevo smettere, ma poi con un altro socio ho dato vita a questa azienda che ancora oggi mi occupa interamente».<BR><BR><STRONG>I clienti della Costat sono per l’80 per cento all’estero, soprattutto in Germania: «Lavoriamo con tutti i marchi automobilistici, Audi, Bmw, Bugatti, Iveco, Lamborghini, Porsche, Volkswagen </STRONG>– sottolinea Borella –. Sono con quelle francesi non abbiamo contatti, mentre la collaborazione con Fiat risale al 2011 quando ci hanno “scoperto” un po’ per caso. Per noi, però, l’attività con le case tedesche è fondamentale». <BR>Con le Case il rapporto di collaborazione non è solo esecutivo: «<STRONG>Diamo loro un supporto tecnico di qualità – aggiunge Borella –. Non solo testiamo parti e componenti innovativi, ma forniamo anche suggerimenti su modifiche e miglioramenti di singoli pezzi</STRONG>». <BR>In proposito, il presidente della Costat cita un episodio indicativo: «La Bugatti aveva realizzato una vettura per Sylvester Stallone, ma all’attore non piacevano i parafanghi fatti in carbonio. <BR>Li voleva in un altro materiale, ma per la Bugatti questa modifica rappresentava un grosso problema. La nostra proposta è stata di fabbricarli in alluminio e così è stato». Con piena soddisfazione dell’attore italo-americano.<BR><BR><STRONG>La crisi finanziaria del 2008 ha bussato pesantemente alla porta della Costat</STRONG>: «Il fatturato è letteralmente crollato nel 2009-2010 – ammette Borella –. Negli anni precedenti alla crisi il giro d’affari si era sempre attestato sugli 8-10 milioni di euro annui. Nel 2010 siamo scesi a 2,5. Sono stati anni terribili, con cassa di integrazione per i nostri dipendenti e con la paura di non farcela. Un periodo buio non solo per noi: il 35% dei nostri concorrenti tedeschi ha chiuso». <BR><BR>E oggi? <BR>«Devo dire che abbiamo un personale, circa 60 persone, che è sempre stato grandioso e ci ha aiutato a risalire la china. Dopo due anni di perdite chiudiamo il 2011 in utile, con un fatturato che è risalito a sei milioni di euro. Bmw ci ha dato inoltre un programma di sviluppo prototipi fino al 2020 e grazie a questo guardiamo con fiducia al futuro».<BR><BR><STRONG>La crisi ha tuttavia indotto l’azienda di Piobesi a guardare oltre il mercato dell’automotive</STRONG>. <BR>«Da questo punto di vista si può dire che sia stata positiva perché ci ha obbligati ad andare oltre il “così è sempre stato fatto” – riflette Borella –. Mettendo a frutto le nostre conoscenze nella lavorazione dei metalli, abbiamo infatti cercato di differenziarci, provando a entrare nel settore del mobile e dell’arredo. E anche in questo campo siamo ottimisti».</P>
<P><BR>Fonte: Eureka! La rivista delle Imprese PASS EUROGROUP - Dario Pagano</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/CaseHistory/7/dove-il-design-delle-auto-prende-vita-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Come affrontare la crisi economica.</title>
      <description>Il caso dell’azienda Ft Support di Milano.</description>
      <pubDate>2012-02-14T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/CaseHistories/Home page.jpg' /><br/><P>La crisi economica sta coinvolgendo le imprese di tutti i settori, ma ci sono aziende che hanno saputo intraprendere strategie efficaci per garantire la sopravvivenza del proprio core business. <BR>Un esempio è l’azienda Ft Support di Milano che ci racconta come ha affrontato il periodo più difficile della crisi.<BR><BR><STRONG><EM>Dott. Cosimo Natoli, come General Manager e Responsabile del settore Analisi della Ft Support, ci può spiegare quali problematiche avete dovuto affrontare durante la crisi economica?<BR><BR></EM></STRONG>Quando è scoppiata la crisi economica (nel periodo 2007-2008) noi siamo partiti con un progetto ben preciso: realizzare una piattaforma unica per il mondo delle commodity. <BR>Non possedendo elevati capitali finanziari, abbiamo fatto ricorso, in più riprese, al finanziamento bancario. <BR>In questo campo abbiamo riscontrato vari problemi, dalla rigidità del sistema bancario (che tendenzialmente non finanzia le start up) agli alti costi dei finanziamenti. <BR>Ma non ci siamo scoraggiati e siamo andati avanti, convinti della validità del progetto. <BR><BR><STRONG><EM>Quali strategie avete adottato per superare la crisi?<BR><BR></EM></STRONG>La crisi, sin da subito, l’abbiamo affrontata con interventi su diversi fronti:</P>
<UL>
<LI><STRONG>Un rigido controllo dei costi </STRONG>con l’eliminazione di tutti gli sprechi;</LI><BR>
<LI><STRONG>Un’azione commerciale intensa su ogni singolo cliente e prospect</STRONG> non solo per illustrare al meglio il valore aggiunto dei nostri servizi e la diversità rispetto alla concorrenza, ma anche per spronarlo per farci dire in quale direzione muoverci per&nbsp; aggiornamenti, upgrade, nuovi sviluppi. </LI><BR>
<LI><STRONG>L’innovazione del prodotto</STRONG>. Attraverso le visite mirate con i clienti abbiamo raccolto elementi sufficienti per dare vita a prodotti completamente nuovi che non c’erano e di cui il mercato aveva bisogno. Per essere più competitivi sul mercato, qualunque esso sia, non basta lavorare sui listini per abbassare i prezzi. Abbiamo fatto un “must” del colloquio costante con il cliente. E ad oggi è stato uno degli elementi vincenti per la nostra strategia aziendale.</LI><BR>
<LI><STRONG>Qualità elevata e giusto prezzo.</STRONG> La competitività vera si ottiene prima di tutto con l’innovazione dei prodotti e poi, col&nbsp; giusto mix qualità-prezzo che, non è affatto facile determinare. Quindi, le scelte che abbiamo adottato, non solo per superare la crisi (che non è affatto finita) ma anche per posizionarci meglio sul mercato, sono state quelle di puntare su prodotti di nicchia dove è possibile offrire soluzioni standard (ma di qualità) unitamente a personalizzazioni così come richieste dal cliente.&nbsp; Un esempio che possiamo portare è l’enorme successo che sta avendo il nostro servizio di quotazioni dei rottami non ferrosi lanciato meno di un anno fa. Adesso stiamo andando avanti nel settore delle ferroleghe. </LI></UL>
<P><STRONG><EM>Avete in programma per il futuro di realizzare nuovi investimenti o programmi di sviluppo?<BR><BR></EM></STRONG>Per quanto riguarda il futuro, ci stiamo attrezzando per sbarcare in Europa; per questo ci serviranno altri investimenti che speriamo di realizzare con mezzi propri e tramite il finanziamento delle banche.<BR><BR><STRONG><EM>Quale è il valore aggiunto che potete garantire ai vostri clienti?<BR><BR></EM></STRONG>L’azienda FT Support srl (<A href="http://www.ftsupport.it">www.ftsupport.it</A>) ha due business: il primo, più importante è dedicato al mondo delle aziende, il secondo è dedicato al mondo finanziario. I servizi rivolti alle aziende sono centrati sulle materie prime ed in particolare sul mondo dei metalli, tra cui:</P>
<UL>
<LI>servizi di quotazioni legate alle borse merci più importanti come l’LME-London Metal Exchange per i metalli non ferrosi; servizi di quotazione dei rottami non ferrosi</LI>
<LI>servizi di assistenza per gli acquisti di materie prime</LI>
<LI>servizi di assistenza per la copertura del rischio prezzi</LI>
<LI>formazione sui temi sopra descritti</LI></UL>
<P>Per il mondo finanziario l’azienda FT Support sviluppa sopratutto software su richiesta del cliente per il mondo del trading. Il valore aggiunto offerto ai clienti nasce dall’elevato know-how che mette a disposizione nei campi in cui opera: servizi evoluti ed in linea con gli ultimi aggiornamenti, elevata personalizzazione dei servizi offerti e assistenza continua del cliente.</P>
<P><BR>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/CaseHistory/6/come-affrontare-la-crisi-economica-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Quando i desideri diventano realtà.</title>
      <description>Il caso del Podere Vaglie specializzato nella produzione vinicola in Umbria.</description>
      <pubDate>2012-01-31T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/CaseHistories/home page.JPG' /><br/><P>La passione può davvero tutto. Ne è un esempio l’esperienza professionale di Alessandro Lumini che, nel 1997 a 22 anni, cambia radicalmente il suo orizzonte lavorativo trasformandosi da idraulico per caso a viticoltore di successo per scelta.<BR><BR><STRONG>Oggi l’umbra “Podere Vaglie” è una realtà in forte crescita</STRONG>, malgrado la crisi e la non brillante vendemmia di quest’anno. <BR>Uno sviluppo testimoniato dai 40 dipendenti fra il centro di imbottigliamento di Marsciano e quello di pigiatura di Canale di Orvieto, dai quasi 20 punti vendita tra Umbria, Lazio, Toscana e Liguria e da un fatturato che nel 2010 è stato di 9 milioni di euro e quest’anno si conta possa salire fino a quasi 16 milioni. <BR>Anche la produzione del Podere Vaglie è di tutto rispetto tanto per qualità quanto per quantità: l’azienda possiede 115 ettari di vigneti suddivisi tra l’area della valle di Baschi, tra le colline di Orvieto e quelle Todi dove il territorio è più predisposto per la produzione di uve a bacca rossa, e la zona più collinare dell’alto orvietano, in località Canale, che beneficia di un tipo di terreno vulcanico più adatto alla coltivazione di uve a bacca bianca.<BR><BR>Proprio tra questi ultimi vigneti è stata da poco realizzata la nuova struttura destinata a centro di pigiatura delle uve e di lavorazione dei mosti: «Abbiamo iniziato a costruirla nel 2008 e, lo scorso settembre, la cantina è stata ufficialmente inaugurata con una grande festa – racconta Serena Dominici, moglie di Alessandro Lumini, anche lei impiegata in azienda –. Per la nostra azienda si è trattato di un investimento di non poco conto, circa sei milioni di euro». <BR><BR>Si tratta del resto di <STRONG>una struttura unica nel suo genere, un «esempio di eccellenza produttiva e sostenibilità ambientale</STRONG>», come recita il sito Internet dell’azienda. <BR>La cantina, che dispone anche di un’area degustazione, ha una capienza di oltre 52 mila ettolitri di vino: la struttura, infatti, è stata pensata per accogliere non solo il frutto dei vitigni dell’Orvieto Dop: «<STRONG>Qui conferiscono le loro produzioni anche circa duecento fornitori di uve del circondario</STRONG>» aggiunge Serena Dominici, che rivela: «Per il prossimo futuro prevediamo di portare qui, a Canale di Orvieto, anche le attività di imbottigliamento svolte adesso a Marsciano».<BR><BR><STRONG>In appena 14 anni di attività, l’azienda ha percorso davvero molta strada. <BR></STRONG>Nel 1997 Vaglie era una cantina a conduzione familiare, nel centro abitato di Baschi e la sua produzione vinicola era legata alla valorizzazione delle uve autoctone e alla riscoperta di antichi sapori. <BR>Racconta ancora Serena Dominici: «Mio marito fino ad allora si era occupato di tutt’altro. È stata la passione a spingerlo a cambiare mestiere, trasformandosi in viticoltore. Il vino l’ha sempre affascinato e Alessandro ha avuto davvero la capacità di realizzare un desiderio». <BR><BR>La prima esperienza di Alessandro Lumini nel settore è stata con la piccola cantina di famiglia. <BR>Racconta ancora Serena Dominici: «Ha iniziato a fare questo mestiere occupandosi di appena sette ettari di vigneto. Dieci anni dopo, gli ettari erano cresciuti a 32. Nel 2006 abbiamo acquisito la cantina dei colli perugini a Le Prese di Castel Viscardo (Terni), dove si fa la lavorazione delle uve. Nel 2009 è stato acquistato a Marsciano quello che, con i suoi 15 mila metri quadrati di grandezza, rappresenta il più grande centro di stoccaggio, invecchiamento e imbottigliamento di vini presente in Umbria. Da qui escono ogni anno 13 milioni di bottiglie». <BR><STRONG>La struttura di Marsciano è fornita delle più moderne tecnologie applicate alla vinificazione</STRONG>: un laboratorio analisi specializzato, attrezzature innovative nella cantina, quattro linee di imbottigliamento automatizzate, un ampio spazio adibito a magazzino e due grandi aree riservate a una bottaia e a una barriquaia utilizzate per l'invecchiamento dei vini di prestigio.<BR><BR><STRONG>Il Podere Vaglie vende i suoi prodotti alla grande distribuzione e sui mercati esteri (Regno Unito, Danimarca e Stati Uniti). <BR></STRONG>Allo stesso tempo, il desiderio di creare un prodotto elevato qualitativamente ma anche facilmente accessibile ha portato l’azienda a cercare uno sbocco commerciale in un canale distributivo diretto al consumatore finale: nel 1999 è stato aperto il primo punto vendita fornito di tutti i prodotti sfusi e in bottiglia a marchio Vaglie. <BR>Negli anni successivi, Podere Vaglie ha sviluppato una rete che è arrivata oggi a essere composta da una ventina di punti vendita a gestione diretta a cui è stato affiancato un ulteriore sistema di vendita: il “porta a porta” che serve le famiglie dell’Umbria e dell'alto Lazio. <BR><BR><STRONG>La crisi finanziaria internazionale ha finora influito poco sulle attività dell’azienda</STRONG>: «La crisi per noi ha impattato soprattutto nei ritardi negli incassi e nella stretta creditizia» conclude Serena Dominici. <BR>È lo stato dell’uva, piuttosto, a preoccupare maggiormente, ma anche su questo fronte c’è ottimismo: «La quantità è minore, ma la qualità dell’uva raccolta è più che soddisfacente». <BR>Anche la vendemmia 2011 darà presto i suoi frutti.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: “Eureka!”, la rivista delle imprese PASS EUROGROUP – Dario Pagano<BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/CaseHistory/5/quando-i-desideri-diventano-realt--</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Le strategie che fanno la differenza.</title>
      <description>L’azienda “Centro Alesatura” specializzata nella lavorazione di particolari meccanici.</description>
      <pubDate>2011-11-15T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/CaseHistories/foto home page.JPG' /><br/><P>«La nostra storia imprenditoriale è rappresentativa di un territorio che, a partire dal dopoguerra, si è evoluto da agricolo a industriale. Un’area che, tuttavia, negli ultimi quindici anni ha perso un po’ di smalto e l’attuale crisi non ha fatto altro che accelerare questa tendenza». </P>
<P>Moreno Dal Rio è fondatore e presidente della “Centro Alesatura” di Vignola (Modena), società specializzata nella lavorazione di particolari meccanici in acciaio, ghisa e leghe metalliche in generale di medie dimensioni. <BR>Grazie alla sua ormai consolidata esperienza di imprenditore, Dal Rio può permettersi un’analisi schietta sulla “Motor Valley” modenese. «In questa zona molte imprese hanno smesso da tempo di rinvestire gli utili nell’innovazione, preferendo altri tipo in impieghi, forse a breve più remunerativi ma a lungo termine deleteri per le loro aziende – prosegue –. E le conseguenze di queste valutazioni sono davanti agli occhi di tutti».<BR>Per la sua azienda, Dal Rio ha compiuto invece altre scelte. «Abbiamo puntato tutto su un’elevata informatizzazione – spiega –. Si tratta di una strategia che sono stato costretto ad adottare». Alla base della decisione c’è stato, alcuni anni fa, il fondato timore di perdere tutto il know-how aziendale fin ad allora accumulato. </P>
<P>Ancora Dal Rio: «Noi produciamo particolari complessi e mi sono reso conto che se uno dei nostri dipendenti se ne fosse improvvisamente andato via, si sarebbe perso con lui un intero pezzo dell’azienda». Era un rischio che non si poteva correre e, per scongiurarlo, è partito un progetto di scomposizione della gestione della produzione: «Nel 1994, è entrato in società un ex mio titolare con l’obiettivo di insegnarci a crescere dai punti di vista della qualità e dell’organizzazione – racconta il presidente della Centro Alesatura –. È stata sua l’idea di un processo produttivo e lavorativo settorializzato».<BR><BR>Un’altra scelta strategica dell’azienda è stata puntare tantissimo sul capitale umano: «Facciamo 17 mila ore di formazione all’anno e cerchiamo di coinvolgere i giovani delle scuole superiori che qui da noi vengono spesso a fare visite guidate con i loro professori – commenta Del Rio –. Il continuo aggiornamento del personale è proprio una delle peculiarità della “Motor Valley” e una delle prime cose fatte da Enzo Ferrari è stata proprio creare una scuola per i suoi tecnici. I risultati ci stanno comunque dando ragione: anche in tempo di crisi siamo considerati tra i primi nel nostro settore in tutta Europa». <BR><BR>Per Dal Rio, l’imprenditore deve possedere una forte attenzione al sociale: «Il nostro “piccolo è bello” oggi non ha più senso. Occorre svilupparsi e la crescita può essere ottenuta o per acquisizioni oppure con reti d’impresa che devono comprendere anche scuole e formazione. In ogni caso, la soluzione è crescere e condividere. L’idea di rete significa proprio risolvere insieme problemi più grandi».<BR><BR>La Centro Alesatura è nata nel 1988 e dal 2006 si è trasferita nella nuova e ampia (circa 7000 metri quadrati) sede di Vignola. Grazie all’ufficio tecnico, che utilizza sistemi di progettazione 3D e simulazione CAD-CAM, è in grado di soddisfare le richieste della clientela, impegnandosi a fornire un servizio completo. In particolare, la società è specializzata nella produzione di particolari meccanici in lotti ripetitivi o media serie, come testate cilindro e bielle per grandi motori diesel. La realizzazione di questi componenti le ha permesso di dialogare direttamente con le più importanti realtà internazionali nel settore della produzione di energia in generale, della grande motoristica e della costruzione di macchine e macchinari in particolare. «Ci siamo concentrati in un paio di prodotti, consapevoli che le meccanica generica non era da sola più sufficiente a darci lavoro» spiega Dal Rio.<BR><BR>Malgrado tutto, anche per la Centro Alesatura la crisi ha significato un forte calo di fatturato, sceso dai 12 milioni di euro del 2008 agli 8 del 2010. Quest’anno l’azienda dovrebbe invece ritornare a livelli pre crisi, con un obiettivo “conservativo” fissato in 11,5 milioni di euro: «Le scelte fatte stanno finalmente pagando – commenta Dal Rio –. Ci ha anche aiutato il fatto che in questi ultimi anni sono scomparsi molti nostri concorrenti nord europei. Stiamo acquisendo alcuni loro lavori e clienti e, anche per questo, prevedo un secondo semestre positivo». Tutto ciò è facilitato dalla partecipazione della nostra azienda a una filiera produttiva internazionale a cui sono affiliate tre aziende italiane, due ceche e una inglese. Questo ha sicuramente agevolato il nostro buon posizionamento sul mercato internazionale».<BR><BR>Non è sceso invece in questi tre anni il numero degli occupati, oggi circa cento. «In linea con ciò che abbiamo sempre fatto, abbiamo cercato come scelta strategica di mantenere tutte le nostre risorse – conclude Dal Rio –. La crisi è stata invece l’occasione per accorpare alcune aziende satellite e questa operazione ci ha permesso di produrre grandi efficienze. In ogni caso, ciò che potevamo fare era solo questo: riorganizzarci».</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: Eureka! La Rivista delle imprese Pass Eurogroup</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/CaseHistory/4/le-strategie-che-fanno-la-differenza-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>La rinascita dell'azienda Streglio.</title>
      <description>Una fabbrica di cioccolato moderna che valorizza le antiche ricette artigiane.</description>
      <pubDate>2011-10-12T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/CaseHistories/Foto home page.jpg' /><br/><P>Quando nel maggio dell’anno scorso il tribunale di Pinerolo ne dichiarò il fallimento sembrò davvero che l’avventura della <STRONG>Streglio, storico marchio del cioccolato piemontese sul mercato dal 1924</STRONG>, fosse giunta al capolinea. <BR>Troppi anni di gestione non appropriata ne avevano minato la credibilità e ridotto la clientela, con il risultato di portare la società alla chiusura e i suoi 50 dipendenti in cassa integrazione.<BR>Dopo solo pochi mesi, la crisi aziendale ha tuttavia un esito inaspettato: Livio Costamagna, titolare della V2 di Racconigi, società attiva nel campo della domotica, acquisisce la società dolciaria, diventandone presidente e amministratore delegato, e vi investe oltre sei milioni di euro, di cui 1,2 solo per rilevare il marchio. L'investimento consente di riaprire lo stabilimento di None (Torino) già a settembre. </P>
<P>Il ritorno delle vecchie maestranze è fondamentale nel progetto di rilancio del marchio: «C’è un gruppo di vecchi dipendenti che ci dà una mano condividendo con noi tutta una serie di conoscenze aziendali non scritte – racconta Costamagna –. Grazie anche a loro sono state rivisitate alcune ricette originali, adeguandole ai gusti di oggi. E così la gamma prodotti si è ampliata». Anche Alda Arduino, la vedova del cavalier Streglio, ha contribuito alla nuova valorizzazione di ricette antiche e tradizionali.</P>
<P>Centrale nel progetto di rilancio dell’azienda è il concetto di <STRONG>“slow factory”, ossia di una fabbrica dove si produce il cioccolato seguendo i criteri di una volta</STRONG>. <BR>La Streglio, del resto, era già una delle poche aziende del settore a tostare ancora il cacao in proprio e a commerciare prodotti di qualità, compresi i gianduiotti “estrusi”, ossia realizzati non con il cioccolato colato negli stampi, ma con una macchina che, come un vero pasticciere, dà loro la classica forma. <BR>Una “slow factory” però redditizia che, negli obiettivi di Costamagna, dovrà essere capace di triplicare entro il 2015 i cinque milioni di euro che fatturava fino a pochi anni fa.</P>
<P><STRONG>Dottor Costamagna, possiamo provare a trarre un primo bilancio del suo progetto di rilancio?<BR></STRONG>«Il progetto è in linea con quanto preventivato. Usando una metafora sportiva, possiamo dire che oggi siamo pronti per giocarci la partita nel prossimo autunno-inverno. Il Natale 2010 e la Pasqua 2011 sono stati degli “allenamenti” grazie ai quali abbiamo dimostrato a tutti i nostri concorrenti e clienti che siamo di nuovo iscritti al campionato. Insomma, per adesso il nostro messaggio è stato: “la Streglio è tornata”. Siamo convinti che a partire dal 2012 saremo in grado di affrontare tutte le sfide delle diverse stagionalità».</P>
<P><STRONG>Chi sono i vostri clienti?<BR></STRONG>«Sono soprattutto negozi e pasticcerie in tutta Italia. In tutto sono oltre quattromila».</P>
<P><STRONG>In questi mesi non ha mai pensato: “ma chi me l’ha fatto fare”?<BR></STRONG>«Si è presentata un’opportunità e l’ho colta. Inizialmente, pensavo fosse un “gioco”, ma adesso mi rendo conto che è un bella avventura e mi piace, anche se lavoro molto di più. Non è stata un’impresa da poco afferrare una azienda sull’orlo del baratro e farla ripartire. Ciò ha richiesto molte risorse: abbiamo cercato di recuperare fiducia e credibilità nei confronti sia dei clienti sia dei fornitori e di fornire continuità all’azienda, dando una “normalità alla straordinarietà”».</P>
<P><STRONG>Quindi è soddisfatto?<BR></STRONG>«Gli obiettivi che ci eravamo preposti sono stati raggiunti. Per recuperare il mercato abbiamo messo in campo una rete di 60 agenti e di 3 capi area. Abbiamo inoltre messo a punto una nuova area Marketing e Comunicazione. Venti persone sono tornate a lavorare e tutte, man mano, saranno riassorbite».</P>
<P><STRONG>Quali sono le vostre prossime strategie?<BR></STRONG>«In questi mesi stiamo dando priorità all’Italia, ma intendiamo aprirci al mercato estero. L’obiettivo è fare crescere l’export in maniera significativa». </P>
<P><STRONG>Nell’operazione di rilancio della sua azienda c’è anche il contributo di Eurofidi.<BR></STRONG>«Devo fare i complimenti a Eurofidi per la disponibilità, la professionalità e la velocità con cui sono state svolte tutte le pratiche. Molto probabilmente, senza il suo intervento non avremmo potuto riprendere l’attività in tempo utile per lo scorso Natale».</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: Eureka! La rivista delle imprese Pass Eurogroup -&nbsp;Dario Pagano</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/CaseHistory/3/la-rinascita-dellazienda-streglio-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Una passione… adesiva</title>
      <description>Una giornata in compagnia della famiglia Magis.</description>
      <pubDate>2011-09-18T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/CaseHistories/DSC02433.JPG' /><br/><P>La Magis di Cerreto Guidi è una azienda specializzata nella produzione di nastri per imballaggio e di sistemi di chiusura per pannolini. Una realtà che negli anni ha conosciuto un forte sviluppo e oggi la sua produzione viene esportata con successo anche all’estero</P>
<P>Dai nastri adesivi per imballo ai sistemi di chiusura per pannolini. Su questa originale gamma prodotti la Magis di Cerreto Guidi (Firenze) ha costruito, in quasi trenta anni di attività, la sua fortuna. In questo arco di tempo, si è trasformata infatti da ditta familiare a impresa strutturata con una produzione che viene anche esportata in diversi Paesi esteri.</P>
<P><BR>L’azienda è stata fondata da Marco Marzi nel 1983: «All’epoca i dipendenti erano appena due – racconta Andrea Puccianti, responsabile finanziario della Magis –. Attualmente, la società ne conta 133 e nel 2010 ha chiuso con un fatturato di 30 milioni di euro. </P>
<P>Per l’anno in corso contiamo di raggiungere un giro d’affari di 37 milioni, mentre l’obiettivo per il 2012 è di 50». Propositi ambiziosi per una realtà che, del resto, non solo non ha risentito della crisi ma negli ultimi anni ha conosciuto uno sviluppo pressoché continuo. «La nostra strategia è stata quella di puntare molto sull’innovazione tecnologica, sulla ricerca di nuovi prodotti e di nuovi mercati di sbocco» spiega Marco Marzi, fondatore e ora amministratore unico della società.</P>
<P><IMG src="file://nas/documents/MKG/WEB%20MKG/ARTICOLI%20SITO/CASE%20HISTORY/Magis/DSC02504.JPG"></P>
<P><BR>La produzione iniziale della Magis è stata quella dei nastri adesivi per imballo seguita da quella dei nastri adesivi personalizzati con vari loghi di aziende. Poco alla volta, l’azienda si è specializzata con prodotti come i “telati americani”, ossia nastri adesivi particolari che aderiscono a qualsiasi superficie e sono impiegati in molti ambiti, dal giardinaggio a tutte le attività dei bricolage. </P>
<P>Magis, inoltre, è stata una delle prime società a effettuare la spalmatura “Hot Melt” (fusione a caldo) su prolipropilene e la prima in assoluto a sperimentare una forma di stampa “a sandwich”. In base a questa tecnica, la stampa viene effettuata sul film prima della spalmatura dell’adesivo, assicurandone una migliore qualità, protezione e immutabilità nel tempo. «Il nastro adesivo è un prodotto semplice ma allo stesso tempo insostituibile – afferma Marzi –. Noi offriamo in più la possibilità di personalizzarlo come si desidera».</P>
<P><BR>Con il passare del tempo, tuttavia, il mercato dei nastri adesivi inizia a non essere più sufficiente per la società di Cerreto Guidi. Nel 1995, viene perciò creato un nuovo marchio, Tigil, con il quale viene commercializzata una vasta gamma di sistemi di chiusura per pannolini da neonati e incontinenti. </P>
<P>«Facevamo già qualche produzione in questo ambito – racconta ancora Marzi –. L’intuizione vincente è stata puntare sul velcro e, grazie a nuovi brevetti e a una più moderna tecnologia, siamo riusciti a entrare in questo particolare mercato. Siamo gli unici in Italia a realizzare questi sistemi di chiusura e, nel resto d’Europa, ci sono appena altri tre produttori come noi». </P>
<P>E chiarisce a sua volta Puccianti: «Il mercato dei nastri adesivi sia stampati sia neutri tendeva a ridursi sempre più, mentre questo prodotto di nicchia ha maggiori La Magis di Cerreto Guidi è una azienda specializzata nella produzione di nastri per imballaggio e di sistemi di chiusura per pannolini. Una realtà che negli anni ha conosciuto un forte sviluppo e oggi la sua produzione viene esportata con successo anche all’estero margini di profitto. Inoltre, occorreva diversificare la produzione». </P>
<P>Un obiettivo, quest’ultimo, che è stato senz’altro centrato: oggi, infatti, la linea dedicata ai sistemi di chiusura rappresenta il 40% del fatturato, con clienti, principalmente produttori di pannolini per bambini, in Sud America, Vicino Oriente, Nord Africa e anche Italia. «A chi realizza i pannolini vendiamo un prodotto completo – puntualizza Marzi –. In questo modo, per le imprese medie e piccole del settore è più conveniente utilizzare i nostri sistemi di chiusura piuttosto che produrli in proprio. In più, possiamo personalizzarli per qualsiasi cliente».</P>
<P><IMG style="WIDTH: 292px; HEIGHT: 162px" src="file://nas/documents/MKG/WEB%20MKG/ARTICOLI%20SITO/CASE%20HISTORY/Magis/DSC02496.JPG" width=302 height=162></P>
<P><BR>Fino a poco tempo fa, la produzione della Magis era divisa fra lo stabilimento “storico” di Martignana e quello più recente di Cerreto Guidi (entrambi in provincia di Firenze). Questa estate, il primo è stato chiuso e tutta la fabbricazione è stata concentrata a Cerreto Guidi. In occasione del trasferimento, la produzione è stata riorganizzata: «Quella dei nastri adesivi non è affatto una lavorazione semplice e, in più, necessita di una tecnologia evoluta – spiega ancora Puccianti –. Grazie alle nuove linee siamo in grado di realizzare prodotti più velocemente e con una qualità ancora migliore».<BR>Grazie anche a questa continua ricerca di innovazione, Magis si è imposta progressivamente prima sul mercato italiano e dopo su quelli esteri. E proprio per essere più vicina ai nuovi mercati, la società sta valutando l’ipotesi di realizzare, in un prossimo futuro, uno stabilimento in Brasile. </P>
<P><BR>C’è un ulteriore aspetto che ha permesso alla Magis di evolversi con successo negli anni. Si tratta dell’amore e dell’attaccamento per il proprio lavoro: «Ancora oggi è facile trovare nostro padre in officina con una chiave inglese accanto a qualche macchinario – raccontano le due figlie di Marco Marzi, Alessandra, responsabile acquisti, e Francesca, responsabile delle risorse umane –. Del resto, alcune di queste macchine le ha realizzate lui stesso e perciò le conosce molto bene. Ma anche nelle attività più da ufficio non gli sfugge nulla. Insomma, lavorandogli accanto nostro papà ci ha trasmesso la passione. Senza quella non si farebbe nulla». </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: Eureka! La rivista delle imprese Pass Eurogroup – Dario Pagano</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/CaseHistory/2/una-passione--adesiva</link>
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    </item>
    <item>
      <title>La gestione finanziaria nelle piccole e medie aziende.</title>
      <description>Intervista a Fausto Cosi, presidente dell’Andaf.</description>
      <pubDate>2012-05-15T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<p>La pianificazione dei flussi finanziari e un attento controllo di gestione sono fondamentali per la sopravvivenza delle piccole e medie imprese, soprattutto in una fase di crisi economica. <br>Ne parliamo con il <strong>dott. Fausto Cosi</strong>, <strong>presidente dell’Associazione nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari.<br><br></strong>Le domande poste sono:</p>
<ul>
<li>Come un’azienda dovrebbe gestire una fase di crisi?</li><br>
<li>Come si può semplificare l’attività d’impresa?</li><br>
<li>Quali aspetti bisogna tenere sotto controllo per garantire la crescita aziendale?</li><br>
<li>Una due diligence potrebbe agevolare le imprese nel porsi in maniera più trasparente verso il sistema bancario?</li></ul>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/32/la-gestione-finanziaria-nelle-piccole-e-medie-aziende-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Il felice segreto per lavorare meglio.</title>
      <description>Intervista a: TEDxBloominghton lo psicologo Shawn Achor.</description>
      <pubDate>2012-05-03T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/Interviews/Il felice segreto per lavorare meglio.jpg' /><br/><OBJECT width="550" height="390"><EMBED height=390 type=application/x-shockwave-flash width=550 src=http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf flashvars="vu=http://video.ted.com/talk/stream/2011X/Blank/ShawnAchor_2011X-320k.mp4&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/ShawnAchor_2011X-embed.jpg&amp;vw=512&amp;vh=288&amp;ap=0&amp;ti=1344&amp;vw=674&amp;vh=305&amp;ap=0&amp;lang=ita" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="false" bgColor="#000000" wmode="transparent" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></EMBED></OBJECT>
<P><STRONG><SPAN class=nero>CEO of Good Think Inc.<BR><BR></SPAN></STRONG>Molti credono di dover lavorare per essere felici, ma se fosse vero il contrario? <BR>In questo brioso e divertente talk al <STRONG>TEDxBloominghton lo psicologo Shawn Achor </STRONG>sostiene che la felicità è un'incredibile fonte di produttività.</P>
<P>Shawn descrive con chiarezza la relazione che secondo lui c'è tra la felicità e l'aumento della redditività e del successo di una persona e di un'azienda.</P>
<P><A href="http://www.ted.com/">www.ted.com</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/31/il-felice-segreto-per-lavorare-meglio-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Come garantire la continuità delle imprese familiari.</title>
      <description>Intervista a Bernardo Bertoldi, Professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese all’Università di Torino.</description>
      <pubDate>2012-04-16T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[Come garantire la continuità delle aziende familiari? <BR>Quali sono le problematiche che caratterizzano le famiglie imprenditoriali? <BR><BR>Ne parliamo, in questa intervista del Tg Impresa, con <STRONG>Bernardo Bertoldi, professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese all’Università di Torino.<BR><BR></STRONG>Le domande poste sono:
<OL type=1.>
<LI>Sentiamo sempre più spesso parlare di aziende familiari, come mai?</LI><BR>
<LI>Per l'imprenditore cosa implica la presenza della famiglia nell'azienda?</LI><BR>
<LI>Qual è il ruolo delle nuove generazioni?</LI><BR>
<LI>Quali sono le domande che si sente fare più spesso dagli imprenditori?</LI></OL>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/28/come-garantire-la-continuit--delle-imprese-familiari-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Come sostenere le imprese nell’accesso al credito.</title>
      <description>Intervista a Giuseppe Pezzetto, presidente di Eurofidi</description>
      <pubDate>2012-04-02T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P><A href="http://www.eurofidi.biz/"><STRONG>Eurofidi</STRONG></A>, la più importante società di garanzia fidi italiana, interviene per aiutare le imprese ad ottenere maggiori opportunità di credito. <BR>L’anno scorso la società ha chiuso il bilancio con una buona redditività.</P>
<P><STRONG>Il presidente di Eurofidi Giuseppe Pezzetto ci presenta i risultati conseguiti</STRONG>. <BR><BR>Ecco le domande poste:<BR></P>
<UL>
<LI>Il Consiglio di Amministrazione di Eurofidi ha approvato i risultati della società per l’esercizio 2011. Quali sono i tratti salienti dell’anno scorso?<BR></LI>
<LI>Per quanto riguarda l’operatività come si è caratterizzato il 2011?<BR></LI>
<LI>Passiamo ora a presentare i dati delle aziende socie di Eurofidi.<BR></LI>
<LI>Quali sono, a suo giudizio, gli elementi per cui è utile l’incontro di un’impresa con Eurofidi?<BR></LI></UL>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/27/come-sostenere-le-imprese-nell-accesso-al-credito-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>I vantaggi delle reti di imprese.</title>
      <description>Intervista a Daniele Marini, direttore scientifico della Fondazione Nord-Est.</description>
      <pubDate>2012-03-20T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Solo un imprenditore su 10 ritiene che avere un’impresa di piccole dimensioni sia sempre un vantaggio. <BR>Si sta diffondendo sempre di più la <STRONG>consapevolezza dell’importanza di unirsi ad altre imprese per condividere obiettivi, strategie, innovazioni e l’apertura verso nuovi mercati</STRONG>. <BR>Perché sono tanti i vantaggi che si possono ottenere dalle aggregazioni di imprese.<BR><BR>Ne parliamo oggi con <STRONG>Daniele Marini</STRONG>, <STRONG>direttore scientifico della Fondazione Nord-Est </STRONG>che ha realizzato <A href="http://www.fondazionenordest.net/Le-aggregazioni-a-Nord-Est.923.html"><STRONG>uno studio</STRONG></A>&nbsp;sulle aggregazioni di imprese. <BR><BR>Le domande poste sono:</P>
<UL>
<LI>Quali sono i risultati emersi in questo studio sulle aggregazioni di imprese?</LI><BR>
<LI>Quali sono i vantaggi per una piccola impresa di aggregarsi insieme ad altre aziende?</LI><BR>
<LI>Le piccole dimensioni sono quindi considerate un limite per gli imprenditori?</LI><BR>
<LI>Dallo studio emerge che c’è bisogno di un soggetto terzo indipendente che possa aiutare le aziende nel processo di aggregazione?</LI></UL>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/26/i-vantaggi-delle-reti-di-imprese-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>I vantaggi della Certificazione ambientale ISO 14001.</title>
      <description>Intervista a Monica Agosto, consulente del Settore Qualità di Eurocons.</description>
      <pubDate>2012-02-27T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/Interviews/' /><br/><P style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; VERTICAL-ALIGN: middle" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Tahoma; mso-font-kerning: 12.0pt; mso-fareast-language: IT">Investire nella tutela ambientale sta diventando una priorità molto diffusa tra le piccole e medie imprese. Sempre più aziende scelgono di adottare un sistema di gestione ambientale e di certificarsi secondo la norma <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-140012004-AMBIENTALE_199.jsp">ISO 14001</A></STRONG>&nbsp;</SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Tahoma; mso-font-kerning: 12.0pt; mso-fareast-language: IT">o il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-EMAS-II-AMBIENTALE_3045.jsp"><STRONG>regolamento Emas</STRONG></A></SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Tahoma; mso-font-kerning: 12.0pt; mso-fareast-language: IT">. <BR><BR>Ne parliamo con Monica Agosto, consulente del <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/index.jsp">Settore Qualità di Eurocons</A></STRONG></SPAN><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Tahoma; mso-font-kerning: 12.0pt; mso-fareast-language: IT">.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; VERTICAL-ALIGN: middle" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Tahoma; mso-font-kerning: 12.0pt; mso-fareast-language: IT"><o:p>&nbsp;</o:p></SPAN></P>
<P style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: normal; MARGIN: 0cm 0cm 0pt; VERTICAL-ALIGN: middle" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Tahoma', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt; mso-fareast-font-family: Tahoma; mso-font-kerning: 12.0pt; mso-fareast-language: IT">Le domande poste sono: 
<OL type=1.>
<LI>Che cosa si intende per sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001?</LI><BR>
<LI>A chi si rivolge?</LI><BR>
<LI>Per quale motivo un’impresa dovrebbe realizzare un sistema di gestione ambientale?</LI><LI">Un’azienda che adotta questi sistemi ottiene quindi una riduzione dei rischi ambientali?</LI> <BR>
<LI>Quali sono le differenze tra ISO 14001 ed EMAS?</LI><BR>
<LI>Che cosa devono fare le imprese per ottenere la certificazione ambientale</LI></OL></SPAN>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/25/i-vantaggi-della-certificazione-ambientale-iso-14001-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Bando Inail: gli incentivi per la sicurezza in azienda.</title>
      <description>Intervista a Francesco Migliore, consulente del Settore Finanza Agevolata di Eurocons.</description>
      <pubDate>2012-02-14T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Sta per partire un nuovo <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DLGS-812008-E-1062009-INAIL-SOSTEGNO-ALLA-PREVENZIONE_5107.jsp"><STRONG>bando dell’Inail</STRONG></A>&nbsp;che concede 200 milioni di euro alle aziende che realizzano nuovi investimenti per migliorare la <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/custom/eSicurezza.jsp"><STRONG>sicurezza sul lavoro</STRONG></A>.<BR> <BR>La scadenza per la presentazione delle domande on line è il 7 marzo, per cui le imprese interessate devono affrettarsi, per non rischiare di perdere gli incentivi che saranno erogati. <BR><BR><STRONG>Vediamo nel dettaglio le caratteristiche del bando con Francesco Migliore, Consulente del settore </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/index.jsp"><STRONG>Finanza Agevolata di Eurocons</STRONG></A><STRONG>.<BR><BR></STRONG>Le domande poste sono:</P>
<OL type=1.>
<LI>Prima di tutto, chi può partecipare al bando dell’Inail?</LI><BR>
<LI>Quale tipo di incentivo viene concesso?</LI><BR>
<LI>Quali sono gli investimenti che vengono finanziati?</LI><BR>
<LI>Ci sono degli adempimenti per le imprese per potere accedere al bando?</LI><BR>
<LI>Che cosa devono fare le aziende che desiderano ottenere questi contributi?</LI>
<P></P></OL>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/Interview/24/bando-inail--gli-incentivi-per-la-sicurezza-in-azienda-</link>
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    </item>
  </channel>
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