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    <title>Impresanews - Energie-rinnovabili</title>
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    <description>Impresanews</description>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>2012-05-19T20:55:48.9213042Z</lastBuildDate>
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      <title>Impresanews</title>
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    <item>
      <title>Aumentano gli italiani a cui piace l'energia solare</title>
      <description>Una ricerca rivela che per il 92% degli intervistati l’Italia deve puntare sul fotovoltaico.</description>
      <pubDate>2012-05-10T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/17253684 Slider energia 11 05.jpg' /><br/><P>Il fotovoltaico piace sempre di più agli italiani. Il sole che produce energia. <BR>Una risorsa che, tra le rinnovabili, si fa largo anche tra i non addetti ai lavori. <BR>Secondo la ricerca "Gli Italiani e il solare: timori e aspettative", realizzata da Ipr marketing e promossa da Fondazione Univerde e Yingli Green Energy (terzo produttore al mondo di pannelli) è proprio <STRONG>il solare la fonte di energia su cui l'Italia dovrebbe puntare per il futuro. <BR></STRONG>Sono stati intervistati 1.000 italiani e<STRONG> il 92% degli intervistati ha scelto il fotovoltaico tra tutte le fonti rinnovabili del futuro. <BR></STRONG>Senza comunque sottovalutare l'energia eolica (55 per cento), l'idroelettrico (40 per cento), la geotermia (24 per cento) e le biomasse (15 per cento). <BR><STRONG>Scelte che prevedono quindi una coesistenza di più fonti rinnovabili</STRONG>. <BR><BR>«Dal 2009 è aumentata la popolarità del fotovoltaico, come quella di altre fonti di energia rinnovabile — spiega Fabio Patti, country manager di Yingli Green Energy, sul quotidiano La Repubblica —. A partire dal terzo Conto Energia e soprattutto dall'entrata in vigore del quarto Conto Energia il fotovoltaico ha avuto una spinta forte e ha trainato anche le altre rinnovabili. L'impulso normativo ha quindi sostenuto la crescita e la popolarità del solare». <BR><BR>La popolarità è cresciuta è vero, ma manca ancora un po' di chiarezza sui vantaggi di investire nel fotovoltaico. <BR>Sebbene sia riconosciuta, rispetto all'energia tradizionale, come sicura (dal 90 per cento degli intervistati) e compatibile con l'ambiente (96 per cento), il 34 per cento la considera ancora una fonte costosa. «<STRONG>Il dato è migliorato notevolmente: la percentuale nel 2009 era del 62%</STRONG>» continua Patti. <BR><BR>«<STRONG>Oggi, grazie alle economie di scala e a un sistema incentivante favorevole, il fotovoltaico è molto meno costoso. Bisogna poi considerare che il solare potrebbe garantire una maggiore stabilità dei prezzi del Kwh </STRONG>(e quindi una bolletta meno salata) la cui instabilità è generata dalla componente legata al prezzo del gas e del greggio».<BR>Un aspetto che è stato riconosciuto dallo stesso ministro dell'Ambiente Corrado Clini.<BR>Il solare tra l'altro si inserisce nel discorso più ampio delle Smart Grid, in cui la generazione distribuita è elemento nodale: ogni edificio diventa un punto di produzione di energia, da consumare sul posto o da immettere in rete. <BR><BR>Dalla ricerca emerge anche che l'<STRONG>82% degli intervistati ha pensato di passare al solare</STRONG>. Nel 2009 erano solo il 54%. <BR>Quello che però viene percepito ancora come un aspetto da migliorare è il ruolo del Governo, che per l'85% del campione di intervistati dovrebbe compiere maggiori azioni per incentivare la diffusione del fotovoltaico. <BR>Patti osserva che «mancano degli studi di settore ufficiali, ma i numeri sono importanti per prendere delle decisioni. Altrimenti si finisce, come è successo, con il demonizzare il fotovoltaico, indicandolo erroneamente come una delle cause degli aumenti in bolletta». </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA</P>
<P>&nbsp;</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/216/aumentano-gli-italiani-a-cui-piace-lenergia-solare</link>
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    </item>
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      <title>In arrivo il quinto “Conto Energia”.</title>
      <description>Le novità dei nuovi decreti sulle energie rinnovabili.</description>
      <pubDate>2012-04-23T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/13990328Small energia 24 04.jpg' /><br/><P>Il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme ai Ministeri dell’Ambiente e quello delle Politiche Agricole, ha predisposto due decreti per ridisegnare il sistema degli incentivi destinati agli impianti di produzione dell’energia elettrica mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili: uno riguarda il settore del fotovoltaico, l’altro tutte le fonti diverse dal solare (eolica, idraulica, oceanica, geotermica, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, biogas, biomasse, bioliquidi sostenibili). <BR><BR><STRONG>Il decreto sul fotovoltaico sarà il Quinto Conto Energia</STRONG>, quello sulle altre fonti dà attuazione alla riforma del D.M. 18 dicembre 2008 prevista dal D. Lgs. 28 del 29.3.2011. <BR>I criteri ispiratori si possono riassumere nell’individuazione di regole che consentano l’efficienza dei costi (vista anche la loro elevata incidenza sulle bollette dei consumatori) e la massimizzazione del ritorno economico e ambientale, sempre nell’intento di continuare a sviluppare le energie rinnovabili, ma in modo ordinato e sostenibile introducendo meccanismi di competizione (aste) e governo dei volumi (registri). <BR>I due decreti devono ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e dell’Autorità dell’Energia e la loro emanazione è attesa quindi tra circa un mese.<BR>Secondo il Governo non si è tenuto abbastanza conto della rapida discesa dei costi delle tecnologie rinnovabili e <STRONG>dal confronto con gli incentivi stabiliti dagli altri Paesi europei risulta che quelli italiani sono i più generosi.<BR><BR></STRONG>Si rende quindi necessaria una nuova revisione del Conto Energia (la quinta) per contenere la spesa annua delle attuali regole previste per il settore del fotovoltaico, limitando la potenza annua installata, controllata attraverso l’estensione dell’obbligo di iscrizione preventiva al registro informatico tenuto dal GSE. Tale obbligo, introdotto dal <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><STRONG>quarto Conto Energia</STRONG></A>&nbsp;per gli impianti di potenza superiore a 1 MW, verrebbe esteso a quelli di potenza oltre i 12 kW e consentirebbe l’accesso agli incentivi fino al raggiungimento di una potenza annua aggiuntiva di 2/3.000 MW.<BR><BR><STRONG>L’entrata in vigore del quinto Conto Energia è prevista a partire dal 1° luglio 2012 oppure in data successiva</STRONG>, nel caso non fosse ancora stata raggiunta<STRONG> la soglia della spesa annua di 6 miliardi di euro.<BR><BR></STRONG>L’ammontare della spesa annua sarà<STRONG> limitata a 6,5 miliardi di euro, con un aumento quindi di soli 500 milioni </STRONG>contro i 3 miliardi che deriverebbero dal mantenimento del quarto Conto Energia. <BR>Le intenzioni del Governo sono di ridurre di circa il 30% il valore delle tariffe e di giungere all’eliminazione degli incentivi con la realizzazione della “grid parity” (cioè parità di costo a parità di potenza tra installazione di un impianto fotovoltaico ed uno tradizionale).<BR><BR><STRONG>Il decreto sulle energie rinnovabili riguarderà gli impianti che entreranno in esercizio a partire dal 1° gennaio 2013 e fisserà il limite del costo annuo degli incentivi a 5,5 miliardi</STRONG>, contro i circa 3,5 attuali. <BR>Anche il valore delle tariffe omnicomprensive sarà rivisto al ribasso e saranno distinte oltre che per tipologia di fonte anche per fasce di potenza dell’impianto.<BR><BR>Gli impianti di potenza compresa tra 50 e 50.000 kW (50-20.000 per idroelettrico e geotermico) potranno accedere agli incentivi previa iscrizione all’istituendo registro (anche in questo caso saranno previsti criteri di priorità per l’accesso agli incentivi) nei limiti di potenza annua predeterminati. <BR>Gli impianti di potenza superiore a 5 MW (20 per idroelettrico e geotermico) potranno accedere se vinceranno la procedura d’asta al ribasso e sempre nei limiti quantitativi di potenza annua predeterminati. Infine gli impianti da 1 a 50 kW potranno accedere liberamente all’incentivo dopo l’entrata in esercizio e il quantitativo di questa categoria verrà detratto dal contingente a registro nell’anno successivo.<BR><BR><STRONG>Verrà privilegiato un mix di tecnologie virtuose</STRONG>, così da ottenere ricadute positive sulla filiera economica nazionale e uno stimolo all’innovazione, nonché un minor impatto ambientale e benefici su settori strategici contigui (ad es. integrazione di impianti a biomasse e biogas con settore agricolo, particolare attenzione per gli impianti a rifiuti urbani).<BR><BR>Con ulteriori due provvedimenti verranno regolamentati gli interventi a favore della produzione di energia termica, sempre da fonte rinnovabile, e dell’efficienza energetica, le altre due importanti componenti che consentiranno il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla UE per il 2020.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: Eurogroup Settore Finanza Agevolata<BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/207/in-arrivo-il-quinto--conto-energia--</link>
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    </item>
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      <title>Presentati i nuovi decreti sulle energie rinnovabili. </title>
      <description>Il quinto Conto Energia entrerà in vigore al superamento dei 6 miliardi di incentivi.</description>
      <pubDate>2012-04-11T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/9925974Small energia 12 04.jpg' /><br/><P>Il Governo chiude il cerchio sulle rinnovabili ridisegnando il sistema degli incentivi nel segno di maggiore efficienza dei costi e di un allineamento ai livelli europei. <BR>Una filosofia che, nei due schemi di decreti attuativi varati ieri dal ministero dello Sviluppo, di concerto con Ambiente e Politiche agricole, si traduce in un incremento, a regime, di 3 miliardi di curo l'anno per gli aiuti destinati alle fonti verdi. <BR>Dai 9 miliardi attuali si passerà dunque a 12 miliardi con un impegno complessivo, nei 15-20 anni di durata degli incentivi, di ulteriori 60 miliardi che vanno ad aggiungersi agli attuali 170 miliardi di euro di costo cumulativo delle rinnovabili da qui alla scadenza degli ultimi aiuti. <BR><BR><STRONG>Il contenimento</STRONG>, secondo la stima elaborata dai tecnici dello Sviluppo, <STRONG>sarà quindi del 35% per il fotovoltaico e del 10-15% per le altre rinnovabili</STRONG> <STRONG>(idroelettrico, geotermico, eolico, bio-masse, biogas).&nbsp; <BR></STRONG>Efficientamento delle risorse e superamento degli obiettivi Ue al 2020 (dal 26% al 32-35% del consumo nel settore elettrico). <BR>Senza gravare troppo sulla bolletta degli italiani. <BR>«L'effetto - ha assicurato Passera - sarà molto graduale». <BR>E, attraverso gli schemi di decreti attuativi - ora all'esame della Conferenza Stato-Regioni e dell'Autorità dell'energia (ci vorrà un mese, spiegano i tecnici del Mse, per chiudere) - si dovrebbe ottenere una riduzione di spesa di 3 miliardi di euro l'anno rispetto al costo inerziale derivante dal precedente regime. <BR><BR><STRONG>Per il settore del non fotovoltaico</STRONG>, il quadro delineato ieri - <STRONG>che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013 - fissa una crescita degli incentivi fino a 5,5 miliardi di curo l'anno </STRONG>(rispetto agli attuali 3,5 miliardi) e la successiva stabilizzazione entro il 2020. <BR>Sono poi previsti precisi meccanismi per contingentare la potenza annua installata: un sistema di aste competitive per gli impianti superiori ai 5MW (20MW per idro e geo), registri di prenotazione per gli impianti compresi tra 50-5mila kW e accesso libero alle tariffe incentivanti per quelli al di sotto. <BR><BR>Passando al fotovoltaico, nello schema del <STRONG>quinto Conto Energia - che entrerà in vigore al superamento della soglia di 6 miliardi di incentivi (previsto tra luglio e ottobre prossimi) - viene confermato il tetto dei 5oo milioni di curo annui per i nuovi aiuti al settore. <BR></STRONG>Una riduzione significativa rispetto al <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><STRONG>quarto Conto Energia</STRONG></A>, in vigore da appena un anno, che stabiliva fino alla fine del 2012 stanziamenti per 810 milioni di euro solo per i grandi impianti senza alcun limite di spesa complessiva per le installazioni di dimensioni medio-piccole. <BR>Per governare la potenza annua installata (2-3mila MW l'anno) e per dosare meglio le risorse, ci sarà un registro obbligatorio per gli impianti superiori ai <STRONG>12 kW, mentre al di sotto di questa soglia gli impianti saranno liberi di accedere all'incentivo dopo l'entrata in esercizio</STRONG> (il quantitativo di risorse assegnato in questa categoria verrà detratto dal contingente a registro nell'anno successivo). <BR>Quanto ai criteri per accedere al registro, in pole position ci saranno gli impianti su edifici dotati del miglior attestato energetico. <BR>Subito dopo quelli ubicati in siti contaminati, in discariche esaurite e in aree di pertinenza. <BR>Terza posizione poi per i piccoli impianti di aziende agricole. <BR>E ancora, spazio a quelli realizzati dalle amministrazioni dei Comuni con meno di 5 mila abitanti. </P>
<P><BR>Fonte – IL SOLE 24 ORE<BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/200/presentati-i-nuovi-decreti-sulle-energie-rinnovabili-</link>
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    </item>
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      <title>Cresce la voglia di investire nel fotovoltaico.</title>
      <description>In Piemonte un'azienda su due è intenzionata a farlo. </description>
      <pubDate>2012-03-26T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/11547354Small energia 27 03.jpg' /><br/><P>Si diffonde in Piemonte - e tra le aziende piemontesi - la voglia di investire nel settore fotovoltaico. <BR>E cresce l'interesse verso le energie prodotte dalle fonti alternative. <BR>Il risparmio generato dalle fonti rinnovabili, infatti, rappresenta un beneficio da non sottovalutare in termini economici, proprio in un periodo come questo in cui le disponibilità delle imprese non sono certo illimitate.&nbsp; <BR>Tutto questo emerge dall'indagine che sarà presentata nei giorni del Mecspe, la fiera di Parma sulle tecnologie innovative. <BR><BR>Dalle statistiche si scopre così innanzitutto che il fotovoltaico ha raggiunto in Piemonte quota 24.606 impianti in esercizio, per una potenza totale di oltre 1.083 MW. <BR>E se nelle abitazioni è sempre più frequente trovare un impianto a pannelli solari, lo sta diventando anche presso le aziende, che spesso dispongono di ampie superfici sui tetti dei propri capannoni, l'ideale per installare un impianto che sfrutti l'<STRONG><A href="http://www.euroenergyspa.it/">energia</A></STRONG>&nbsp;del sole. <BR><BR>In particolare, tra le province quella che sembra particolarmente votata a questo tipo di installazioni tecnologiche è il Cuneese, dove sono presenti 1.614 impianti superiori a 20 kW, segue a quota 1.012 la provincia di Torino. <BR>L’elemento più interessante emerso dall’indagine è che il 46% delle aziende intervistate dichiara di aver pensato di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto. <BR>Un dato rilevante se si considera che, di questi, il 24,3% dichiara di essersene già dotato, mentre l’8% sta ancora valutando se realizzare l'investimento. <BR>Un 13,5% inoltre non esclude di installare un impianto a patto che riesca a trovare un consulente in grado di consigliare e a fargli capire quali siano i vantaggi concreti di questa scelta. <BR><BR>Dunque, quello del fotovoltaico - e delle nuove energie ecocompatibili - si conferma un mercato dalle enormi potenzialità e dalle opportunità di business praticamente costanti. <BR>Anche in considerazione di quello che è il «potenziale» in termini di spazi che si potrebbero ricoprire con i pannelli solari. <BR>Oltre la metà degli intervistati (56,8%) dichiara infatti di avere una copertura dei propri spazi aziendali che oscilla tra i 1.000 e i 2.000 metri quadrati: una superficie che, se completamente utilizzata, consentirebbe un'installazione da 50 a 200 kW. <BR>Il 27% ha invece a disposizione dai 2.000 ai 5.000 metri quadrati di tetto, l'8% ha addirittura spazi che vanno dai 5.000 ai 10.000 metri quadrati, mentre il 2,7% ha dichiarato di possedere una superficie che supera i 10 mila metri quadrati, potendo ospitare in teoria impianti da 1 Mw.</P>
<P>Fonte: IL GIORNALE</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/193/cresce-la-voglia-di-investire-nel-fotovoltaico-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Per gli impianti fotovoltaici aiuti con il Conto Energia. </title>
      <description>Tariffe incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio fino al 2016.</description>
      <pubDate>2012-03-18T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/13866874Small energia 19 03.jpg' /><br/>Le difficili condizioni delle finanze pubbliche hanno portato a ridurre la tariffa incentivante applicata agli impianti fotovoltaici. <br>Il taglio scalare degli incentivi è una delle principali novità della quarta versione del <a href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><b>Conto Energia</b></a>, introdotta con decreto ministeriale ed entrata in vigore il 5 maggio 2011.<br><br>Le misure interessano gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio dopo il 31 maggio 2011 e fino al 31 dicembre 2016, per un obiettivo indicativo di potenza installata a livello nazionale di circa 23mila mW, che corrispondono a un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro. <br><br>La riduzione progressiva degli incentivi è iniziata dal 1° giugno 2011 con un taglio scalare di mese in mese. <br><b>Dal 2012 la riduzione ha invece assunto cadenza semestrale </b>e dal 2014 si passerà a un sistema simile al "modello tedesco". <br>Il legislatore ha previsto l'applicazione di un regime transitorio fino al 31 dicembre 2012, per consentire di completare gli impianti autorizzati fino alla data di entrata in vigore del nuovo decreto interministeriale, mentre dal 1° gennaio 2013 verranno introdotte nuove forme di incentivazione.<br><br><b>Il decreto distingue, ai fini dell'applicazione del maggiore incentivo, tre tipologie di impianti</b>: <br><ul><li>nell'ambito della categoria degli impianti fotovoltaici tradizionali, "piccoli" e "grandi" impianti; <br></li><li>impianti fotovoltaici integrati con particolari caratteristiche innovative; <br></li><li>impianti a concentrazione.</li></ul>Per i "grandi" impianti, vale a dire quelli che superano i 200 kW (o 1 mW, se installati sui tetti), il decreto ha previsto alcune limitazioni che hanno interessato tutto il 2011 e che interesseranno anche il 2012. <br>Gli impianti devono essere iscritti in un registro istituito dal Gse. <br>Sono previste soglie massime di incentivo e di potenza nazionale installata: si tratta di 580 milioni per realizzare 2.690 mW. <br>Se si superano questi limiti, gli impianti iscritti nel registro potranno ricevere l'incentivo a partire dal 2013 sulla base delle future tariffe onnicomprensive (che sostituiranno quelle incentivanti ed i ricavi dalla vendita dell’energia). <br>Mentre i "piccoli" impianti – vale a dire quelli che non superano le potenze indicate e quelli delle amministrazioni pubbliche - hanno una procedura di accesso alle tariffe incentivanti più semplice rispetto alla precedente versione del Conto Energia. Dal 2013 al 2016, gli incentivi subiranno invece decrementi progressivi.<br>I<b>noltre, il decreto ha introdotto un premio aggiuntivo per chi installa i pannelli fotovoltaici sugli edifici di nuova costruzione</b>, per ottenere una classe energetica migliore di merito. <br>Il premio consiste in <b>una maggiorazione della tariffa incentivante</b> applicabile alla tipologia di impianto, non superiore al 30% della tariffa incentivante.<br><br>Sono stati poi previsti altri premi, non cumulabili tra loro e con quello suddetto per l’efficienza energetica:<br><ul><li><b>premio del 5%</b> della tariffa incentivante <b>per gli impianti realizzati in aree urbane degradate</b> come cave, discariche dismesse, aree pertinenti alle discariche o aree contaminate;</li></ul><ul><li><b>p</b><b>remio del 5%</b> <b>della tariffa per i piccoli impianti realizzati da comuni con una popolazione sotto i cinquemila abitanti;</b></li></ul><ul><li>premio pari a una maggiorazione di<b> 5 centesimi di euro per ogni kW installato in sostituzione di eternit o amianto sugli edifici</b>;</li></ul><ul><li>premio pari al 10% della tariffa incentivante per gli impianti il cui costo, esclusa la componente lavoro, sia almeno per il 60% riconducibile a una produzione realizzata nell'ambito dell'Unione europea.</li></ul><br>Fonte: IL SOLE 24 ORE<br><br>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/184/per-gli-impianti-fotovoltaici-aiuti-con-il-conto-energia-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Con il fondo Kyoto arrivano 600 milioni di euro per l’efficienza energetica. </title>
      <description>Il fondo metterà in moto nuovi investimenti per le imprese. </description>
      <pubDate>2012-02-12T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/14409212Small energia 13 02.jpg' /><br/><P>Sono in arrivo 600 milioni di euro per l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili su piccola scala, un volano che muoverà, grazie ai meccanismi di cofinanziamento, una capacità di spesa pari a 3 miliardi di euro. <BR>Grazie al <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-25-NOVEMBRE-2008-FONDO-KYOTO_4065.jsp">Fondo di rotazione</A> per il protocollo di Kyoto, un credito agevolato stanziato con la Finanziaria del 2007 e mai entrato in funzione. <BR><BR>«E' arrivato il momento di aprire questo salvadanaio, lo faremo il 15 marzo», annuncia il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sulle pagine di “Repubblica”. <BR>«Si tratta di una misura anticiclica importante perché permetterà alle famiglie, ai condomini, alle imprese, agli enti pubblici di attingere a fondi disponibili a un tasso d'interesse dello 0,5%. <STRONG>Con questi fondi si potranno fare investimenti che, grazie alla diminuzione della bolletta energetica, si ripagano da soli nel giro di 3 o 4 anni e poi continuano a funzionare per un lungo periodo fornendo utili</STRONG>». <BR><BR>Non si tratta di investimenti a fondo perduto, ma di <STRONG>un finanziamento a 3-5 anni che sarà garantito dalla Cassa Depositi e Prestiti: sono soldi che vengono restituiti e tornano in circolazione per essere nuovamente reinvestiti</STRONG>, creando una capacità di spesa valutata in 3 miliardi di euro. <BR>Che potrebbe aumentare se, come è nelle intenzioni del ministero dell'Ambiente, una buona parte del mezzo miliardo di euro annuo ricavato dal sistema dell'emission trading (l'acquisto delle quote di CO2 da parte delle industrie) verrà destinato ad alimentare questo fondo. <BR>Secondo le previsioni il prossimo anno si arriverebbe così a un miliardo di euro. <BR>«Oggi l'efficienza complessiva del sistema energetico è di circa il 40%, che scende al 35% calcolando la dispersione lungo la rete. Mettendo assieme smart grid e interventi di trigenerazione, quelli che permettono di avere elettricità, calore e fresco, si può arrivare al 75-80%. Vuoi dire ottenere più del doppio in termini di risultato per ogni unità energetica impiegata». <BR><BR>Il pacchetto delle misure che potranno essere finanziate e che si cumula agli sgravi fiscali del 55% per le ristrutturazioni ecologiche degli edifici - è molto ampio. <BR>Si parte con la <STRONG>micro cogenerazione, cioè con impianti di piccola taglia per fornire elettricità e calore partendo da gas naturale, biogas, biomasse vegetali. <BR></STRONG>Si prosegue con <STRONG>le rinnovabili, sempre di taglia ridotta, includendo eolico, idrico, solare termico, fotovoltaico integrato. <BR><BR></STRONG>Nel campo dell'efficienza energetica eravamo ai primi posti ma da molti anni le nostre prestazioni migliorano lentamente, mentre le perfomance dei concorrenti crescono rapidamente. <BR>Viaggiamo a un terzo della velocità media europea. <BR><BR>La capacità reattiva del Paese di fronte all'opportunità degli sgravi fiscali al 55% per la ristrutturazione ecologica degli appartamenti ha però dimostrato che c'è la possibilità di un recupero veloce: milioni di famiglie si sono attivate dando anche un contributo all'incremento del gettito fiscale grazie alla riduzione della quota di lavoro in nero. Adesso la scommessa può essere rilanciata.</P>
<P><BR>Fonte: LA REPUBBLICA</P>]]></content:encoded>
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    </item>
    <item>
      <title>Come accedere agli incentivi del quarto Conto Energia per il fotovoltaico.</title>
      <description>Previsti anche nel 2012 i premi aggiuntivi alle tariffe incentivanti.</description>
      <pubDate>2012-02-02T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/14578479 Small - energia 3 02.jpg' /><br/><P>Nel 2012 sono sempre in vigore gli incentivi del quarto Conto Energia destinati alle imprese che installano un <STRONG>impianto fotovoltaico per la </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/prodotti/custom/energia.jsp"><STRONG>produzione di energia</STRONG></A><STRONG> elettrica pulita. <BR></STRONG>Le aziende di ogni dimensione possono ottenere una tariffa incentivata per 20 anni calcolata su tutti i kWh prodotti dall’impianto, indipendentemente dagli autoconsumi, risparmiando così sulla bolletta elettrica. <BR><BR>Il <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">quarto Conto Energia</A></STRONG>, regolato dal&nbsp; Decreto Ministeriale del 5 maggio 2011, prevede che le <STRONG>tariffe incentivanti diminuiscano progressivamente per gli impianti entrati in funzione a partire dal 31 maggio 2011 fino al 31 dicembre 2016</STRONG>. <BR>In pratica prima si realizza l’impianto e maggiore è l’incentivo concesso. Inoltre, lo stesso decreto fissa ai 23 mila Mwp la soglia oltre la quale gli incentivi non saranno più concessi.<BR><BR>Nel corso del 2011 si è scatenata una <STRONG>nuova corsa all’incentivo</STRONG>, visto che installare un impianto più avanti significa godere di ecobonus via via meno generosi. <BR>Ma quanta differenza c’è tra tariffe 2011 e tariffe 2012? <BR>Per l’anno in corso si varia da 0,172 euro / kWh a 0,387 euro / kWh, mentre per il 2012 da 0,133 euro / kWh a 0,274 euro / kWh, appunto a seconda del momento di entrata in esercizio dell’impianto e della sua potenza unitaria.<BR><BR>Non bisogna dimenticare che <STRONG>le imprese hanno la possibilità di ottenere premi aggiuntivi alle tariffe incentivanti del quarto Conto Energia per il fotovoltaico</STRONG>. <BR>I "piccoli impianti" fotovoltaici realizzati sugli edifici possono beneficiare di un <STRONG>bonus aggiuntivo se sono abbinati ad un uso efficiente dell'energia</STRONG>, proporzionato al grado di efficienza realizzata. <BR>Il premio, che non può eccedere il 30% della tariffa base, è riconosciuto a decorrere dall'anno solare successivo alla data di presentazione della richiesta e per il periodo residuo di diritto alla tariffa incentivante. <BR>Il soggetto responsabile dell'impianto deve dotarsi di un attestato di certificazione energetica (ACE) relativo all'edificio o all'unità immobiliare su cui è installato l'impianto, che deve indicare i possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell'immobile. <BR>II premio sarà pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia conseguita; ad esempio, se le prestazioni energetiche registreranno una flessione del fabbisogno energetico del 40%, il bonus risulterà del 20%. <BR><BR>Nuovi interventi sull'involucro che conseguano un'ulteriore riduzione (debitamente certificata) di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica estiva ed invernale dell'edificio o dell’unità immobiliare faranno scattare un ulteriore premio. <BR>In ogni caso, resterà confermato il limite massimo del 30%. <BR><BR>Il decreto prevede, inoltre, <STRONG>una maggiorazione sulla componente incentivante della tariffa del 10% per gli impianti </STRONG>il cui costo di investimento, per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, sia per <STRONG>non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all'interno dell'Unione Europea.</STRONG> <BR><BR>Il decreto prevede ancora tre ulteriori premi. <BR>Un premio del 5% è stabilito per la tipologia "altri impianti", qualora siano realizzati in zone classificate come industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati. <BR><BR>Inoltre le aziende hanno diritto al <STRONG>premio di 5 centesimi di euro/kWh per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture di eternit </STRONG>o comunque contenenti amianto. <BR><BR>Il premio viene concesso se l’intervento di smaltimento dell’amianto viene effettuato contestualmente all’installazione dell’impianto fotovoltaico e se comporta la rimozione o lo smaltimento della totale superficie di eternit su cui verranno installati i pannelli.<BR> La superficie dell’impianto fotovoltaico dovrà essere identica a quella bonificata con un margine di tolleranza intorno al 10%.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/150/come-accedere-agli-incentivi-del-quarto-conto-energia-per-il-fotovoltaico-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Efficienza energetica, Enea presenta il primo rapporto ufficiale.</title>
      <description>L’Italia è uno dei Paesi a più alta efficienza energetica.</description>
      <pubDate>2012-01-30T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/17237500Small energia 31 01.jpg' /><br/><P>L’Enea ha predisposto il primo “<STRONG><A href="http://www.efficienzaenergetica.enea.it/l-efficienza-energetica/l-efficienza-energetica-in-italia-3/enea--raee-2010--rapporto-annuale-efficienza-energetica.aspx">Rapporto sull’efficienza energetica</A></STRONG>”, per fornire uno strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche energetiche nazionali. <BR>Il Rapporto, aggiornato con i dati relativi alla fine del 2010, fornisce il quadro complessivo delle politiche e delle misure per l'efficienza energetica attuate a livello nazionale e territoriale, analizza l’evoluzione dell’intensità energetica, valuta l’efficacia e i risultati ottenuti dagli strumenti già messi in atto e il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali di risparmio energetico.</P>
<P>Nel rapporto vengono analizzati e valutati gli <STRONG>strumenti normativi ed incentivanti </STRONG>attivati o in vigore in Italia dal 2007 al 2010. <BR>L’azione costante di monitoraggio operata in questi anni dall’Enea, ha permesso di rilevare l’entità del <STRONG>risparmio energetico conseguito</STRONG>, che a fine 2010 è stato calcolato pari a <STRONG>47.800 GWh/anno</STRONG>. <BR>Si tratta di un risultato che va ben oltre gli obiettivi prefissati dal Piano di di azione per l’efficienza energetica del 2007 (Paee), che prevedeva un risparmio energetico di circa 35.658 GWh/anno. </P>A questo risultato hanno contribuito gli interventi attuati nei diversi settori, ed in particolare: 
<UL type=round>
<LI>il settore dell’edilizia ha registrato un forte incremento delle <STRONG>installazioni di impianti di riscaldamento efficiente;</STRONG></LI>
<LI>il settore terziario ha adottato standard di prestazioni energetiche per combattere gli sprechi;</LI>
<LI>nel settore industriale c’è stato un rinnovamento tecnologico che ha portato all’installazione di impianti di cogenerazione al alto rendimento e di motori elettrici ad alta efficienza e il recupero del calore;</LI>
<LI>nel settore dei trasporti si è verificato uno svecchiamento del parco autoveicoli con l’acquisizione di nuove vetture più ecologiche. </LI></UL>
<P>Giovanni Lelli, commissario dell’Enea, ha dichiarato: “Questo rapporto evidenzia come il nostro Paese abbia saputo impegnarsi in questi ultimi anni per migliorare la propria efficienza energetica, attuando una riconversione del sistema produttivo e dei servizi energetici attraverso l’adozione di tecnologie più innovative. L’efficienza energetica è ormai diventata uno dei capisaldi su cui si basa la nostra strategia energetica per ridurre sia la domanda che la dipendenza negli approvvigionamenti ed ha permesso all’Italia di raggiungere ottimi risultati, in linea con gli indirizzi e le politiche energetiche europee”. </P>
<P>Dal rapporto emerge come<STRONG> l'Italia sia uno dei Paesi a più elevata efficienza energetica tra quelli industrializzati</STRONG>: il consumo finale di energia per abitante pari a 2,4 tep/pro capite è, infatti, uno dei più bassi tra quelli dei Paesi a simile sviluppo industriale (2,7 tep/pro capite media UE).<BR><BR>Dal punto di vista geografico, emerge un altro dato: <STRONG>le regioni più efficienti sono al Nord. <BR></STRONG>Oltre il 64% del risparmio energetico ottenuto con gli interventi di riqualificazione, infatti, è concentrato in sole quattro regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. <BR>Molise, Basilicata, Calabria e Valle D’Aosta hanno contribuito al risparmio energetico solo per l’1%.</P>
<P><BR>Fonte: <A href="http://www.enea.it">www.enea.it</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/149/efficienza-energetica--enea-presenta-il-primo-rapporto-ufficiale-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Stop agli aiuti per gli impianti fotovoltaici collocati a terra.</title>
      <description>Rimangono in vigore gli incentivi del Conto Energia per gli impianti sui tetti.</description>
      <pubDate>2012-01-26T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/10555930Small - energia 26 01.jpg' /><br/><P>Sono stati esclusi dalle tariffe incentivanti del Conto Energia gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica collocati a terra. <BR>Lo prevede il decreto legge sulle liberalizzazioni entrato in vigore il 24 gennaio. <BR>Il decreto rende di fatto non conveniente la realizzazione di impianti con moduli collocati a terra in aree agricole, in quanto la tariffa incentivante erogata in base al decreto rinnovabili, rappresenta di norma circa tre quarti del ricavo complessivo. Rimangono sempre in vigore, invece, i benefici del quarto <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><STRONG>Conto Energia</STRONG></A>&nbsp;destinati ai pannelli collocati sui tetti di edifici, fabbricati e capannoni.<BR><BR>Relativamente agli impianti in corso di realizzazione, l'applicazione della tariffa incentivante è salva se l'impianto ha ottenuto il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto legge. <BR>Sono ammessi al beneficio anche coloro che alla stessa data abbiano presentato domanda per il conseguimento del titolo abilitativo, a condizione che l'impianto entri in funzione entro un anno dalla entrata in vigore dal provvedimento sulle liberalizzazioni. Per titolo abilitativo si intende l'autorizzazione "unica" (Dia o Scia) rilasciata dal Comune o dalla Provincia a seconda dei casi. <BR><BR>La norma prevede che rimangono agevolati gli impianti fotovoltaici costruiti a copertura di serre di produzione agricola. <BR>Se i pannelli costituiscono infatti elementi costruttivi delle serre si applica la tariffa incentivante prevista per gli impianti realizzati sugli edifici. <BR>In questo caso tuttavia la norma pone l'obbligo che le serre presentino un rapporto di proiezione al suolo della superficie coperta dai pannelli fotovoltaici non superiore alla metà della superficie totale della serra stessa. In sostanza le serra deve poter ricevere almeno il 50 per cento di luce per consentire la produzione di vegetali. <BR><BR>La possibilità di esercitare la coltivazione sotto la serra è un'esigenza anche fiscale in quanto la produzione di energia rientra nel reddito agrario se il fatturato della attività agricola supera i ricavi della vendita di energia esclusa la tariffa incentivante. <BR>Pertanto è necessario che venga svolto sotto la serra l'esercizio della attività agricola. <BR>La norma provvede infine alla abrogazione di alcune disposizioni contenute nel Dlgs 28/2011 che regolano la <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/prodotti/custom/energia.jsp"><STRONG>produzione di energia&nbsp;</STRONG></A>da fonti fotovoltaiche in pieno campo. <BR>Vengono infatti abolite alcune disposizioni che riguardavano la collocazione degli impianti a terra quali ad esempio quella che obbligava il titolare dell'impianto a non impiegare più del 10% per cento della superficie di terreno posseduta. <BR><BR>Il taglio della tariffa incentivante per gli impianti a terra risponde a due esigenze: da un lato il risparmio di incentivi da parte del GSE e dall'altro l'opportunità di non sottrarre troppo terreno alle coltivazioni agricole.</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Gian Paolo Tosoni</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/147/stop-agli-aiuti-per-gli-impianti-fotovoltaici-collocati-a-terra-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Con il fotovoltaico si abbattono i costi.</title>
      <description>L’esperienza del Gruppo Gambini: con i pannelli ha risparmiato un terzo della bolletta elettrica.</description>
      <pubDate>2011-11-30T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/13152534Small energia 1 12.jpg' /><br/><P>Un risparmio che potrebbe arrivare a valere circa un terzo dell'ammontare della bolletta elettrica anche considerando una produzione di energia limitata per 3-4 mesi l'anno da cattivo tempo. <BR>Come? Con l'installazione di un impianto fotovoltaico. <BR>È il passo che circa un anno fa ha deciso di compiere Giuliano Gambini, titolare dell'omonimo gruppo ceramico – 80 milioni di fatturato, 400 dipendenti distribuiti in 4 stabilimenti, di cui due in Francia – che ora sta valutando se estendere l'esperienza anche in altre unità produttive della sua azienda. <BR><BR>«Abbiamo due stabilimenti in Francia – spiega Gambini – in Provenza e nella zona dello Champagne. Là paghiamo l'energia la metà che in Italia. Per questo abbiamo dovuto provare in tutti i modi a ridurre i costi dell'approvvigionamento. Da anni, come il resto delle imprese ceramiche, avevamo installato negli stabilimenti impianti per migliorare l'efficienza e per recuperare calore. Ma visto che i costi di approvvigionamento rimanevano comunque alti, abbiamo deciso di imboccare altre strade». <BR><BR>Il fotovoltaico, appunto. <BR>L'impianto di Gambini, costato 3,8 milioni di euro, garantirà la produzione di circa 1,1 milioni di Kilowattora l'anno, circa un settimo del consumo totale dello stabilimento. <BR>«Ma grazie agli <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">incentivi statali</A>&nbsp;il risparmio che stimiamo di ottenere, attraverso la vendita dell'energia che produciamo, è significativamente più alto: un terzo della bolletta energetica. Ad oggi sono molto contento della scelta fatta, tanto che conto di ammortizzare l'investimento in un tempo inferiore rispetto ai circa 10 anni previsti. Certo, occorrerà valutare se in futuro, con la ridefinizione prevista del contributo statale, l'investimento fatto resterà così conveniente». <BR>Questa valutazione sarà determinante per verificare una possibile estensione del fotovoltaico agli altri stabilimenti del gruppo: «Dovremo fare attente valutazioni. È vero che i contributi diminuiranno, ma è altrettanto vero che per questa stessa ragione gli impianti potrebbero venire a costare meno che in passato».</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Andrea Lanzarini</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/109/con-il-fotovoltaico-si-abbattono-i-costi-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Le imprese aspettano il varo dei decreti sulle rinnovabili.</title>
      <description>L'efficienza energetica cerca nuovi incentivi.</description>
      <pubDate>2011-11-23T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Sul filo di lana l'ex ministro allo Sviluppo Economico Romani ha firmato il decreto sull'import elettrico. <BR><STRONG>Sono passati in eredità al nuovo esecutivo, invece, le bozze dei provvedimenti attuativi del Dlgs 28/2011 sulle rinnovabili elettriche, le rinnovabili termiche e il burden sharing </STRONG>(che stabilisce la quota regionale di energia da fonti rinnovabili). <BR>Testi praticamente pronti, che però devono ancora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.<BR><BR>Il decreto ministeriale sull'import elettrico – firmato da Romani lo scorso 11 novembre – fissa le condizioni per l'importazione e l'esportazione di energia elettrica nel 2012 attraverso la rete di trasmissione nazionale. <BR>Criteri e modalità che garantiscono l'accesso a parità di condizioni a tutti gli operatori.</P>
<P><STRONG>Le quote regionali</STRONG></P>
<P>Il provvedimento sul burden sharing, invece, definisce i risultati che ogni regione deve raggiungere – da qui al 2020 – affinché l'Italia possa centrare gli obiettivi nazionali di produzione di energia da fonti rinnovabili. <BR>I target regionali costituiscono la bussola in base alla quale ogni regione dovrà correggere la mappatura dei siti idonei a ospitare i diversi tipi di impianti e le procedure autorizzatorie (l'obiettivo al 2020 è riportato nella tabella).<BR><BR>Il burden sharing, ha ricordato il sottosegretario Stefano Saglia nei giorni scorsi, «è indispensabile nel momento in cui entrerà in vigore il sistema delle aste. Finché il sistema dei certificati verdi funziona come sistema nazionale, il settore non si blocca».<BR><BR>Secondo la bozza di decreto, <STRONG>dal 2013 il ministro dello Sviluppo economico verificherà le quote raggiunte in ogni territorio</STRONG>. <BR>E i ritardi non saranno senza conseguenze. <BR>Dal 2015, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, il presidente del Consiglio dei ministri potrà inviare richiami ai governatori e – in caso di inerzia – nominare un commissario.</P>
<P><STRONG>Le rinnovabili termiche<BR><BR>È pronta anche la bozza di decreto sulle rinnovabili termiche, che prevede un bonus per il solare termico, ma anche per le pompe di calore, le biomasse, le finestre, le caldaie e le coibentazioni. <BR></STRONG>Lo schema di incentivi ricorda in parte il <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">Conto Energia</A></STRONG>&nbsp;previsto per il solare fotovoltaico e la detrazione fiscale del 55 per cento. <BR>In pratica, <STRONG>chi effettua un investimento per l'efficienza energetica, avrà diritto a un contributo versato per dieci anni dal Gse</STRONG>, il Gestore dei servizi energetici, e finanziato con un aggravio delle bollette del gas.<BR><BR><STRONG>Partita aperta anche sul fronte dell'eolico, che attende i decreti attuativi del Dlgs 28/2011. <BR></STRONG>«Un'attesa – spiega Simone Togni, presidente dell'Anev, l'associazione nazionale energia del vento – che speriamo sia ripagata con provvedimenti che chiariscano con quale strategia energetica nazionale si vuole ottenere tutto ciò che l'Italia si è impegnata a compiere in sede comunitaria entro il 2020, e per consentire all'industria nazionale dell'eolico, che è sana e che esporta tecnologia nel mondo, di crescere fino a rafforzare una filiera indispensabile per il futuro del nostro Paese».</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Cristiano Dell'Oste</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/99/le-imprese-aspettano-il-varo-dei-decreti-sulle-rinnovabili-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>I vantaggi di investire nell’energia solare.</title>
      <description>Cresce l'appeal del fotovoltaico e si riducono i costi di installazione.</description>
      <pubDate>2011-11-22T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/' /><br/><P>Pulita, sicura e rinnovabile all'infinito, l'energia elettrica solare fotovoltaica offre un potenziale enorme come fonte principale di energia. <BR>L'energia solare totale che raggiunge la superficie terrestre corrisponde a 10mila volte l'attuale fabbisogno energetico mondiale. <BR>Il nostro obiettivo è quello di catturare un'importante parte di questa energia e rendere la tecnologia da utilizzare per convertirla in elettricità sempre più efficiente dal punto di vista dei costi.<BR><BR>Sono ancora in molti a ritenere che l'energia solare costi troppo rispetto alle fonti tradizionali di elettricità. <BR>Ciononostante il fotovoltaico solare ha visto una considerevole crescita negli ultimi anni e sta diventando rapidamente una parte importante del mix energetico europeo.<BR><BR>Già oggi l'energia elettrica fotovoltaica è più conveniente di quanto si pensi. <BR>Il settore ha visto una sbalorditiva riduzione dei prezzi nel corso degli ultimi vent'anni: basti pensare che <STRONG>il prezzo dei moduli è sceso di oltre il 20% ogni volta che il volume cumulativo delle vendite è raddoppiato.<BR><BR></STRONG>Un elemento importante da tenere in considerazione è l'esistenza di un potenziale enorme per un ulteriore calo del costo di produzione di elettricità fotovoltaica: circa il 50% entro il 2020. «La competitività del fotovoltaico solare nel settore energetico» («<A href="http://www.epia.org/publications/photovoltaic-publications-global-market-outlook/solar-photovoltaics-competing-in-the-energy-sector.html"><STRONG>Solar Photovoltaics Competing in the Energy Sector</STRONG></A>», un'analisi svolta dall'Epia, l'Associazione europea dell'industria fotovoltaica sui cinque maggiori mercati europei dell'energia elettrica (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito), mostra che con una politica corretta e adeguate condizioni di mercato la competitività del fotovoltaico può essere raggiunta in alcuni mercati già nel 2013 e quindi diffondersi in tutto il continente, nei vari segmenti di mercato, entro la fine del decennio.<BR><BR>Questo significa che<STRONG> il fotovoltaico può dare un importante contributo all'obiettivo della Ue di raggiungere la quota del 20% di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020. <BR></STRONG>Lo studio, condotto con il supporto della società di consulenza di gestione strategica A.T. Kearney, getta una nuova luce sulla futura evoluzione del mix energetico europeo e del ruolo che in esso può svolgere il fotovoltaico.<BR><BR>Prima della fine del decennio, <STRONG>il fotovoltaico offrirà a ogni cittadino europeo la possibilità di diventare un «prosumer»: un produttore e al tempo stesso consumatore della propria energia elettrica, a un prezzo competitivo. <BR></STRONG>Nello spiegare che il costo della produzione di energia elettrica fotovoltaica si ridurrà rapidamente in Europa nel prossimo decennio, lo studio mostra anche che ogni ulteriore aumento dei prezzi dell'energia elettrica avrà come conseguenza quella di abbreviare il tempo necessario al fotovoltaico per diventare competitivo.<BR><BR><STRONG>Anche i grandi impianti fotovoltaici installati a terra e i sistemi fotovoltaici di grandi dimensioni installati su tetto diventeranno più interessanti dal punto di vista degli investitori. <BR></STRONG>La competitività del valore di produzione si prevede verrà raggiunta nel 2014 in alcuni mercati e potrà poi diffondersi in molti altri paesi europei entro il 2020.<BR>L'impiego intelligente di meccanismi di supporto come le «Feed-in Tariffs» (FiTs - tariffe incentivanti – <STRONG>in Italia è in vigore il </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><STRONG>quarto Conto Energia</STRONG></A>) ha aiutato il fotovoltaico a mettere piede nei mercati di molti Paesi del mondo, compensando la differenza tra la competitività di costo del l'energia elettrica fotovoltaica e quella delle fonti convenzionali. <BR>Mano a mano che tale divario di competitività per il settore fotovoltaico si riduce, grazie agli sviluppi tecnologici e alla parallela riduzione dei costi, il fotovoltaico sarà in grado di affidarsi sempre meno al sostegno finanziario, per arrivare infine all'eliminazione di questi programmi di supporto.<BR><BR>Le fonti rinnovabili di energia, compreso il fotovoltaico, saranno fondamentali per consentire all'Europa di raggiungere gli obiettivi di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di garantire approvvigionamenti energetici, sicuri, non dannosi e prodotti in loco. <BR>La promozione dello sviluppo del fotovoltaico svolge poi un ruolo importante nel quadro degli obiettivi europei di creazione di un'economia intelligente e sostenibile nel futuro, dove l'innovazione high-tech produca nuovi lavori e migliori il livello di coesione sociale.<BR><BR>Servono un'adeguata cornice normativa e condizioni favorevoli di mercato, per garantire che il fotovoltaico possa sviluppare in pieno e in modo sempre maggiore il suo promettente potenziale nell'ambito del mix energetico del futuro.</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Ingmar Wilhelm, presidente di Epia, la European Photovoltaic Industry Association (Associazione europea dell'industria fotovoltaica)</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/98/i-vantaggi-di-investire-nell-energia-solare-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Attesa per i decreti per le energie rinnovabili.</title>
      <description>Dal 2015 i certificati verdi per gli impianti eolici saranno sostituiti da nuove tariffe.</description>
      <pubDate>2011-11-09T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/7706054 Small energie 10 11.jpg' /><br/><P>C’è attesa da parte delle imprese per l’approvazione dei nuovi decreti destinati al settore delle fonti rinnovabili. <BR>Si prevede una riduzione del 15% per gli incentivi alle fonti rinnovabili. <BR>È l'ipotesi alla base dell'atteso decreto attuativo del dlgs del 3 marzo scorso, relativo al settore elettrico. <BR>Secondo quanto risulta a Milano Finanza il provvedimento prevederà un taglio significativo rispetto ai livelli attuali, nel periodo 2013-2015, e la fissazione di un cap di spesa massima. <BR><BR>Secondo le proiezioni utilizzate dal ministero dello Sviluppo Economico, la tumultuosa crescita del fotovoltaico consentirebbe il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 (100 terawattora) già alla fine del 2012. <BR>A quella data il costo per gli incentivi al fotovoltaico dovrebbe essere di 5,5-6 miliardi l'anno, cui si aggiungerebbero 3,5-4 miliardi per le altre fonti di energia pulita. <BR>Con l'applicazione del nuovo decreto (che il sottosegretario con delega all'Energia Stefano Saglia, ha assicurato alla testata Milano Finanza che è in arrivo), a fine 2015 queste ultime potranno arrivare a 5-5,5 miliardi e il fotovoltaico a 7 miliardi. <BR><BR>Raggiunta questa cifra, nel 2015 potrebbe andare in pensione il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><STRONG>Quarto Conto Energia</STRONG></A> che non dovrebbe essere rimpiazzato da un quinto. <BR><BR>Dal 2013, poi, per tutti i nuovi impianti i certificati verdi saranno sostituiti dalle tariffe uniche. <BR>Per favorire la vendita dell'energia pulita sul mercato, incrementandone la liquidità, il Gse dovrebbe ritirare l'energia fino a 1 megawatt, mentre sopra questa soglia il produttore potrebbe venderla direttamente. <BR>In questo caso l'incentivo colmerebbe la differenza tra il prezzo di vendita e un valore fisso determinato per legge. <BR><BR>Anche per gli impianti eolici oggi già in esercizio, dal 2015 i certificati verdi andranno in pensione e saranno sostituiti da una tariffa che dovrebbe ricalcare l'attuale remunerazione, che si ottiene tramite il riacquisto dei certificati in eccesso da parte del Gse. <BR>Non solo, come previsto dal cosiddetto decreto Romani di marzo, dal 2013 non tutti gli impianti avranno diritto agli incentivi e quelli sopra i 5 megawatt dovranno contenderseli partecipando ad aste al ribasso. <BR>Questo meccanismo dovrebbe essere gestito dal Gse, con bandi semestrali o annuali suddivisi per fonte. <BR>La base d'asta sarebbe del 5% inferiore all'ultimo scaglione di tariffa, con un limite al ribasso del 30%. <BR>L'aggiudicazione avverrebbe in base alla valutazione economica e solo a parità d'offerta sarebbero presi in considerazione anche criteri tecnico-tecnologici. <BR>Infine, la soglia dei 5 megawatt potrebbe essere alzata anche a 10 o 20 megawatt per scoraggiare il frazionamento degli impianti. </P>
<P><BR>Fonte: Milano Finanza</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/86/attesa-per-i-decreti-per-le-energie-rinnovabili-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Il fotovoltaico reclama certezze: basta cambi di rotta sugli incentivi. </title>
      <description>La bozza al decreto sviluppo modifica ancora una volta le agevolazioni per il settore.</description>
      <pubDate>2011-10-23T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/9912571Small energia 24 10.jpg' /><br/><P>Le imprese dell'energia pulita chiedono più certezze. <BR>Perché da un anno non si riesce più a programmare un investimento, a <A href="http://www.eurogroup.biz/web/consulenza-gestionale/prodotti/ANALISI-ECONOMICO-FINANZIARIA_286.jsp"><STRONG>preparare un piano finanziario</STRONG></A>, a tratteggiare un <A href="http://www.eurogroup.biz/web/consulenza-gestionale/prodotti/BUSINESS-PLAN_285.jsp">bilancio di previsione</A>, protesta Claudio Andrea Gemme, Presidente della federazione Anie (l'industria elettrica ed elettronica) di Confindustria. <BR>L'ultima novità è la bozza di articolo 47 del decreto sviluppo, che cambia ancora una volta gli incentivi al fotovoltaico per mettere una differenza tra le diverse zone della penisola che invece oggi sono uguali dal Nord Italia fino al Sud. <BR>E questa nuova sorpresa, ha assicurato il ministro Paolo Romani a Gemme, dovrebbe sparire. </P>
<P>L'energia rinnovabile, tanto amata dai cittadini e tendenza strategica già nei prossimi anni, il settore industriale dalla crescita tumultuosa mentre il resto dell'industria appare stanco, è ostacolata da molti e il comparto ha una rappresentanza debole, balcanizzata fra molte associazioni. <BR>Non a caso Gemme, e con lui Valerio Natalizia del Gifi aderente all'Anie, stanno lavorando per rafforzare il comparto dell'energia solare verso un coordinamento unitario, visto che, divise, le aziende del fotovoltaico sono quelle che subiscono i ceffoni più sonori. </P>
<P>Qualche esempio? <BR>Un anno fa sono state cambiate le regole con l'arrivo degli incentivi del <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-1922007-CONTO-ENERGIA_2265.jsp">terzo Conto Energia</A>. <BR>Sono state cambiate di nuovo con un decreto "salva-Alcoa". Il terzo conto energia è stato congelato in marzo. Poi è arrivato il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp"><STRONG>quarto Conto Energia</STRONG></A>. <BR>Nelle leggi estive sono apparsi (e poi sono spariti) tagli del 30% agli incentivi. <BR>Ora arriva il decreto sviluppo. </P>
<P>«Basta attacchi strumentali al settore del fotovoltaico, gli incentivi per le energie rinnovabili sono un investimento e non un costo», afferma Natalizia, presidente del Gifi Anie (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane), nel presentare un dossier su costi e benefici del fotovoltaico. <BR>Lo studio dice che nel 2010 gli incentivi al fotovoltaico sono stati di 826 milioni, un valore modesto se paragonato agli oneri complessivi pagati dai consumatori in bolletta per un totale di quasi 6 miliardi l'anno e soprattutto se paragonati agli investimenti in <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/prodotti/custom/energia.jsp">tecnologia fotovoltaica</A>&nbsp;di origine prevalentemente privata stimolati nell'anno 2010 pari al oltre 10 miliardi di euro. <BR>Gli introiti per il fisco generati da tutti i componenti della filiera fotovoltaica ammontano a quasi 4 miliardi «Non è colpa nostra se la bolletta elettrica è più cara. Incidiamo solo per l'1,5%», dice Natalizia. <BR>E il boom di incentivi? «Effetto trascinamento delle pazzie degli anni passati. Scenderanno presto; sono incentivi a tempo. Presto andremo a regime e il settore fotovoltaico sarà completamente autonomo. Ma oggi solamente con gli incentivi possiamo stare sul mercato italiano e internazionale, senza lasciare campo libero alle imprese cinesi e tedesche». </P>
<P>«Abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte del ministro Romani sul fatto che l'articolo 47 sarà soppresso- conclude Gemme. - La previsione di un correttivo correlato alle zone climatiche Nord-Sud, che certamente si tradurrà in una modifica dell'attuale sistema incentivante, introduce per il settore un nuovo elemento di forte destabilizzazione».</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE Jacopo Giliberto</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/72/il-fotovoltaico-reclama-certezze--basta-cambi-di-rotta-sugli-incentivi-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Energia solare, arriva il fondo perequativo.</title>
      <description>Un nuovo provvedimento modifica il sistema degli incentivi per le rinnovabili.</description>
      <pubDate>2011-10-17T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/10555930Small - energia 1810.jpg' /><br/><P>La chiamano "perequazione" ed è il nuovo provvedimento dai contorni forti destinato ancora una volta a rimescolare il sistema degli incentivi per le rinnovabili. <BR>Rimescolare o ridurre? La domanda è per ora senza risposta. <BR>La bozza del decreto Sviluppo all'esame ieri pomeriggio dell'omonimo ministero guidato da Paolo Romani prevede una cosa apparentemente semplice e giusta: <STRONG>una perequazione, appunto, degli incentivi per il solare fotovoltaico. <BR></STRONG>Che tenga conto delle caratteristiche del territorio sulla capacità di generare elettricità con la stessa attrezzatura: <STRONG>più consistente al Sud, fino al 35-40%, rispetto al Nord</STRONG>. </P>
<P>Dunque, come si legge nella bozza del decreto, «ai fini del raggiungimento degli obiettivi nazionali per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e della maggiore efficienza in campo energetico, alle tariffe incentivanti sulla produzione di energia elettrica prodotta da impianti solari fotovoltaici è applicato un correttivo perequativo, collegato ai gradi-giorni delle zone climatiche, in modo da uniformare il valore dell'incentivo su tutto il territorio nazionale». </P>
<P>Redistribuzione a saldo totale invariato? <BR>In questo caso <STRONG>l'attuale entità globale dell'incentivo verrebbe redistribuita premiando di più le zone del Nord </STRONG>(dove gli impianti hanno una "producibilità" inferiore), asciugando le tariffe incentivate al Sud, dove secondo molti analisti già tra tre anni potrebbe essere raggiunta la "grid parity", ovvero la competitività della produzione elettrica da pannelli solari senza bisogno di alcun aiuto o sussidio. <BR>Ma ecco il legittimo sospetto: <STRONG>la redistribuzione "perequativa" potrebbe invece concretizzarsi nel mantenimento degli attuali incentivi al Nord, che verrebbero ridotti progressivamente, con il variare dell'indice di producibilità media, nelle zone più soleggiate.</STRONG> </P>
<P>Ad accendere il dubbio è la campagna lanciata nei mesi scorsi dalla Lega, che chiedeva un taglio degli incentivi al fotovoltaico ben più sostanzioso di quelle comunque apportato dal <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">quarto Conto Energia</A> varato nel maggio scorso. <BR>Tant'è che nell'ultima manovra di bilancio era comparsa (per poi scomparire, travolto dalle bordate degli operatori ma anche di buona parte della politica) una sforbiciata secca e lineare del 30% a tutti gli incentivi in vigore per le energie rinnovabili. <BR>Questo «per alleggerire le bollette degli italiani», visto che <STRONG>gli incentivi all'energia verde sono totalmente finanziati con un prelievo aggiuntivo sulle bollette di tutti i consumatori. <BR></STRONG>E dunque - va nuovamente sottolineato - nulla hanno a che fare con i problematici equilibri della spesa pubblica. </P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Federico Rendina</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/67/energia-solare--arriva-il-fondo-perequativo-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Premi aggiuntivi alle tariffe incentivanti del quarto Conto Energia.</title>
      <description>Bonus per chi investe nell’efficienza energetica e nella sostituzione di tetti in eternit.</description>
      <pubDate>2011-10-16T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/14578479 Small - energia 17 10.jpg' /><br/><P>Le imprese hanno la possibilità di ottenere premi aggiuntivi alle tariffe incentivanti del <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">quarto Conto Energia</A></STRONG> per il fotovoltaico. <BR>I "piccoli impianti" fotovoltaici realizzati sugli edifici possono beneficiare di un <STRONG>bonus aggiuntivo se sono abbinati ad un uso efficiente dell'energia. <BR>Il premio, che non può eccedere il 30% della tariffa base</STRONG>, è riconosciuto a decorrere dall'anno solare successivo alla data di presentazione della richiesta e per il periodo residuo di diritto alla tariffa incentivante. <BR>Il soggetto responsabile dell'impianto deve dotarsi di un <STRONG>attestato di certificazione energetica (ACE) relativo all'edificio o all'unità immobiliare su cui è installato l'impianto</STRONG>, che deve indicare i possibili interventi migliorativi delle prestazioni energetiche dell'immobile. </P>
<P>Successivamente alla data di entrata in esercizio dell'impianto fotovoltaico e dopo aver effettuato gli interventi migliorativi delle prestazioni energetiche sia estiva che invernale, l'interessato dovrà munirsi di una nuova certificazione energetica dell'immobile a dimostrazione dell'avvenuto ottenimento della riduzione del fabbisogno di energia di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica. <BR><STRONG>II premio sarà pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia conseguita</STRONG>; ad esempio, se le prestazioni energetiche registreranno una flessione del fabbisogno energetico del 40%, il bonus risulterà del 20%. </P>
<P><STRONG>Nuovi interventi sull'involucro </STRONG>che conseguano un'ulteriore riduzione (debitamente certificata) di almeno il 10% di entrambi gli indici di prestazione energetica estiva ed invernale dell'edificio o dell’unità immobiliare<STRONG> faranno scattare un ulteriore premio. In ogni caso, resterà confermato il limite massimo del 30%</STRONG>. <BR>I piccoli impianti realizzati su edifici di nuova costruzione possono beneficiare di un <STRONG>premio aggiuntivo nella misura del 30% della tariffa incentivante riconosciuta</STRONG>, a condizione che questi edifici conseguano, sulla base di idonea documentazione, una prestazione energetica per il raffrescamento estivo dell'involucro di almeno il 50% inferiore ai valori minimi previsti dal dpr numero 59 del 2009, nonché una prestazione energetica per la climatizzazione invernale di almeno il 50% inferiore ai valori minimi del provvedimento indicato in precedenza. </P>
<P><STRONG>Le diverse maggiorazioni previste dal decreto non si possono cumulare tra di loro </STRONG>e non sono cumulabili con il premio previsto per impianti fotovoltaici abbinati ad un uso efficiente dell'energia. <BR>A decorrere dal 2013 la tariffa a cui è applicato l'incremento è pari alla componente incentivante. <BR>Il premio è riconosciuto sull'intera energia elettrica prodotta dall'impianto fotovoltaico.<BR>Il decreto prevede, inoltre, una <STRONG>maggiorazione sulla componente incentivante della tariffa del 10% per gli impianti il cui costo di investimento</STRONG>, per quanto riguarda i componenti diversi dal lavoro, <STRONG>sia per non meno del 60% riconducibile ad una produzione realizzata all'interno dell'Unione Europea</STRONG>. </P>
<P>Il decreto prevede ancora tre ulteriori premi. <BR>Un premio del 5% è stabilito per la tipologia "altri impianti", qualora i medesimi impianti siano realizzati in zone classificate come industriali, miniere, cave o discariche esaurite, area di pertinenza di discariche o di siti contaminati. <BR>Per avere diritto al <STRONG>premio di 5 centesimi </STRONG>di euro/kWh <STRONG>previsto per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture di eternit o comunque contenenti amianto</STRONG>, dovranno essere rispettate tutta una serie di prescrizioni. </P>
<P>Fra l'altro, l'intervento di smaltimento dell'eternit e dell'amianto dovrà essere effettuato contestualmente all'installazione dell'impianto fotovoltaico; l’intervento, inoltre, dovrà comportare la rimozione o lo smaltimento della totale superficie di etemit o amianto esistente relativamente alla falda di tetto o porzione omogenea della copertura su cui si intende installare l'impianto fotovoltaico.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: LA REPUBBLICA AFFARI E FINANZA Rosa Serrano</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/63/premi-aggiuntivi-alle-tariffe-incentivanti-del-quarto-conto-energia-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>In arrivo nuovi decreti sulle fonti rinnovabili.</title>
      <description>Previsti per fine mese i primi due provvedimenti attuativi.</description>
      <pubDate>2011-10-12T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/13990328Small energia 13 10.jpg' /><br/><P>I decreti attuativi sulle energie rinnovabili saranno sette. Due arriveranno a breve, si prevede entro fine ottobre. <BR>Non saranno disciplinati per fonte energetica, ma per produzione: uno riguarderà il settore elettrico, l’altro il termico. Un terzo decreto riguarderà l’efficienza energetica. <BR>Altri due detteranno incentivi e paletti per i biocarburanti. Infine, un sesto decreto sarà sul biometano e un settimo regolamenterà il nuovo fondo per l’hi-tech.</P>
<P>Pubblichiamo l’intervista rilasciata a “Italia Oggi” dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, che ha anticipato tutti i prossimi passi sulle energie verdi.</P>
<P><STRONG>Quando arriveranno di decreti attuativi del dlgs 28/2011?</STRONG></P>
<P>Stiamo lavorando a molti decreti che, ovviamente, non arriveranno tutti contemporaneamente. Il nuovo sistema degli incentivi economici per la produzione di energia elettrica e energia termica da rinnovabili è contenuto in due decreti, che comprendono anche i “piccoli” interventi di efficienza energetica, e che contiamo di approvare, con il concerto del ministero dell’ambiente, in tempi molto rapidi.</P>
<P><STRONG>Quanti saranno e cosa riguarderanno?</STRONG></P>
<P>Oltre ai decreti sugli incentivi, stiamo concludendo la concertazione con le Regioni sul decreto che riguarda il cosiddetto Burden sharing, ossia la suddivisione degli obiettivi nazionali su energie rinnovabili ed efficienza energetica. Il lavoro è in corso anche sul decreto per l’attivazione tecnologica e sul decreto che riguarda la promozione del biometano.</P>
<P><STRONG>Lei ha annunciato: “Introdurremo livelli di incentivazione in linea con quelli europei e, nel settore elettrico, strumenti innovativi, come le gare”?</STRONG></P>
<P>L’orientamento è di avvicinare, con le eventuali gradualità e specificità, il nostro sistema di incentivi per il settore elettrico ai modelli europei. Un primo passaggio è stato quello di definire la sostituzione di un meccanismo, come i Certificati Verdi, basati su una logica di scambio e di mercato, con un meccanismo tariffario, che ha dimostrato in Europa di essere il modello largamente prevalente e di essere anche preferito dagli operatori, per le maggiori certezze che offre. Analogamente, anche i livelli di incentivazione e la durata saranno, in modo differenziato per fonte, modulati tenendo conto di standard e pratiche europee, per non creare distorsioni della concorrenza intracomunitaria e per rendere i nostri inventivi più efficienti.</P>
<P><STRONG>Ci saranno maggiori agevolazioni per le tegole fotovoltaiche o per le ristrutturazioni edilizie finalizzate allo smaltimento di coperture in amianto?</STRONG></P>
<P>In linea generale, siamo favorevoli ad interventi che abbinino produzione di energia da fonti rinnovabile con interventi di efficienza energetica. Il fotovoltaico, comunque, non rientra tra i temi del nuovo decreto.</P>
<P><STRONG>Come le agevolazioni copriranno i deversi settori di </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/prodotti/custom/energia.jsp"><STRONG>produzione di energia rinnovabile</STRONG></A><STRONG>?</STRONG></P>
<P>I due decreti riguarderanno le incentivazioni per l’energia elettrica e per le varie applicazioni di produzione di energia termica, tra cui solare, biomassa e biogas, pompe di calore, geotermia.</P>
<P><STRONG>Non crede che dopo il tagli retroattivo agli incentivi del vecchio Conto Energia, anche l’imposizione della robin tax sulle rinnovabili possano azzoppare gli investimenti?</STRONG></P>
<P>Mi sembra evidente che il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">quarto Conto Energia</A> non abbia azzoppato gli investimenti nel settore, anzi con il nuovo sistema stiamo avendo una risposta ancora più ampia di quella avuta con il Terzo Conto Energia. Lo dimostrano ampiamente i numeri sulla potenza installata.</P>
<P><STRONG>Entro fine anno l’Italia supererà la Germania per potenza fotovoltaica installata?</STRONG></P>
<P>L’Italia potrebbe effettivamente essere il primo mercato, non per potenza complessiva installata ma per potenza installata nell’anno.</P>
<P><STRONG>In Italia come siamo messi con la filiera fotovoltaica?</STRONG></P>
<P>Non vi è dubbio che tutta l’Europa subisca la pressione competitiva dei prodotti extra Ue, ma questo avviene in molti settori tecnologici e non certo solo sul fotovoltaico. Purtroppo, nonostante l’elevato livello di incentivi per la produzione, diciamo che la nostra industria non è stata molto rapida nel cogliere l’occasione e dunque adesso è più difficile occupare posizioni importanti almeno sulle applicazioni mature. <BR>L’Italia sta sviluppando un’offerta industriale sulle installazioni innovative e sulle applicazioni integrate, dove peraltro abbiamo concentrato l’attenzione, con buoni risultati qualitativi che dovremo incrementare nei prossimi anni. <BR>Il premio del 10% inserito nel <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">quarto Conto Energia</A> e i contingenti di potenza per le applicazioni innovative, senza alcuna velleità protezionistica, intendono essere strumenti per accrescere la competitività dell’industria di settore.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: Fonte: Italia Oggi - Luigi Chiarello </P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/61/in-arrivo-nuovi-decreti-sulle-fonti-rinnovabili-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Il solare termico cerca nuovi incentivi mirati.</title>
      <description>A fine anno scade la detrazione del 55% che ha dato uno sprint al settore.</description>
      <pubDate>2011-09-26T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/17253684 slider energia 27 09.jpg' /><br/><P>Il solare termico in Italia è figlio di un'industria radicata da decenni, come quella dell'idrotermosanitario. <BR>Dal boom del 2008, con il record di oltre 400 mila metri quadrati di pannelli istallati (un salto comune a tutta Europa ma che per la prima volta fece dell'Italia il secondo mercato solare dopo la Germania) al quasi crollo del 2009, in contrazione drastica al 16% (di fatto per il blocco dell'edilizia, ne l'anno di crisi acuta) a un 2010 di nuovo in ripresa, ancora quasi a 400 mila metri quadri, con ulteriore spazio guadagnato sul rivale tedesco. </P>
<P>Il solare termico italiano è altamente dipendente dall'edilizia, sia nei nuovi fabbricati (a cui molte Regioni già impongono quote di rinnovabili) sia nelle ristrutturazioni. <BR>La detrazione fiscale del 55% ha lavorato bene per mantenere il tono di questa industria. <BR>Peccato però che questo incentivo fiscale, che ha promosso oltre un milione di ristrutturazioni ecologiche negli scorsi quattro anni, con la fine del 2011 cesserà. E allora? <BR>L'Italia deve soddisfare alla direttiva 20-20-20 dell'Unione europea. Questo significa che dovrà far crescere di oltre venti volte (dagli 1,7 gigawatt termici solari installati a fine 2010 a 42 gigawatt al 2020) l'istallato di pannelli solari termici, fino a un obiettivo che l'Assolterm ha stimato in circa un metro quadrato medio per abitante italiano. Sembrano cifre enormi - rileva l'associazione - ma equivarrebbe solo al consumo dell'acqua calda sanitaria. </P>
<P>Gli occhi oggi sono puntati sul ministero dello Sviluppo economico che dovrebbe emanare (entro mercoledì prossimo, 28 settembre ma quasi di certo ci sarà uno slittamento) i decreti attuativi del decreto rinnovabili di marzo (che già stabilisce nelle nuove costruzioni o ristrutturazioni una quota del 50% di fonti rinnovabili per l'acqua sanitaria e una scalettatura dal 20% nel 2012 al 50% nel 2017 per il riscaldamento o raffrescamento).</P>
<P><STRONG>Dare corpo a questi obbiettivi significa mettere in campo incentivi efficaci</STRONG>. <BR>Secondo Assolterm, oltre a un sistema di detrazioni fiscali per i piccoli impianti (sotto i 30 metri quadri) dovrebbero valere certificazioni periodiche (Enea o Gse) e incentivi tabellari. <BR>Oltre i 30 metri quadri di pannelli, un contatore elettronico (connesso a quello Enel) potrebbe certificare il calore effettivamente prodotto.</P>
<P>Chi pagherà questo nuovo, e piuttosto sostanzioso, sistema di incentivazione? <BR>La fiscalità generale o, come per gli incentivi del fotovoltaico&nbsp;(<A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">Quarto conto energia</A>), la bolletta elettrica (nella sua componente A3, magari disboscata di contributi ferroviari o a grandi imprese appartenenti al passato).</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/47/il-solare-termico-cerca-nuovi-incentivi-mirati-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>I capitali esteri puntano sul fotovoltaico.</title>
      <description>Il 62% degli investimenti in energia rinnovabile è destinati al fotovoltaico.</description>
      <pubDate>2011-09-21T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/10555930Small - energia 22 09.jpg' /><br/><P>Le fonti energetiche pulite, in particolare il settore del fotovoltaico, sono il grande magnete per attrarre gli investimenti esteri nel nostro Paese. Lo afferma uno studio dell'area research di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) sulla base del World investments prospects, il sondaggio effettuato dalle Nazioni unite su un campione di 236 aziende multinazionali. Il sondaggio dell'Onu analizza i flussi degli investimenti diretti esteri nelle varie zone del pianeta nel biennio 2011-2012.</P>
<P><STRONG>Il focus sull'Italia</STRONG></P>
<P>Nei primi sette mesi del 2011 sono almeno 27 le multinazionali straniere che hanno dichiarato di voler investire ex novo o di espandersi in Italia, mobilizzando capitali per circa 1,2 miliardi di euro nei prossimi quattro anni, realizzando nove uffici, tre sussidiarie, 16 impianti e due centri di ricerca e alcune joint venture.</P>
<P><STRONG>I settori d'interesse</STRONG></P>
<P><STRONG><BR></STRONG>Sono numerosi i settori dell'economia italiana che potrebbero attirare gli investimenti delle multinazionali straniere: <STRONG>l'industria alberghiera, le costruzioni, la grande distribuzione, ma anche il manifetturiero</STRONG> in senso stesso, con meccanica e metallurgia oggetto d'interesse dei grandi gruppi internazionali, soprattutto asiatici. </P>
<P><STRONG>Le fonti rinnovabili</STRONG></P>
<P>Ma il piatto forte sono le fonti rinnovabili. Secondo Mps, è <STRONG>l'eco-business la vera molla per far decollare gli investimenti esteri nel nostro Paese. </STRONG></P>
<P><STRONG>L'Italia nel 2010 ha visto una crescita del 124% negli investimenti in energia pulita,</STRONG> registrando uno degli incrementi piu elevati tra i paesi G-20; il <STRONG>62% circa degli investimenti in energia rinnovabile è stato destinato al </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/prodotti/custom/energia.jsp"><STRONG>fotovoltaico</STRONG></A><STRONG>. </STRONG></P>
<P>Numerose le multinazionali europee e americane che stanno investendo in Italia nella realizzazione di impianti di medio-grandi dimensioni per lo sfruttamento dell'energia solare, a dimostrazione della forte capacità attrattiva di questo settore che, anche grazie alla conformazione del territorio italiano, si mostra in forte espansione.</P>
<P><STRONG>Segnali incoraggiantI</STRONG></P>
<P>Più in generale, il 2011 evidenzia per l'Italia qualche progresso sul fronte degli investimenti diretti dall'estero. Nel primo trimestre del 2011, l'Italia registra un incremento degli investimenti esteri diretti verso il paese (+25% circa), al contrario delle pesanti contrazioni registrate da Francia e Germania. Il dato risulta superiore alla media dei G-20, anche se paesi come Turchia e Spagna sono ancora distanti. </P>
<P>Va però sottolineato che secondo il Doing Business 2011 della Banca Mondiale, <STRONG>l'Italia si trova all'80° posto nel ranking dei Paesi in cui è più semplice fare impresa</STRONG>. </P>
<P>In media nel decennio 2000-2010 gli investimenti diretti dall'estero attratti dall'Italia hanno raggiunto un livello pari all'1% su Pil, valore analogo a quello registrato dalla Grecia e ancora lontano da quelli sperimentati da Germania, Francia e soprattutto Spagna (circa il 3,5% la quota di investimenti esteri attratta dalla Spagna negli anni 2000), a riprova di una capacità di attrazione italiana che deve e può essere migliorata.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Marco Morino</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Energie-rinnovabili/37/</link>
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    <item>
      <title>Corre l'Italia del fotovoltaico.</title>
      <description>10 mila megawatt installati con oltre 270 mila impianti collegati alla rete elettrica nazionale rappresentano un traguardo importante raggiunto in Italia.</description>
      <pubDate>2011-09-13T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/14578479-Small-energia-14-09.jpg' /><br/><P><STRONG>Brinda l'Italia delle energie rinnovabili: 10mila megawatt installati</STRONG> con oltre 270 mila impianti collegati alla rete elettrica nazionale rappresentano un traguardo da molti preannunciato ma per nulla scontato, visto il tira e molla degli incentivi e le minacce di smobilitazione di molti imprenditori dell'energia verde.</P>
<P><BR>Brinda doppiamente <STRONG>la Puglia, che esibisce il record nazionale assoluto</STRONG>: con 1.685 megawatt distribuiti in 17.812 impianti è di gran lunga <STRONG>la regione più ricca di pannelli e di elettricità solare prodotta, anche se il record per il numero degli impianti va alla Lombardia</STRONG> (38.810 per 993 megawatt). </P>
<P>E proprio la Puglia, insieme alla Calabria e la Sicilia, è in ottima compagnia nella corsa verso il traguardo epocale: <STRONG>la cosiddetta grid parity, ovvero la competitività del kilowatt solare generato senza bisogno di alcun incentivo.</STRONG></P>
<P><BR>La svolta nella competitività (che però sconta anche la maggiore onerosità della nostra generazione tradizionale rispetto alla media europea) arriverà nel nostro Sud, in anteprima europea e al pari delle aree del globo più baciate dal sole, in un paio di anni, tra il 2013 e il 2014. Ce lo dice il report appena diffuso da Epia, l'associazione europea delle industrie di settore, in collaborazione con i consulenti di AT Kearney. Report che assegna comunque ai paesi meno assolati un robusto premio di consolazione: <STRONG>entro sei anni la grid parity dovrebbe diffondersi in tutta Europa.</STRONG></P>
<P><BR>Può forse gioire l'industria degli apparati, che qui da noi vorrebbe guadagnare spazio rispetto alla dipendenza che ancora tributiamo alle forniture estere (dalla Cina ma anche dalla Germania). </P>
<P>Potrebbe gioire lo Stato, che ha nuovi motivi per attenuare<STRONG> gli incentivi </STRONG>(<A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-5-MAGGIO-2011-QUARTO-CONTO-ENERGIA_5327.jsp">QUARTO CONTO ENERGIA</A>), anche se dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza per l'altalena e l'inaffidabilità delle politiche di settore che intanto rischiano di allontanare gli investitori internazionali.</P>
<P><BR>Possiamo gioire, ma con qualche cautela, tutti noi: è vero che la nostra energia solare si irrobustisce, ma è anche vero che l'energia così prodotta è, come ben si sa, una frazione di quella garantita dalla stessa potenza installata con impianti tradizionali (gas o carbone, ad esempio). </P>
<P>Tant'è che <STRONG>il nostro solare vale, ancora oggi, appena il 3% dell'elettricità che consumiamo.</STRONG></P>
<P><BR>Lo scenario tratteggiato dagli ultimi rapporti ci sprona comunque in positivo. Solo quest'anno – riferisce il Gme (Gestore dei servizi energetici), l'operatore istituzionale che coordina e gestisce gli incentivi verdi – entreranno in servizio circa 6.500 megawatt solari. </P>
<P>E «<STRONG>alla fine del 2011 la potenza complessiva in esercizio in Italia potrebbe raggiungere i 12mila megawatt, per un numero d'impianti intorno ai 350mila</STRONG>».</P>
<P><BR>Ed ecco che «l'andamento delle installazioni per l'anno in corso <STRONG>proiettano di fatto l'Italia al primo posto nella graduatoria mondiale per potenza entrata in esercizio nel 2011</STRONG>» con la prospettiva di chiudere l'anno in corso con un volume triplo di nuove installazioni fotovoltaiche rispetto alla Germania, il paese «da un decennio leader del mercato fotovoltaico mondiale» sottolinea il Gse.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Federico Rendina</P>]]></content:encoded>
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