<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" version="2.0">
  <channel>
    <title>Impresanews - Fisco</title>
    <link>http://www.impresanews.it/</link>
    <description>Impresanews</description>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>2012-05-19T20:57:03.8780062Z</lastBuildDate>
    <image>
      <url>http://www.impresanews.it/Content/img/logo.png</url>
      <title>Impresanews</title>
      <link>http://www.impresanews.it/</link>
    </image>
    <item>
      <title>Arrivano 2,2 miliardi di euro di rimborsi Iva a 11 mila imprese.</title>
      <description>400 milioni subito, più 1,8 miliardi dalla seconda metà di maggio. </description>
      <pubDate>2012-05-06T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/4528559Small fisco 7 05 slider.jpg' /><br/><P>«Una boccata d'ossigeno». <BR>È la stessa agenzia delle Entrate a utilizzare questi termini per annunciare lo sblocco di oltre 2 miliardi di euro da destinare alla liquidazione dei rimborsi Iva. <BR>È un primo segnale e certamente importante che di fatto risponde al disagio degli imprenditori chiamati a fare i conti con la recessione e la carenza di liquidità, pur vantando crediti Iva anche di notevole entità nei confronti dello Stato. <BR>A beneficiare dello sblocco delle risorse, disposto venerdì scorso dalla Ragioneria generale dello Stato pescando dall'apposito fondo del bilancio dello Stato, saranno almeno 11 000 partite lva. <BR><BR>A breve, recita la nota dell’Agenzia delle Entrate, arriverà «una robusta iniezione di liquidità per imprese, artigiani e professionisti, grazie a circa 2,2 miliardi di euro messi a disposizione dal ministero dell'Economia e delle Finanze, per pagare i rimborsi di crediti Iva». <BR>L'erogazione avverrà in due tappe. <BR>La prima tranche, pari a 400 milioni di euro, sarà erogata già nei prossimi giorni, mentre il restante miliardo e 800 milioni verrà pagato a partire dalla seconda metà del mese di maggio. <BR>Con questa nuova iniezione di liquidità, - sottolinea ancora l'Agenzia - la somma complessiva rimborsata nel 2012 a imprese, professionisti e artigiani arriverà a 3,1 miliardi di euro, a fronte dei 2,7 miliardi erogati nello stesso periodo del 2011, con un incremento di circa il 4 per cento. <BR><BR>E pensare che soltanto poche settimane fa, però, il conto dei rimborsi Iva ottenuti dalle imprese era pesantemente in rosso: gli 891 milioni erogati nei primi tre mesi del 2012 erano ben lontani dall'1,8 miliardi erogati nello stesso periodo dell'anno precedente. <BR><BR>Per i rimborsi Iva che viaggiano in conto fiscale sarà ora la stessa Agenzia delle Entrate a mettere a disposizione di ciascun agente i fondi occorrenti per procedere all’accreditamento dei rimborsi sui conti bancari dei contribuenti che ne hanno diritto. <BR><BR><STRONG>I rimborsi del 2011 <BR><BR></STRONG>Lo scorso annoi rimborsi sono calati del 17,5% rispetto al 2010, quando l'erogazione aveva raggiunto quota 7,1 miliardi (-28%). <BR><STRONG><BR>La diminuzione dei rimborsi in tre anni <BR><BR></STRONG>Tra il 2009 e il 2011 i rimborsi sono calati di quasi un terzo, passando da 8,1 a 5,8 miliardi. <BR><BR><STRONG>Le richieste evase nel 2010 <BR><BR></STRONG>Su 62.211 domande di rimborso presentate, corrispondenti a 8,6 miliardi in valore, ne sono state accolte 23.416, pari a 3 miliardi di euro.</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE <BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/211/arrivano-2-2-miliardi-di-euro-di-rimborsi-iva-a-11-mila-imprese-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/211/arrivano-2-2-miliardi-di-euro-di-rimborsi-iva-a-11-mila-imprese-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Dalla ricerca all'Ace: la mappa dei nuovi incentivi per le aziende. </title>
      <description>Il panorama delle agevolazioni varate nel corso del 2011.</description>
      <pubDate>2012-01-02T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/News fisco 3 01.jpg' /><br/><P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt"></SPAN>&nbsp;</P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Ecco la mappa dei principali incentivi varati nel 2011 con le manovre di aggiustamento dei conti pubblici. <BR>Il decreto legge 70 ha introdotto i crediti d'imposta per la ricerca e il Mezzogiorno. <BR>Per il 2011 e il 2012, in particolare, potranno ottenere un <B style="mso-bidi-font-weight: normal"><A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DL-702011-ART1-CREDITO-DIMPOSTA-SPESE-RICERCA--SVILUPPO_5527.jsp">credito d'imposta</A> le imprese che effettuano investimenti in progetti di ricerca </B>svolti da Università o enti pubblici. <BR><B style="mso-bidi-font-weight: normal">Il credito è pari al 90% della quota di investimenti che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010</B> ed è fruibile in tre quote annuali. </SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Un credito d'imposta è concesso anche per ogni nuovo lavoratore svantaggiato assunto a tempo indeterminato in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sardegna e Sicilia. <BR>E un altro bonus, se la Commissione Ue darà l'ok, spetterà alle imprese che effettuano investimenti in nuovi beni strumentali destinati a impianti localizzati in queste stesse regioni. <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">I <B style="mso-bidi-font-weight: normal">giovani imprenditori che avviano una nuova attività nel 2012, o che l'hanno avviata dal 2008 in poi, potranno beneficiare di un regime di favore per il periodo d'imposta iniziale</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">e per i quattro successivi</B>, o anche oltre il quinto esercizio, ma comunque fino al compimento dei 35 anni di età. <BR>Il reddito sarà soggetto a imposta sostitutiva del 5 per cento. <BR>La nuova attività non deve essere la mera prosecuzione di un'altra attività svolta come dipendente (condizione che non opera per chi è in mobilità o ha perso il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà). <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Dal punto di vista contabile, inoltre, il Dl 98/2011 ha dato la possibilità alle società di affrancare i maggiori valori delle partecipazioni di controllo che nel bilancio consolidato sono allocati a titolo di avviamento, marchi o altre attività immateriali, per operazioni effettuate nel 2011, ma anche negli anni precedenti. <BR>Le società di capitali, inoltre, potranno riportare le perdite pregresse anche oltre il quinto esercizio successivo a quello di formazione, ma nel limite dell'80% del reddito di ciascun periodo di imposta. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Con l'ultima manovra (Dl 201) è stata inserita la cosiddetta Ace. <BR>Dell'incentivo alla ricapitalizzazione</SPAN></B><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt"> si potrà usufruire con il versamento Ires (o Irpef) del 16 giugno 2012. Spetterà una <B style="mso-bidi-font-weight: normal">deduzione pari al 3% dell'incremento di patrimonio effettuato nel 2011</B> a seguito della destinazione dell'utile a riserva disponibile (al netto di eventuali successive distribuzioni o rimborsi) e/o di aumenti di capitale e versamenti in conto capitale dei soci. </SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal">Dall'esercizio 2012, poi, l'Irap pagata sul costo del lavoro</B> (al netto degli sconti per cuneo fiscale), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">diviene interamente deducibile dal reddito di impresa ai fini Ires</B>. <BR>Resta ferma l'ulteriore deduzione forfettaria del 10% dell'Irap per compensare l'indeducibilità degli oneri finanziari. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Per le donne e per i giovani under 35, assunti con contratto a tempo indeterminato, la base imponibile Irap si riduce di ulteriori 6.000 euro annui rispetto a oggi. <BR>Infine, le imposte anticipate sulle svalutazioni dei crediti non dedotte dalle banche e quelle relative all'avviamento deducibile in più periodi di imposta sono trasformate in crediti di imposta qualora il bilancio individuale evidenzi una perdita. <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt"></SPAN>&nbsp;</P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Arial', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 10pt">Fonte: IL SOLE 24 ORE - Marco Bellinazzo e Luca Gaiani <o:p></o:p></SPAN></P>
<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-SIZE: 10pt"><o:p><FONT face=Calibri>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/133/dalla-ricerca-allace--la-mappa-dei-nuovi-incentivi-per-le-aziende-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/133/dalla-ricerca-allace--la-mappa-dei-nuovi-incentivi-per-le-aziende-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le agevolazioni per le reti d’impresa.</title>
      <description>Non è tassata la percentuale degli utili destinata al fondo comune.</description>
      <pubDate>2011-12-21T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/News fisco 22 12.jpg' /><br/><P>L'agevolazione fiscale concessa alle imprese aderenti alla rete è la detassazione di una quota degli utili destinata al fondo comune. <BR>La destinazione della quota parte degli utili alimenta una specifica riserva in sospensione d'imposta la cui fiscalità segue il regime delle riserve «in sospensione moderata».<BR><BR>Le riserve in sospensione d'imposta, infatti, possono essere «radicali» o «moderate».<BR> Sono radicali quando, per qualunque motivo vengano meno, comportano la tassazione degli utili che le hanno alimentate. <BR>Sono moderate quando la tassazione scatta solo per alcune specifiche cause di azzeramento della stessa riserva, correlate a un'attribuzione ai soci. <BR>In questo secondo caso una riserva in sospensione d'imposta può essere eliminata dal bilancio senza provocare tassazione se, per esempio, è utilizzata per copertura di perdite. <BR>La riserva delle imprese aderenti alla rete, essendo di carattere «moderato», può essere utilizzata per copertura perdita, e questo è l'unico utilizzo possibile senza dover corrispondere imposte. <BR><BR>Sulla riserva in sospensione non gravano vincoli di ricostituzione nel caso fosse utilizzata a copertura di perdite, e in questo senso la riserva in questione si differenzia da altre situazioni come il saldo attivo da rivalutazione monetaria. <BR>Peraltro qualora la riserva fosse ricostituita con utili successivi, dopo l'azzeramento per copertura perdite, non si avrebbe alcuna conseguenza fiscale, nel senso che la ricostituzione non avrebbe un'ulteriore detassazione.<BR><BR>Il vincolo di sospensione d'imposta è perenne e travalica la durata del programma di rete, per cui l'impresa aderente deve considerare che la detassazione è in qualche modo provvisoria: viene mantenuta se è mantenuta l'impresa ma se cessasse l'attività e, anche in fase di liquidazione, la riserva fosse attribuita ai soci scatterebbe la tassazione, sempre che non sia stata prima utilizzata per copertura di perdite.<BR><BR>Un altro evento che genera la tassazione della riserva è rappresentato dal venir meno dell'adesione alla rete. <BR>Naturalmente si tratta di un recesso che deve avvenire prima del completamento del programma, poiché in caso contrario, concluso il programma, è l'intera rete che cessa la sua esistenza senza conseguenze dirette sulla fiscalità della riserva in sospensione d'imposta. <BR>Inoltre il recesso di alcuno degli aderenti – e quindi la tassazione della singola quota parte di riserva in sospensione – non determina effetti sulle riserve delle imprese che mantengono l'adesione alla rete.<BR><BR>La detassazione della riserva avviene tramite una variazione diminutiva da eseguirsi nel modello Unico relativo al periodo d'imposta cui si riferiscono gli utili destinati. <BR>L'agevolazione per il 2010 spetta nel modello Unico 2011 e così via per i tre periodi d'imposta 2010/2012. <BR>Il beneficio fiscale può essere ottenuto solo con il saldo delle imposte relative all'esercizio. <BR>Ciò significa che nel calcolo dell'acconto per il 2011 si dovrà tener conto di un dato di imposta facciale 2010 al lordo dell'agevolazione spettante per adesione alla rete e ciò potrà generare un credito Ires/Irpef da utilizzare con le ordinarie regole della compensazione.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE </P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/127/le-agevolazioni-per-le-reti-d-impresa-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/127/le-agevolazioni-per-le-reti-d-impresa-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Si attenua il tax rate delle imprese virtuose.</title>
      <description>Incentivi. Possibile ridurre il conto per l'Ires e l'Irap.</description>
      <pubDate>2011-12-18T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/11813281Small - slider fisco 19 12.jpg' /><br/><P>La manovra Monti premia le società che trattengono gli utili in azienda o che ricorrono alla ricapitalizzazione da parte dei soci. Meno tasse anche per chi impiega manodopera a tempo indeterminato. <BR>L'incentivo alla ricapitalizzazione consiste in uno sconto dall'imponibile Ires (o Irpef), che scatta dal 2011 e si ripeterà per ogni anno successivo, pari a una certa percentuale dell'incremento patrimoniale realizzato. Per il triennio 2011-2013, lo sconto è fissato al 3%, con una riduzione di imposta effettiva (Ires del 27,5%) pari allo 0,825% annuo della ricapitalizzazione. <BR>Ad esempio, una società che nel 2010 ha conseguito un utile di un milione destinato a riserva disponibile potrà dedurre 30 mila euro, risparmiando (minori versamenti) 8.250 euro all'anno fino a quando il patrimonio non dovesse contrarsi per distribuzione ai soci. <BR>L'incremento si cumula con quello degli esercizi seguenti cosicché, decorsi alcuni anni, l'impatto di questa norma sul tax rate potrà diventare significativo. <BR>Ad esempio, un'impresa che, dopo un triennio, ha incrementato il patrimonio rispetto a fine 2010 di un ammontare pari a tre volte l'utile lordo di un esercizio vedrà ridotto il carico fiscale sul reddito del 2,475% (il triplo dello 0,825%), con un tax rate che passerà (stabilmente) dal 27,5% al 25 percento. <BR><BR>In materia di Irap, la deduzione integrale dell'imposta regionale riferita al costo del personale dal reddito di impresa vale un maggior sconto (rispetto alla deduzione forfettaria vigente in precedenza) pari allo 0,96525% delle retribuzioni ogni milione di euro di retribuzioni (al netto di quanto già si deduce per taglio al cuneo fiscale) il carico fiscale sul reddito del datore di lavoro scenderà, in confronto a quanto si paga oggi, 9.652 euro all'anno. </P>
<P>Infine dal 2012 per chi ha alle proprie dipendenze a tempo indeterminato donne e giovani (sotto i 35 anni) la deduzione Irap cresce di 6mila euro, con una minore imposta da pagare per l'impresa di 234 euro all'anno per ciascuna categoria.</P>
<P><BR><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Luca Gaiani</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/121/si-attenua-il-tax-rate-delle-imprese-virtuose-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/121/si-attenua-il-tax-rate-delle-imprese-virtuose-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Fisco più pesante per un'azienda su due. </title>
      <description>Penalizzate le imprese più piccole.</description>
      <pubDate>2011-11-06T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Quasi 200 mila Spa e Srl hanno versato una quota più alta di tasse rispetto all'anno precedente, pur in presenza di profitti spesso stazionari o decrescenti. <BR>È il dato elaborato da Infocamere in base ai bilanci del 2010. <BR>Il carico tributario complessivo che grava sugli utili d'impresa, è maggiore nel settore dei servizi dove l'incidenza del costo del lavoro si fa sentire di più. <BR><BR>Di fatto, ogni 100 euro di utili ante-imposte, il Fisco ne ha prelevati 34,70, anche se con grandi differenze settoriali: dai 18,30 euro delle categoria «attività professionali, scientifiche e tecniche» ai 47,30 dell'«istruzione». <BR>A livello d'insieme, il tax rate è leggermente diminuito (-0,5%), ma questo non può essere interpretato come un alleggerimento della pressione fiscale. <BR>Piuttosto, si tratta di un effetto derivante - almeno in parte - dal riporto delle perdite fiscali dell'anno precedente, che ha consentito di abbattere il conto con l'Erario. <BR>Inoltre, per le realtà più grandi, ha inciso «anche l'aumento dei dividendi, non soggetti, come le plusvalenze, all'Ires». </P>
<P><BR><STRONG>Penalizzati i più piccoli <BR><BR></STRONG>È significativo notare come <STRONG>a pagare più tasse siano le aziende che si collocano in una fascia dimensionale intermedia, sia per numero di lavoratori, sia per volumi di fatturato</STRONG>. <BR>In questi casi, il tax rate supera il 37 per cento. <BR><BR>Come si spiegano differenze così marcate? <BR>La prima indiziata è <STRONG>l'Irap, imposta che colpisce in misura più forte le imprese ad alta intensità di manodopera. <BR></STRONG>E la stessa chiave di lettura si presta a spiegare anche le divergenze tra un settore e l'altro. <BR>Ad esempio, le attività nel campo della ristorazione e dei servizi alberghieri tendono a impiegare più lavoratori - magari anche stagionali - rispetto a quelle del settore trasporti e logistica. <BR>O ancora, per restare in un ambito affine, l'immobiliare ha un tax rate di quasi dieci punti inferiore alle costruzioni, in cui il ricorso alla manodopera è mediamente molto più alto. <BR><BR><STRONG>Discorso diverso per le attività professionali, scientifiche e tecniche, che vantano il prelievo più basso</STRONG>: può essere il caso, ad esempio, di ingegneri e architetti, che pagano a titolo personale - per trasparenza rispetto alla società di cui sono titolari - gran parte delle tasse sui redditi. </P>
<P><BR><STRONG>Meglio gli sgravi <BR><BR></STRONG>L'analisi di InfoCamere evidenzia un paradosso ormai strutturale del sistema italiano, che addebita l'Irap anche alle società in perdita. <BR>Basta vedere il 16,2% di tax rate applicato alle società con un fatturato negativo (la situazione che si verifica quando si accumulano troppe scorte in magazzino, con un alto livello di invenduto). <BR>«La situazione delle imprese con un risultato d'esercizio negativo e una pressione fiscale maggiore di zero è destinata a peggiorare nei prossimi anni: spesso si tratta di realtà al limite, che vanno in rosso per gli interessi sul debito e devono comunque versare l'Irap», commenta Matteo Caroli, docente di Economia e gestione delle imprese all'Università Luiss di Roma. <BR><BR>Una via d'uscita? <BR>«Potrebbe essere uno "scambio" tra agevolazioni e Irap - osserva ancora Caroli - recuperando dal taglio dei bonus alle aziende le risorse per limare il prelievo sulle attività produttive». </P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE </P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/83/fisco-pi--pesante-per-unazienda-su-due-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/83/fisco-pi--pesante-per-unazienda-su-due-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Approvato lo Statuto per le imprese. </title>
      <description>Più interventi per la semplificazione e meno oneri per le aziende.</description>
      <pubDate>2011-11-03T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Valutazione preventiva dell'impatto di norme e regolamenti sulle piccole e medie imprese, procedure semplificate per l'accesso agli appalti pubblici, obbligo per il Governo di recepire entro un anno la direttiva europea sui ritardi nei pagamenti, proroga della delega per il riordino degli incentivi. <BR>Sono i punti principali dello Statuto delle imprese, approvato ieri in via definitiva dalla Camera. <BR>Il provvedimento, 21 articoli per garantire l'applicazione in Italia dello Small business Act, la carta europea dei diritti per le piccole e medie imprese, è stato approvato - come previsto - all'unanimità, senza modifiche rispetto al testo arrivato dal Senato. <BR><BR>Lo Statuto delle imprese, che entrerà in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sulla «Gazzetta ufficiale», contiene<STRONG> un corposo pacchetto di norme per la riduzione e per la trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese, e per favorire l'avvio di nuove attività imprenditoriali</STRONG>, soprattutto da parte di giovani e donne. <BR>Negli atti normativi e nei provvedimenti amministrativi di carattere generale non potranno essere introdotti «nuovi oneri regolatori, informativi o amministrativi a carico di cittadini, imprese e altri soggetti privati, senza contestualmente ridurne o eliminarne altri» (principio di compensazione). <BR>La disposizione sicuramente più attesa dalle imprese riguarda<STRONG> l'obbligo per il Governo di recepire entro un anno la direttiva Ue sulla lotta ai ritardi nei pagamenti, che fissa il termine di 30 giorni peri pagamenti di merci e servizi forniti dalle imprese alla Pa</STRONG>, e di 60 giorni per i pagamenti fra privati. <BR>L'Autorità garante della concorrenza potrà dare sanzioni per comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese. <BR>L'approvazione dello Statuto ha raccolto il consenso del mondo imprenditoriale.<BR><BR>Inoltre è stata prorogata la delega sulla riforma degli incentivi alle imprese. <BR>Alle micro, piccole e medie imprese e alle reti di imprese dovrà andare una riserva minima dei 60% degli incentivi di natura automatica o valutativa, di cui almeno il 25% è destinato alle micro e piccole imprese. <BR>Sarà costituito un portale per la promozione del «made in Italy». <BR>Presso il ministero dello Sviluppo economico nascerà il Garante per le micro, piccole e medie imprese e ogni anno sarà approvata una legge a favore delle Pmi.<BR><BR>Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha annunciato anche la probabile riproposizione, nel maxiemendamento al Ddl stabilità allo studio in queste ore, della <STRONG>norma sulla certificazione dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle Pmi, per consentire alle imprese di scontare in banca i crediti maturati</STRONG>. <BR>Una disposizione, questa, già proposta ed eliminata durante la conversione in legge della manovra di Ferragosto, perchè troppo onerosa per le casse pubbliche. <BR>La bozza della norma predisposta per il maxiemendamento al Ddl stabilità prevede la certificazione di crediti «per somministrazioni, forniture e appalti» a Regioni ed enti locali, su istanza del creditore, a cui l'amministrazione deve rispondere entro 60 giorni. <BR>L'attuazione di questa disposizione sarebbe affidata a un decreto del Mef, da emanare entro 90 giorni.</P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Valentina Melis</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/80/approvato-lo-statuto-per-le-imprese-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/80/approvato-lo-statuto-per-le-imprese-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Un'azienda su due è puntuale nei pagamenti con i fornitori.</title>
      <description>Diminuiscono i ritardi, si sta tornando ai livelli di prima della crisi.</description>
      <pubDate>2011-10-25T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/4528559Small fisco 26 10.jpg' /><br/><P>Si sta avvicinando alla soglia del 50% la quota di imprese che pagano alla scadenza concordata i fornitori. <BR>Quasi un ritorno pieno ai livelli precedenti alla crisi. <BR>Nel terzo trimestre ha infatti raggiunto il 46,03% il numero delle aziende che saldano puntualmente le fatture, mentre sfiora il 48% – era il 57% nel 2010 - il numero di quelle che adempiono con un leggero ritardo, entro il mese successivo. <BR>Questo il dato incoraggiante che emerge dall'ultimo osservatorio sulle «Abitudini di pagamento delle aziende in Italia» di Cribis D&amp;B, società del gruppo Crif specializzata nella business information. </P>
<P>«La tendenza di molti clienti è prendersi una dilazione extra sui tempi concordati e questo fenomeno si accentua dopo il periodo estivo – conferma Renata Pozzoli, presidente della Living Divani, Pmi lombarda del mobile imbottito – mentre abbiamo visto un leggero aumento dei casi di ritardo, con sforamenti di poco superiori al mese». <BR>Resta poi uno zoccolo duro del 6% di grandi ritardatari, quelli che mese dopo mese rinviano fino ad arrivare a superare i 120 giorni. <BR>In queste fasce si vede un leggero aumento della casistica. <BR><BR>«Dopo un pessimo 2010 ci siamo lasciati alle spalle i primi tre trimestri del 2011 con costanti miglioramenti» commenta Marco Preti, amministratore delegato della Cribis D&amp;B. <BR>Certo resta il nervo scoperto di quel 50% di imprese che non rispetta i termini. <BR>«È il segnale di una crescente sofferenza che, con il tempo, porta poi all'impossibilità di pagare - spiega -. Inoltre in un ciclo di forti discontinuità anche quello che era un buon cliente può riservare sorprese».<BR><BR>È quanto succede a Maurizio Brancaleoni, amministratore delegato della Auma Italiana (valvole industriali). <BR>Deve gestire i ritardi di un paio di clienti, l'insoluto totale è di quasi un milione su un giro d'affari di 14 milioni. <BR>«Il problema dei ritardi sta apparentemente migliorando - dice Brancaleoni - ma anche le imprese che prima erano virtuose negli ultimi tempi sono in forte sofferenza e hanno rallentato i pagamenti, mentre le banche non aiutano le Pmi». <BR>Quello delle "proroghe extra" è un fenomeno che si aggrava nel Sud, dove la quota di puntuali pagatori è inferiore di 13 punti rispetto a quella del Nordest. <BR>Nel Sud, poi, si ha una possibilità su dieci di incappare in un cliente che finirà con il rinviare il saldo.<BR><BR>Non manca chi adotta soluzioni fai-da-te per minimizzare tutti quei problemi che potrebbero essere legati alla documentazione inviata ai clienti. <BR>«Non credo che i ritardi siano sempre da imputare alla crisi, ma a una "moda" che permette di guadagnare con i giorni di valuta» spiega Florenzo Vanzetto, amministratore delegato della Vrm, una Pmi della meccanica nel bolognese. <BR>Per evitare problemi e dimenticanze «ho incaricato un impiegato di sollecitare due o tre settimane prima della scadenza tutti i clienti, in modo di anticipare e risolvere i possibili problemi». <BR>Una misura che ha permesso di centrare l'obiettivo. <BR>«Dopo un anno i nostri incassi ora hanno una data certa – rimarca Vanzetto – con un doppio vantaggio, perché senza insoluti le banche non ci possono peggiorare il rating». <BR>«Il recall è un fenomeno in crescita - conferma Preti – ed è una mossa preventiva per cercare una maggiore puntualità». <BR>Qualità che sembra mancare tra le grandi aziende: otto su dieci saldano entro il mese successivo alla data in fattura, mentre la metà delle micro provvede alla scadenza.<BR><BR>Dall'analisi dei settori spicca la puntualità dell'agricoltura, con un miglioramento negli ultimi tre mesi. <BR>Pagamenti al rallentatore per commercio al dettaglio (42,27%), industria e produzione (44,09%) ed edilizia (43,6%). <BR>Quest'ultimo comparto ha un andamento altalenante e vede un leggero progresso, ma continua a restare distante dalle performance del 2007, quando quasi due società su tre erano puntuali.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Enrico Netti</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/75/unazienda-su-due---puntuale-nei-pagamenti-con-i-fornitori-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/75/unazienda-su-due---puntuale-nei-pagamenti-con-i-fornitori-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le aziende: il tempo scaduto. Servono misure strutturali e credibili.</title>
      <description>Manovra e crescita: il nuovo allarme delle imprese.</description>
      <pubDate>2011-10-23T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Il tempo è scaduto. Lo hanno messo nero su bianco le organizzazioni imprenditoriali, che continuano ad incalzare il governo perchè metta mano alle riforme, dando un «chiaro segnale di inversione di marcia».</P>
<P>Confindustria, Abi, Ania, Alleanza delle cooperative, Rete Imprese Italia hanno mandato una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per lanciare di nuovo un allarme sulla situazione di grave difficoltà del paese e di perdita di credibilità.<BR>Un «appello forte al fare» come hanno scritto, convinti che «con un’unità di intenti è possibile superare una fase difficile». <BR>Il rischio, scrivono, è che possano essere vanificati gli sforzi fatti finora nella tenuta dei conti pubblici.</P>
<P>Non solo:<STRONG> le imprese denunciano anche il fatto che non è stata data nessuna risposta da parte del governo, nè è stato aperto un dialogo dopo la presentazione del pacchetto di proposte per la crescita</STRONG>, due settimane fa. <BR>Di fronte a questo silenzio, cui si aggiungono i continui slittamenti del decreto sviluppo, Confindustria, banche, assicurazioni, coop, commercianti ed artigiani, hanno deciso questa nuova iniziativa. <BR>Con l'auspicio di essere ascoltate. <BR>«Confidiamo che il suo governo voglia realizzare le iniziative necessarie e adeguate alla gravità del momento».</P>
<P>È stata proprio la preoccupazione per un quadro congiunturale sempre più difficile che aveva spinto le cinque organizzazioni imprenditoriali a mettersi insieme a preparare <STRONG>un documento con una serie di proposte dettagliate su cinque punti</STRONG>: </P>
<OL type=1.>
<LI><STRONG>spesa pubblica e pensioni</STRONG>;</LI>
<LI><STRONG>riforma fiscale </STRONG>(meno tasse su lavoro e imprese, anche con la disponibilità ad una piccola patrimoniale);</LI>
<LI><STRONG>liberalizzazioni</STRONG>;</LI>
<LI><STRONG>cessioni di patrimonio pubblico</STRONG>;</LI>
<LI><STRONG>infrastrutture ed energia</STRONG>.</LI></OL>Una base di lavoro da discutere ed integrare. <BR>«Ad oggi nessuna reazione concreta è seguita da parte del governo e nessun dialogo è stato aperto»
<P>Proprio in vista della preparazione del decreto sviluppo, hanno scritto le cinque organizzazioni nella lettera, «sarebbe utile poter partecipare alla messa a punto delle misure». <BR>Un confronto «utile e in linea con quanto avviene in Europa».</P>
<P>Soprattutto, evidenziano le imprese, è di «fondamentale importanza» che il decreto legge contenga «misure strutturali e credibili», che «diano un chiaro senso di inversione di marcia». <BR>Senza, si rischierebbe di vanificare gli sforzi fatti finora sulla tenuta dei conti pubblici.</P>
<P>«L'Italia ha mezzi, risorse, intelligenze per risalire la china». Ma, hanno ribadito le imprese, «il tempo è scaduto». <BR>E il ritardo che si sta accumulando sul rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo - è scritto nella lettera - in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese.</P>
<P>Le aziende industriali, artigianali, commerciali e dei servizi, le coop, le banche e assicurazioni stanno facendo «del loro meglio», conclude la lettera, per passare attraverso l'attuale difficile contingenza. <BR>Ma non si compete senza avere alle spalle un sistema Paese: «solo nel contesto di un efficace piano integrato e condiviso di rilancio del paese questi sforzi non verranno vanificati».</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Nicoletta Picchio</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/73/le-aziende--il-tempo-scaduto--servono-misure-strutturali-e-credibili-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/73/le-aziende--il-tempo-scaduto--servono-misure-strutturali-e-credibili-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Aumenta la pressione fiscale.</title>
      <description>Con delega e clausola di salvaguardia si va verso il 44,8%.</description>
      <pubDate>2011-10-10T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/15522214Small fisco 11 10.jpg' /><br/><P>Una bomba a orologeria già innescata, che nel 2013 - 2014 comporterà per ciascuno dei due anni un ulteriore aumento di quasi un punto della pressione fiscale. <BR>È l'effetto della <STRONG>clausola di salvaguardia inserita nella doppia manovra di luglio e agosto</STRONG>, che dovrà assicurare <STRONG>4 miliardi nel 2012,10 miliardi nel 2013 e 20 a partire dal 2014 attraverso il taglio del le agevolazioni fiscali e assistenziali. <BR></STRONG>Nel totale, per le sole 600 tax expenditures, si tratta di un ammontare complessivo di oltre 164 miliardi. <BR>Si tratta, a ben vedere, di una nuova manovra di finanza pubblica i cui effetti peraltro sono già stati interamente incorporati nel decreto di Ferragosto. </P>
<P>L'effetto? Se la delega fiscale e assistenziale si realizzerà, per effetto della clausola di salvaguardia, esclusivamente attraverso interventi dal lato delle entrate (anche con un nuovo intervento sulle imposte indirette), l'aumento di gettito implicherà automaticamente l'ulteriore aumento della pressione fiscale. <BR>A questo punto si arriverà al 44,1% nel 2012, contro il 43,8% previsto dalla nota di aggiornamento del «Def» in discussione in Parlamento, mentre <STRONG>nel 2013 si toccherà quota 44,8%</STRONG> (rispetto a 43,9% della Nota). <BR>Lo stesso livello record del 44,8% è previsto per il 2014, contro il 43,7% del «Def». </P>
<P>Se si esamina il dato relativo al totale delle entrate finali, nel 2014 (considerati anche i 20 miliardi della delega) si toccherà l'astronomica cifra di 838,6 miliardi, una percentuale che si avvicina al 50% del Pil Nel caso in cui venisse approvato il Ddl delega sul fisco, si opererebbe attraverso un mix di interventi fiscali sulle <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/index.jsp">agevolazioni</A>&nbsp; e con tagli alla spesa. <BR>Molti in realtà sostengono che la pressione fiscale effettiva è destinata a crescere ben al di là delle ultimissime stime del governo. <BR>La voce «riduzione delle agevolazioni fiscali», magna pars di una manovra che nel combinato dei due decreti di luglio e agosto a regime ammonta a 59 miliardi, nella Nota di aggiornamento al Def è indicata su una linea separata, al di sotto della pressione fiscale (segnalata per memoria nel conto economico). <BR>Nella stessa Nota si precisa al riguardo che l'imputazione di tali risorse potrà avvenire solo attraverso la «puntuale definizione» delle riduzioni (vale a dire con l'attuazione della delega) oppure in seguito all'operare delle clausole di salvaguardia. </P>
<P>La delega dovrebbe essere approvata entro il settembre del 2012. <BR><STRONG>Il clima politico non sembra proprio propizio al varo di una riforma fiscale di tale rilievo (che peraltro prevede tre sole aliquota Irpef al 20, 30 e 40%)</STRONG>, attraverso un consenso auspicabilmente bipartisan, in linea con i richiami che giungono da Quirinale. <BR>Dunque appare probabile che alla fine sarà la clausola di salvaguardia ad assicurare il maggior gettito. Il che vuol dire in sostanza che <STRONG>si opererà con tagli </STRONG>(lineari nell'indicazione di partenza, selettivi nella sostanza) <STRONG>alla miriade di agevolazioni, fiscali e assistenziali tuttora presenti nell'ordinamento.</STRONG> <BR>A quel punto l'ulteriore incremento della pressione fiscale sarà di fatto inevitabile. </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Dino Pesole</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/59/aumenta-la-pressione-fiscale-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/59/aumenta-la-pressione-fiscale-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Taglio dell’Irap e riduzione del cuneo fiscale: le proposte del Manifesto delle imprese.</title>
      <description>Riforme fiscali per 6 miliardi di euro.</description>
      <pubDate>2011-10-09T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/' /><br/><P>Interventi fiscali per 6 miliardi di euro. <BR>Integralmente coperti da una patrimoniale strutturale ad aliquota ridotta, che secondo alcune ipotesi potrebbe essere dell'1,5 per mille su tutti gli attivi mobiliari e immobiliari, e con esenzione per i patrimoni inferiori a 1,5 milioni di euro. <BR>Cui si possono aggiungere, in termini di riduzioni di spesa, gli effetti prodotti dalla riforma delle pensioni: da 2,9 miliardi di euro nel 2013 a 18 miliardi nel 2019. <BR><STRONG>Risorse da destinare alla riduzione del prelievo fiscale su lavoro e imprese.</STRONG></P>
<P>La proposta del Manifesto delle imprese, promossa da Confindustria, Abi e Rete Imprese, poggia su un'attuazione in tempi rapidi della riforma fiscale, sia per non perdere credibilità con i mercati internazionali, sia per non far scattare la clausola di salvaguardia prevista dalla manovra estiva e destinata a tagliare a regime le agevolazioni fiscali e assistenziali per 20 miliardi di euro.</P>
<P><STRONG>La riduzione del cuneo tra costo del lavoro e retribuzione netta è una delle misure per ridare competitività alle aziende.</STRONG> <BR>Per questo sul tavolo del confronto banche, industria, cooperative, artigiani e commercianti mettono il <STRONG>raddoppio degli attuali importi forfettari della deduzione Irap per il cuneo fiscale</STRONG> (necessari 1,8 miliardi). <BR>Sull'Irap che grava sul costo del lavoro, le imprese chiedono (costo stimato in 140 milioni) <STRONG>la deduzione dall'imponibile Irap delle spese sostenute per gli apprendisti anche dopo la trasformazione del loro contratto di lavoro.</STRONG></P>
<P><BR>Per gli investimenti in house, così come per quelli realizzati in collaborazione con il sistema pubblico di ricerca, si ipotizza un credito d'imposta automatico e decennale per sostenere ricerca e innovazione. <BR>Ciò che chiedono da sempre le imprese è la possibilità di poter contare su una quantificazione preventiva dell'ammontare complessivo richiesto come credito d'imposta. <BR>L'intervento viene quantificato in un miliardo di euro.<BR><BR><STRONG>Decontribuzione dei premi di produttività e un Aiuto alla crescita economica (Ace) per favorire la capitalizzazione delle imprese</STRONG>. <BR>Un premio Ires parametrato al capitale immesso nell'impresa, diversificato e su misura anche per le imprese individuali e e le società di persone. Una sorta di Dit e Superdit di nuova generazione. <BR>Mentre la certezza del diritto e la lotta all'evasione, con un forte contrasto all'uso del contante (utilizzo fino a 500 euro), sono i cavalli di battaglia irrinunciabile del sistema produttivo. <BR>Il cambio di regole in corsa spesso finisce per costituire una tassazione occulta e aggiuntiva dovuta in nome della complicazione. <BR>Mentre l'evasione è concorrenza sleale. La lotta all'evasione passa anche per un premio al "fatturato" riconosciuto ai contribuenti soggetti agli studi di settore che aumentano il reddito fatturato rispetto alla soglia di congruità. <BR>C'è poi il capitolo patrimoniale: le persone fisiche dovranno indicare il proprio stato patrimoniale in dichiarazione dei redditi; sul patrimonio netto delle persone fisiche, si potrebbe applicare un'imposta annuale, con aliquote contenute e una serie di esenzioni. </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Marco Mobili</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/58/taglio-dell-irap-e-riduzione-del-cuneo-fiscale--le-proposte-del-manifesto-delle-imprese-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/58/taglio-dell-irap-e-riduzione-del-cuneo-fiscale--le-proposte-del-manifesto-delle-imprese-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Taglio dell’Irap e riduzione del cuneo fiscale: le proposte del Manifesto delle imprese.</title>
      <description>Riforme fiscali per 6 miliardi di euro.</description>
      <pubDate>2011-10-09T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/5197235Small fisco 10 10.jpg' /><br/><P>Interventi fiscali per 6 miliardi di euro. <BR>Integralmente coperti da una patrimoniale strutturale ad aliquota ridotta, che secondo alcune ipotesi potrebbe essere dell'1,5 per mille su tutti gli attivi mobiliari e immobiliari, e con esenzione per i patrimoni inferiori a 1,5 milioni di euro. <BR>Cui si possono aggiungere, in termini di riduzioni di spesa, gli effetti prodotti dalla riforma delle pensioni: da 2,9 miliardi di euro nel 2013 a 18 miliardi nel 2019. <BR><STRONG>Risorse da destinare alla riduzione del prelievo fiscale su lavoro e imprese.</STRONG></P>
<P>La proposta del Manifesto delle imprese, promossa da Confindustria, Abi e Rete Imprese, poggia su un'attuazione in tempi rapidi della riforma fiscale, sia per non perdere credibilità con i mercati internazionali, sia per non far scattare la clausola di salvaguardia prevista dalla manovra estiva e destinata a tagliare a regime le agevolazioni fiscali e assistenziali per 20 miliardi di euro.</P>
<P><STRONG>La riduzione del cuneo tra costo del lavoro e retribuzione netta è una delle misure per ridare competitività alle aziende.</STRONG> <BR>Per questo sul tavolo del confronto banche, industria, cooperative, artigiani e commercianti mettono il <STRONG>raddoppio degli attuali importi forfettari della deduzione Irap per il cuneo fiscale</STRONG> (necessari 1,8 miliardi). <BR>Sull'Irap che grava sul costo del lavoro, le imprese chiedono (costo stimato in 140 milioni) <STRONG>la deduzione dall'imponibile Irap delle spese sostenute per gli apprendisti anche dopo la trasformazione del loro contratto di lavoro.</STRONG></P>
<P><BR>Per gli investimenti in house, così come per quelli realizzati in collaborazione con il sistema pubblico di ricerca, si ipotizza un credito d'imposta automatico e decennale per sostenere ricerca e innovazione. <BR>Ciò che chiedono da sempre le imprese è la possibilità di poter contare su una quantificazione preventiva dell'ammontare complessivo richiesto come credito d'imposta. <BR>L'intervento viene quantificato in un miliardo di euro.<BR><BR><STRONG>Decontribuzione dei premi di produttività e un Aiuto alla crescita economica (Ace) per favorire la capitalizzazione delle imprese</STRONG>. <BR>Un premio Ires parametrato al capitale immesso nell'impresa, diversificato e su misura anche per le imprese individuali e e le società di persone. Una sorta di Dit e Superdit di nuova generazione. <BR>Mentre la certezza del diritto e la lotta all'evasione, con un forte contrasto all'uso del contante (utilizzo fino a 500 euro), sono i cavalli di battaglia irrinunciabile del sistema produttivo. <BR>Il cambio di regole in corsa spesso finisce per costituire una tassazione occulta e aggiuntiva dovuta in nome della complicazione. <BR>Mentre l'evasione è concorrenza sleale. La lotta all'evasione passa anche per un premio al "fatturato" riconosciuto ai contribuenti soggetti agli studi di settore che aumentano il reddito fatturato rispetto alla soglia di congruità. <BR>C'è poi il capitolo patrimoniale: le persone fisiche dovranno indicare il proprio stato patrimoniale in dichiarazione dei redditi; sul patrimonio netto delle persone fisiche, si potrebbe applicare un'imposta annuale, con aliquote contenute e una serie di esenzioni. </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Marco Mobili</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/57/taglio-dell-irap-e-riduzione-del-cuneo-fiscale--le-proposte-del-manifesto-delle-imprese-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/57/taglio-dell-irap-e-riduzione-del-cuneo-fiscale--le-proposte-del-manifesto-delle-imprese-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Come correggere le fatture emesse con Iva al 20% invece che al 21%.</title>
      <description>Se il documento fiscale non è ancora stato consegnato può essere annullato.</description>
      <pubDate>2011-09-25T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/891462Small fisco 26 09.jpg' /><br/><P><STRONG>Per correggere fatture emesse erroneamente con l'aliquota Iva del 20% al posto del 21%</STRONG>, da applicare per tutte le operazioni effettuate dal 17 settembre 2011, deve essere emessa una nuova fattura con l'addebito al cliente della sola maggior imposta. Se la fattura errata è stata solo stampata, ma non consegnata, è possibile annullarla e rimetterne una corretta.<BR>Spetta, quindi, <STRONG>al cedente/commissionario la regolarizzazione dell'operazione</STRONG>, ma se ciò non avviene, ad esempio per un errata interpretazione del momento di effettuazione dell'operazione, il cessionario/committente può evitare le sanzioni se, entro 30 giorni dalla registrazione della fattura errata nel registro degli acquisti, versa la maggiore Iva, che gli sarebbe stata addebitata, e se si presenta all'agenzia delle Entrate con un'autofattura in duplice copia, contenente le stesse indicazioni che avrebbe dovuto avere la nota di variazione in aumento, che il cedente avrebbe dovuto emettere.</P>
<P><STRONG>Annullamento fattura</STRONG> </P>
<P>Per considerare emessa una fattura non è sufficiente la sua stampa, ma è necessaria anche la «sua consegna o spedizione all'altra parte» o la sua trasmissione per via elettronica. Per questo motivo, se prima della consegna o della spedizione del documento Iva al cliente, ci si accorge di non aver indicato «con esattezza l'ammontare imponibile o l'imposta dovuta» è possibile procedere all'annullamento della fattura predisposta, sostituendola con un'altra fattura regolamentare. In questo caso, quindi, non va emessa una nota di variazione in aumento.</P>
<P><STRONG>Variazione in aumento</STRONG></P>
<P>Invece, se successivamente all'emissione della fattura, cioè dopo la sua consegna o spedizione al cliente, l'ammontare della «relativa imposta viene ad aumentare per qualsiasi motivo, compresa la rettifica di inesattezze della fatturazione o della registrazione», deve essere emessa un'altra fattura (cosiddetta fattura integrativa o nota di variazione in aumento), datata e numerata in ordine progressivo per anno solare. La numerazione può osservare la stessa progressività delle altre fatture attive. Deve essere annotata nel registro delle fatture emesse entro 15 giorni dalla sua emissione, ma con riferimento alla data della loro emissione. Quindi, la relativa imposta va contabilizzata nella liquidazione periodica e nella dichiarazione annuale Iva di competenza.<BR>L'emissione della fattura per variazione in aumento della sola imposta è obbligatoria, a differenza di quelle in diminuzione, e deve contenere tutti i dati richiesti, oltre che richiamare la fattura originaria che va a integrare.</P>
<P><STRONG>Il cessionario</STRONG></P>
<P><STRONG><BR></STRONG>Nel caso in cui per la cessione di beni o per la prestazione di servizi sia stata emessa una fattura irregolare (con Iva al 20%, invece che al 21%), il cessionario o il committente che ha acquistato i beni o i servizi nell'esercizio di imprese, arti o professioni, è punito, salva la responsabilità del cedente o del commissionario, con una sanzione amministrativa del 100% della maggior imposta non esposta nella fattura ricevuta, con un minimo di 258,23 euro. Non viene colpito da queste sanzioni se regolarizza l'operazione, versando la maggiore imposta dovuta (pari all'1% dell'imponibile) e presentando alle Entrate, «entro il trentesimo giorno successivo» a quello della registrazione del documento Iva irregolare, un'autofattura in duplice copia, recante le stesse indicazioni che avrebbe avuto la fattura integrativa, se fosse stata emessa dal cedente/commissionario. </P>
<P><BR>Si tratta della stessa procedura che deve essere seguita, per evitare le sanzioni, nel caso in cui non si riceva la fattura dal cedente/commissionario entro quattro mesi dalla data di effettuazione dell'operazione. In questo caso, la regolarizzazione, con il versamento dell'imposta e con l'emissione dell'autofattura da presentare alle Entrate, deve essere effettuata entro il trentesimo giorno successivo ai quattro mesi dalla data di effettuazione dell'operazione.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Luca De Stefani</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/45/come-correggere-le-fatture-emesse-con-iva-al-20--invece-che-al-21--</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/45/come-correggere-le-fatture-emesse-con-iva-al-20--invece-che-al-21--</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Taglio al cuneo fiscale e contratti d'inserimento.</title>
      <description>Tre proposte su fisco, mercato del lavoro e liberalizzazioni.</description>
      <pubDate>2011-09-22T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Le cause principali della bassa crescita del nostro Paese sono note: la presenza di aree geografiche e settori caratterizzati da bassa produttività, dimensione limitata delle imprese e pochi investimenti; una scarsa valorizzazione dei giovani e del capitale umano nel mercato del lavoro e bassi incentivi all'attività imprenditoriale; una pressione fiscale eccessiva su imprese e lavoratori. </P>
<P><BR><STRONG>Il nostro Paese è in cima alle classifiche Ocse per pressione fiscale</STRONG>, presenza del settore pubblico nell'economia, limiti alla concorrenza nel mercato dei prodotti, complessità e vincoli legislativi in tema di contratti di lavoro.<BR>Cosa fare per cercare di correggere questi problemi? Ecco i miei tre interventi preferiti. Essi agiscono, rispettivamente, sul sistema fiscale, sul mercato del lavoro e sul livello di concorrenza dei mercati. </P>
<UL>
<LI><STRONG>Riduzione del cuneo fiscale e dell'Irap </STRONG>finanziati mediante un intervento sul sistema pensionistico (aumento dell'età pensionabile e introduzione del contributivo pro-rata), una forte razionalizzazione dei costi della pubblica amministrazione e la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa (modulata in senso progressivo).</LI>
<LI>Un intervento legislativo deciso su rappresentanza sindacale e derogabilità delle norme del contratto nazionale, per <STRONG>incentivare la diffusione della contrattazione aziendale e territoriale, </STRONG>insieme alla sperimentazione di contratti di inserimento per i giovani sul mercato del lavoro che consentano una maggiore libertà di licenziamento (protezione progressiva di carattere pecuniario). </LI>
<LI>Liberalizzazione e abbattimento delle barriere all'entrata nei mercati delle professioni e dei servizi, insieme ad un vasto<STRONG> programma di privatizzazione delle imprese a </STRONG>capitale pubblico.</LI></UL>
<P>Perché queste misure sono importanti? La riduzione del carico fiscale su imprese e lavoro può incoraggiare la formazione professionale, il livello di istruzione e l'attività imprenditoriale. </P>
<P><BR>Gli interventi legislativi sul mercato del lavoro possono aiutare la crescita dimensionale delle imprese e incoraggiare gli investimenti (anche dall'estero). Inoltre, essi possono generare una maggiore articolazione dei contratti a livello aziendale e territoriale in modo da ridurre il gap di produttività tra settori e aree geografiche del paese. </P>
<P>Infine, le liberalizzazioni sono fondamentali per migliorare la produttività e abbassare i costi dei beni intermedi, che sono alla base della perdita di competitività dell'Italia nei confronti dei nostri partner. </P>
<P><BR>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Pietro Reichlin, Luiss Guido Carli</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/42/taglio-al-cuneo-fiscale-e-contratti-dinserimento-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/42/taglio-al-cuneo-fiscale-e-contratti-dinserimento-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Le novità della manovra finanziaria sugli accertamenti esecutivi.</title>
      <description>Le novità della manovra finanziaria sugli accertamenti esecutivi.</description>
      <pubDate>2011-09-21T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/7822789Small - fisco 22 09 prova.jpg' /><br/><P>Tra le novità della manovra estiva vi sono gli accertamenti esecutivi che debuttano dal 1° ottobre. Il rinvio rispetto alla scadenza del 1° luglio, disposto dal Dl 98/11, si è reso infatti necessario per le modifiche apportate dalla legge di conversione del decreto Sviluppo. </P>
<P>Il nuovo istituto troverà applicazione a partire dagli accertamenti effettuati ai fini Iva, Irap e delle imposte dirette, relativi alle annualità 2007 e successive.<BR>La peculiarità di questi atti consiste nel fatto che conterranno l'intimazione a pagare le somme dovute entro il termine della proposizione del ricorso. </P>
<P>Se il contribuente non adempie, decorsi i successivi 30 giorni, il carico tributario è affidato all'agente della riscossione. Le procedure di recupero coattivo vengono poi attivate senza notifica della cartella di pagamento. </P>
<P>Questo significa, dunque, che il contribuente, dopo aver ricevuto l'atto di accertamento, potrebbe vedersi raggiunto direttamente dagli atti dell'espropriazione (pignoramento mobiliare o pignoramento presso terzi) senza ulteriore preavviso.</P>
<P><BR>Le cose non cambiano se il contribuente propone ricorso contro l'avviso. La sola differenza riguarda ovviamente le somme dovute, che in questa eventualità sono pari a quelle dell'iscrizione a ruolo provvisoria. </P>
<P>Al riguardo, si ricorda che la stessa legge 106 ha portato dalla metà a un terzo del maggior importo accertato la somma da pagare in pendenza di giudizio.</P>
<P><BR>Per rendere meno traumatica l'introduzione dell'accertamento esecutivo, sono state apportate significative modifiche dalla manovra estiva. In primo luogo, è stato previsto che, in caso di mancato pagamento nei termini, non viene irrogata l'ulteriore sanzione del 30%. </P>
<P>È stata inoltre disposta una moratoria di 180 giorni degli atti esecutivi. Durante questo periodo maturano comunque gli interessi di mora, ma l'agente della riscossione non può attivare l'espropriazione forzata. </P>
<P>La sospensione non vale né per i provvedimenti cautelari (iscrizione di ipoteca o fermi amministrativi) né nel caso in cui vi sia un fondato pericolo per l'esazione del credito erariale.</P>
<P><BR>Il periodo di 180 giorni ha lo scopo di mettere il contribuente in condizioni di chiedere la sospensiva al giudice tributario. </P>
<P>Sempre con la manovra estiva infatti si è stabilito che le domande di sospensione cautelare debbano essere decise entro 180 giorni. </P>
<P>Tuttavia, poiché questo non è un termine perentorio, l'effettivo rispetto della scadenza di legge dipenderà dalla maggiore o minore efficienza delle singole Commissioni tributarie.</P>
<P><BR>Si segnala infine che l'espropriazione forzata deve iniziare, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui la pretesa è divenuta definitiva.</P>
<P><BR>L'operatività dell'accertamento esecutivo cambierà le strategie difensive dei contribuenti. In primo luogo, per differire nel tempo la scadenza di pagamento potrà essere presentata un'istanza di accertamento con adesione. </P>
<P>Questa procedura prevede infatti la sospensione di 90 giorni dei termini per ricorrere. Inoltre, al fine di accelerare i tempi occorrerà proporre la domanda cautelare già in sede di redazione del ricorso. Non mancano peraltro problemi e incognite.</P>
<P><BR>Il passaggio del carico all'agente della riscossione dovrà essere comunicato al contribuente perché questi potrebbe avere interesse a chiedere la dilazione del pagamento. </P>
<P>D'altro canto, poiché la dilazione può essere domandata solo dopo la trasmissione dell'accertamento a Equitalia, il contribuente dovrà subire sempre l'addebito dell'intero aggio di riscossione del 9 per cento.</P>
<P><BR>Non è chiaro inoltre come il contribuente verrà a sapere del fondato pericolo della riscossione del credito erariale. </P>
<P>In questa ipotesi, in verità, sono previste due penalizzazioni: diventa esigibile l'intero importo accertato, compreso sanzioni e interessi; non opera la sospensione delle procedure per 180 giorni. Sarà quindi necessario notificare una specifica comunicazione.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Luigi Lovecchio</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/39/</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/39/</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Nuovi poteri al fisco per aumentare gli accertamenti.</title>
      <description>Potrà ottenere in banca liste di contribuenti sospetti da sottoporre a verifica.</description>
      <pubDate>2011-09-20T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/12089973-Small-fisco19_09.jpg' /><br/><P>Il fisco avrà presto nuovi poteri per accedere alle informazioni detenute da banche e intermediari finanziari. </P>
<P><BR>Il maxiemendamento alla manovra di ferragosto attribuisce infatti all'agenzia delle Entrate la facoltà di procedere all'elaborazione di specifiche "liste selettive", basate sulle informazioni relative a rapporti e operazioni finanziarie ottenute direttamente dal sistema degli intermediari. </P>
<P><STRONG>Le liste saranno quindi utilizzate per individuare i contribuenti da sottoporre a controllo e a verifica fiscale. </STRONG></P>
<P><STRONG><BR></STRONG>Si tratta di una svolta di non poco conto. Per la prima volta - con l'obiettivo di colpire i forzieri che detengono i frutti dell'evasione e della frode fiscale - il fisco, derogando a qualsiasi principio di tutela del segreto bancario, è abilitato a compiere attività di selezione automatica per masse di soggetti che gli consentirà di individuare, in relazione a singoli contribuenti,<STRONG> le anomalie che caratterizzano la gestione del denaro contante ovvero la movimentazione di portafogli azionari e/o obbligazionari. </STRONG></P>
<P><STRONG>Informazioni accessibili</STRONG></P>
<P>Per creare le liste selettive il fisco avrà a disposizione due diverse fonti di informazioni. La prima, già disponibile presso un'apposita sezione dell'anagrafe tributaria, costituita dall'archivio dei rapporti finanziari. La seconda, di gran lunga più interessante e finora accessibile solo dopo un'articolata procedura autorizzativa, costituita dagli stessi intermediari finanziari. In relazione a questa seconda fonte informativa, però, il fisco dovrà preventivamente sentire le associazioni di categoria degli intermediari stessi. </P>
<P><BR>L'archivio dei rapporti (alimentato di continuo dagli intermediari) contiene - in modo distinto per contribuente e intermediario - le informazioni relative a tutti rapporti finanziari esistenti in Italia (o cessati) a decorrere dal 2005.<BR>L'archivio, inoltre, registra – anche in questo caso distinto sempre per contribuente e per intermediario – le operazioni fuori conto realizzate dal contribuente. In effetti, l'archivio gestisce per rapporti e operazioni fuori conto solo l'identificativo del rapporto, gli identificativi dei titolari o dei delegati del conto stesso.<BR>Gli intermediari finanziari sono invece in grado di fornire informazioni di dettaglio su rapporti finanziarie e operazioni fuori conto. <BR>In particolare, potranno fornire informazioni sulle movimentazioni giornaliere dei conti e dei depositi titoli; sulla realizzazione di operazioni fuori conto (vale a dire operazioni realizzate direttamente allo sportello che non transitano sul conto (vedi il cambio assegni) e sul contenuto dei singoli atti dispositivi (emissione di assegni, bonifici, acquisto e vendita di titoli).</P>
<P><STRONG>Elaborazione delle liste </STRONG></P><STRONG>
<P><BR></STRONG>I risultati delle elaborazioni forniranno indicatori di anomalia. Sarà possibile<STRONG> individuare specifiche anomalie: a esempio, l'agenzia potrebbe individuare categorie di contribuenti che hanno posto in essere operazioni non coerenti rispetto al proprio profilo economico-finanziario</STRONG>, oppure contribuenti che hanno utilizzato particolari mezzi e modalità di pagamento. </P>
<P><BR>A esempio potrebbe risultare anomalo un uso ripetuto e ingiustificato di contante, il ricorso a tecniche di frazionamento, l'utilizzo di carte di pagamento non coerente con la ordinaria modalità operativa del cliente, una movimentazione eccessiva dei conti di deposito. </P>
<P><BR>L'anomalia finanziaria, però, potrebbe non bastare per attivare una selezione di soggetti da sottoporre a controllo e quindi sarà necessario che l'Agenzia realizzi anche degli ulteriori incroci che possano suffragare l'anomalia riscontrata. Per esempio molto utile, in caso di ripetuti cambi d'assegni, sarebbe verificare sul campo degli investimenti immobiliari l'utilizzo del denaro contante. Un altro incrocio necessario, nel caso di riscontro di un'eccessiva movimentazione sul conto corrente di danaro, potrebbe essere quello di analizzare la coerenza di tali movimentazioni con le dichiarazioni dei redditi presentate dal contribuente. </P>
<P><BR>Le anomalie e gli incroci patrimoniali consentiranno, finalmente, al fisco di creare le liste di controllo e di attivare specifiche attività di accertamento quali a esempio: controlli automatici (redditometro o studi di settore); ovvero potranno essere attivate richieste di chiarimenti con l'instaurazione di un contraddittorio con il contribuente ovvero con l'invio di questionari ovvero potranno essere aperte delle vere e proprie verifiche presso il contribuente. </P>
<P><BR>All'interno di questi controlli sarà possibile, poi, attivare ulteriori indagini finanziarie e patrimoniali che consentiranno al fisco di utilizzare a pieno anche i poteri istruttori di accertamento e le presunzioni o il meccanismo dell'inversione dell'onere probatorio.</P>
<P><BR>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Benedetto Santacroce</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/38/nuovi-poteri-al-fisco-per-aumentare-gli-accertamenti-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/38/nuovi-poteri-al-fisco-per-aumentare-gli-accertamenti-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Manovra: aumento dell'Iva a più velocità.</title>
      <description>Ancora con il vecchio prelievo alcune operazioni a cavallo tra i due regimi.</description>
      <pubDate>2011-09-18T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/15485131Small-fisco.jpg' /><br/><P><STRONG>Aumento dell'aliquota Iva ordinaria dal 20 al 21 per cento</STRONG>, ma non solo. </P>
<P>Le legge di conversione del Dl 138/201 contiene <STRONG>diverse novità in materia di Iva </STRONG>che sono entrate in vigore venerdì 23/9, giorno di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento; per i depositi Iva, invece, occorre attendere un provvedimento di attuazione.</P>
<P><BR>L'aumento di un punto percentuale dell'aliquota ordinaria dal 20 al 21 per cento si trascina dietro tutta una serie di problematiche che sono collegate alla variazione dell'imposta. </P>
<P>Esse riguardano sia il comportamento che i contribuenti dovranno seguire per le operazioni "a cavallo" tra le due aliquote, sia lo scorporo dell'imposta contenuta nei corrispettivi "Iva compresa", sia la fatturazione che la liquidazione periodica dell'Iva. </P>
<P>Il provvedimento contiene anche altre disposizioni che interessano l'Iva e che riguardano: l'abolizione dell'esonero della certificazione per gli stabilimenti balneari e i depositi Iva. </P>
<P>L'aumento dell'aliquota riguarda la generalità delle operazioni imponibili, eccettuate quelle aventi per oggetto i beni e servizi per cui sono previste le aliquote agevolate del 4 e del 10 per cento. </P>
<P>Le operazioni che si considereranno effettuate dopo l'aumento dell'aliquota dovranno rispettare la nuova percentuale. </P>
<P>Per i contribuenti Iva, quindi, si potrà verificare una delle seguenti situazioni:</P>
<UL>
<LI>pagamento di precedenti acconti. Sugli acconti pagati prima dell'entrata in vigore della maggiorazione, si applicherà l'aliquota del 20% mentre la maggiorazione del 21% riguarderà solo le fatture a saldo;</LI>
<LI>fattura anticipata. Se una fattura ha preceduto la consegna del bene o il pagamento del corrispettivo, sull'importo fatturato si pagherà l'aliquota del 20% vigente alla data di emissione della fattura;</LI>
<LI>consegna di beni con fattura differita. È rilevante la data della consegna del bene per cui anche la fattura, emessa entro il 15 del mese successivo, segue la vecchia aliquota del 20% esistente alla data della consegna;</LI>
<LI>nota di variazione in diminuzione. Per eventuali note di credito si segue l'aliquota vigente alla data dell'operazione cui si riferisce la variazione.</LI></UL>
<P>In considerazione della nuova aliquota, viene poi modificato il secondo comma dell'articolo 27 del Dpr 633/1972, adeguando le modalità di scorporo dell'imposta da parte dei soggetti che annotano i corrispettivi lordi. </P>
<P>La modifica, però, ha lasciato il metodo matematico, abolendo quello semplificato dei coefficienti di scorporo. </P>
<P><BR>Per quanto riguarda le cessioni di beni o le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato e degli enti e istituti (Regione, Provincia, Comuni, Asl, istituti universitari, eccetera), se la fattura è stata emessa e contemporaneamente registrata dal fornitore fino al giorno precedente alla data di entrata in vigore della maggiorazione, si mantiene l'aliquota del 20% anche se in tale giorno il corrispettivo non è stato ancora pagato. </P>
<P>Il fornitore, quindi, non soltanto dovrà dimostrare di avere emesso – ossia consegnato o spedito – la fattura in data anteriore all'entrata in vigore dell'aliquota maggiorata, ma dovrà anche provare di aver annotato il documento nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/31/</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/31/</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Approvata la manovra economica del Governo.</title>
      <description>Subito aumento dell’Iva dal 20 al 21%.</description>
      <pubDate>2011-09-18T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/12089973-Small-fisco.jpg' /><br/><P><STRONG>La manovra di Ferragosto è legge</STRONG>. Nata per anticipare al 2013 il pareggio di bilancio, <STRONG>la manovra contiene misure per 54,3 miliardi nel 2013, di cui il 65% arriverà da nuove entrate (35,4 miliardi). </STRONG></P>
<P>Tra queste ultime 4,236 arriveranno dall'aumento di un punto dell'Iva. </P>
<P>Dalle tv al vino, dai giocattoli alle automobili, dalle scarpe ai detersivi, molti prodotti saranno più cari per il ritocco dell'aliquota Iva dal 20 al 21%. </P>
<P><BR>Doveva essere la manovra della super-Irpef con l'arrivo (anche se solo come clausola di salvaguardia) dell'aliquota al 48% nel caso di un contributo di solidarietà troppo elevato tra 90mila e i 150mila euro e i sopra i 150mila euro. </P>
<P>Alla fine la solidarietà la dovranno versare nella misura del 3% con la prossima dichiarazione i contribuenti Irpef che hanno redditi complessivi superiori ai 300mila euro.</P>
<P><BR>Sul fronte delle maggiori imposte da versare con la manovra i contribuenti a partire dal 2012 dovranno fare i conti anche con le maggiorazioni <STRONG>delle addizionali all'Irpef che Comuni e Regioni potranno aumentare</STRONG>, rispettivamente, fino al tetto massimo dello 0,8% e dell'1,4% fino al 2014. </P>
<P>Sempre dal prossimo 1° gennaio 2012 i contribuenti dovranno misurarsi anche con l'armonizzazione delle rendite finanziarie che scenderanno dal 27 al 20% per i depositi bancari e aumenteranno dal 12,5 % al 20% per i capital gains. </P>
<P>Resterà tutto invariato al 12,5% per i titoli pubblici. </P>
<P><BR>Per le imprese del settore energetico è già scattato per l'anno d'imposta in corso, e dunque dal 1° gennaio 2011, l'aumento della Robin tax che passa dal 6,5% al 10, 5%. Una misura da cui il Governo si attende 1,8 miliardi, tutti destinati a ridurre i tagli ai Comuni facendoli scendere da 6 a 4,2 miliardi. Mentre il mondo delle Cooperative dovrà fare i conti con il taglio delle agevolazioni e il peso degli utili sull'imponibile.</P>
<P><BR><STRONG>Con la manovra diventa operativo anche il nuovo pacchetto antievasione</STRONG>. </P>
<P>La misura più efficace per il fisco è senz'altro la possibilità per gli uffici finanziari di <STRONG>farsi consegnare dagli intermediari i dati delle movimentazioni bancarie per tutta una serie di contribuenti</STRONG>. </P>
<P>Le liste selettive che potranno essere così generate saranno utili soprattutto con il nuovo redditometro e con lo spesometro. Anche se attenuata con il maximendamento tornano le manette agli evasori. Non ci sarà sospensione della pena se l'evasione se per i reati meno gravi l'evasione supera i 3 milioni di euro mentre per i reati più gravi i 3 milioni di evasione dovranno rappresentare almeno il 30% del volume di affari. </P>
<P><STRONG>Stretta in arrivo anche per le società di comodo con un'addizionale del 10,5% all'Ires e l'indeducibilità dei costi sostenuti per i beni fittiziamente intestati</STRONG>. La lotta all'evasione passerà anche in Comune: per tre anni i sindaci potranno trattenere il 100% dell'incasso della lotta all'evasione. </P>
<P><BR>Non solo fisco. La manovra di Ferragosto porta con sè anche il taglio per 6 miliardi delle spese de ministeri, la riduzione dei costi della politica dalle auto blu al contributo di solidarietà raddoppiato ai parlamentari, dalla la riduzione delle indennità all'accorpamento dei piccoli Comuni e degli uffici giudiziari. </P>
<P>Rinviato, invece, al Ddl costituzionale il taglio delle province che comunque, come ha dichiarato ieri il ministro per la semplificazione, avrà un iter accelerato in Parlamento.</P>
<P><BR>C'è poi il capitolo lavoro dove spicca la norma inserita dal Governo al Senato sulle deroghe alla contrattazione collettiva e dunque anche ai licenziamenti.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE – Marco Mobili</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Le misure e la loro entrata in vigore:</P>
<P><STRONG>DA SUBITO (PUBBLICAZIONE DEL DECRETO IN GAZZETTA)</STRONG></P>
<P><STRONG>L'Iva passa dal 20 al 21%<BR></STRONG>L'aliquota ordinaria dell'Imposta sul valore aggiunto viene aumentata da subito di un punto percentaule e passa dal 20 al 21 per cento</P>
<P><STRONG>La contrattazione in azienda<BR></STRONG>I contratti sottoscritti a livello aziendale o territoriale a maggioranza dai sindacati più rappresentativi operano in deroga alle disposizioni di legge e ai contratti collettivi nazionali</P>
<P><STRONG>Carcere per i maxi evasori<BR></STRONG>Scattano le manette ai polsi di chi evade oltre 3 milioni di euro: l'imposta evasa dovrà però essere superiore al 30% del volume di affari</P>
<P><STRONG>Lotta evasione dei Comuni<BR></STRONG>Ai Comuni andrà il 100% del ricavato della lotta all'evasione alla quale hanno assicurato il loro contributo e la loro collaborazione</P>
<P><STRONG>Disincentivi uso contante<BR></STRONG>Vengono ridotte da subito le sanzioni amministrative a carico dei soggetti che utilizzano forme di pagamento diverse dal contante</P>
<P><STRONG>Liste contribuenti sospetti<BR></STRONG>L'Agenzia delle Entrate potrà compilare, sentite le categorie degli operatori finanziari, liste di contribuenti da sottoporre a controllo</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Fisco/30/</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Fisco/30/</guid>
    </item>
  </channel>
</rss>
