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    <title>Impresanews - Qualità-e-sicurezza</title>
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    <description>Impresanews</description>
    <language>it</language>
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      <title>Impresanews</title>
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    <item>
      <title>Contributi per le certificazioni ambientali ISO 14001 ed Emas.</title>
      <description>L’incentivo è destinato alle Pmi di tutta Italia.</description>
      <pubDate>2012-04-12T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/10778237Small qualità 13 04.jpg' /><br/><P>Le aziende di tutta Italia, grazie al <A href="http://www.eurogroup.biz/web/finanza-agevolata/leggi/DM-22302003-CERTIFICAZIONE-AMBIENTALE_2091.jsp"><STRONG>decreto 2230</STRONG></A> del ministero dell’Ambiente, possono ottenere contributi per finanziare i sistemi di gestione ambientale. <BR>La norma è destinata alle Pmi produttrici di beni e servizi attive nei settori estrattivo, manifatturiero, energetico, turistico-ricettivo (limitatamente ai soli alberghi), delle costruzioni e dello smaltimento di rifiuti solidi e liquidi. <BR>L’agevolazione prevede la concessione di <STRONG>contributi a fondo perduto che consentono di finanziare fino all’80% dei costi sostenuti per l’acquisizione delle certificazioni</STRONG>. <BR><BR>In particolare, per l’ottenimento della <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-EMAS-II-AMBIENTALE_3045.jsp"><STRONG>certificazione Emas</STRONG></A>&nbsp;le piccole imprese possono recuperare fino all’80% delle spese (sino a un massimo di 15 mila euro), mentre le medie imprese si fermano al 75% (max 30 mila euro). <BR><BR>Per la certificazione del sistema di <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-140012004-AMBIENTALE_199.jsp"><STRONG>gestione ambientale ISO 14001</STRONG></A>&nbsp;le piccole aziende possono recuperare fino al 40% (max 7.500 euro). <BR>Analoga percentuale per le medie imprese, ma con un massimale di 16 mila euro. <BR>Se l’azienda già dotata della certificazione ISO 14001 ottiene anche la certificazione Emas, può godere di un incentivo a fondo perduto fino all’80% (max 7.500 euro) per le piccole imprese e al 75% (max 7.500 euro) per le medie.<BR><BR>Tra le spese agevolabili figurano tutti i costi sostenuti per: </P>
<UL>
<LI>consulenze qualificate finalizzate a definire e progettare il sistema di gestione ambientale; </LI>
<LI>attività degli enti di verifica e/o certificazione; </LI>
<LI>realizzazione di indagini finalizzate all’analisi ambientale iniziale; </LI>
<LI>formazione specifica degli addetti e del responsabile del sistema di gestione ambientale. </LI></UL>
<P>L’acquisto e l’ammodernamento di macchinari per il monitoraggio ambientale <STRONG>non sono finanziabili</STRONG>, come pure le spese relative a misure, analisi e interventi correttivi tesi a dimostrare o conseguire il rispetto degli obblighi di legge in materia ambientale.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
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    </item>
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      <title>Con i dati di sostenibilità la Pmi migliora il rating.</title>
      <description>L’importanza della responsabilità sociale nella strategia aziendale.</description>
      <pubDate>2012-01-22T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/8012984Small  qualità 23 01 slider.jpg' /><br/><P>Che i numeri non siano tutto, nel raccontare la storia e l'andamento di un'impresa, è un fatto ormai acquisito. <BR>Che integrare il bilancio d'esercizio con indicatori non finanziari possa rivelarsi utile per illustrare posizionamento strategico, radicamento territoriale e solidità del business è tesi altrettanto nota e condivisa. <BR>L'asticella della sfida, in tema di responsabilità sociale, si va così spostando oltre: si può consolidare un'alleanza che non sia solo contingente fra istituzioni, banche, imprese e società civile per garantire al Paese una crescita sostenibile? <BR>E a livello tecnico è praticabile un'armonizzazione degli svariati tipi di report integrati oggi in uso, così che si possa avere una valutazione condivisa dei valori aziendali, alla stregua di quella consentita dal linguaggio dei numeri scritti in bilancio? <BR>Parte da questo obiettivo, non poco ambizioso, il 2012 della <STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CORPORATE-RESPONSIBILITY-REPORTING-RESPONSABILITA-SOCIALE_4385.jsp">Csr</A></STRONG>, quell'insieme di "buone pratiche" che imprese e organizzazioni hanno messo in campo, via via nel tempo, secondo i rispettivi filoni d'interesse, dato che si tratta di iniziative volontarie, al di là dei meri adempimenti. </P>
<P>Gli istituti di credito, nonostante il perdurare della crisi, si sono confermati anche nel 2011 attori di primo piano in materia, coinvolgendo la quasi totalità dell'industria bancaria in termini di totale attivo, pari all'80% del sistema. <BR>Particolarmente sviluppate le attività di reporting (il 77% delle banche pubblicano un rendiconto di sostenibilità), l'adozione di codici etici (a quota 80%) e l'offerta di prodotti finanziari per affrontare i cambiamenti climatici (74% dei casi). <BR><BR><STRONG>Il salto di qualità, però, può venire solo dall'integrazione delle singole pratiche nelle strategie aziendali </STRONG>e, in particolare, <STRONG>dalla possibilità di affinare, attraverso le informazioni di carattere extra-finanziario, i rating di credito delle imprese. <BR></STRONG>A questo scopo, già l'anno scorso era stato sottoscritto un protocollo tra Abi, Confindustria e ministero per lo Sviluppo economico, che giovedì 26 sarà "replicato" con la firma di un ulteriore documento, questa volta a validità biennale. <BR>«Nel 2011 - spiega Giovanni Sabatini, direttore generale dell'Abi - <STRONG>abbiamo lavorato con le banche per individuare modalità operative utili a integrare le informazioni extra-finanziarie nei processi di valutazione complessiva delle imprese</STRONG>. <BR>L'adesione al progetto è stata consistente e testimonia la seria volontà di dare sostegno alle Pmi e all'economia reale, pur entro i limiti imposti dalle norme; dai vincoli organizzativi e dalla generale contrazione di risorse che caratterizza questa fase». <BR><BR>«L'accordo con Abi e ministero dello Sviluppo economico firmato l'anno scorso ha suscitato molto interesse all'interno del sistema confindustriale -&nbsp; afferma Vincenzo Boccia, presidente della Piccola industria di Confindustria -.<STRONG>L'intesa ha contribuito a promuovere le iniziative di sostenibilità e il riconoscimento degli asset intangibili, tema che fa registrare una crescente attenzione da parte delle imprese</STRONG>». <BR><BR>Ma quale può essere, in concreto, il passo avanti rispetto agli accordi sottoscritti l'anno scorso? <BR>Saranno avviati progetti pilota tra banche e Pmi con l'obiettivo di verificare come le informazioni extra-finanziarie siano utili a migliorare la valutazione del rischio di credito delle imprese. <BR>Per raggiungere il traguardo occorrono, a monte, sia un efficace processo di autovalutazione sul livello di adesione maturato intorno ai principi della Csr, sia un linguaggio comune nel valorizzare i dati di natura non contabile. </P>
<P><BR>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Elio Silva<BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/144/con-i-dati-di-sostenibilit--la-pmi-migliora-il-rating-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Gli incentivi per la sicurezza sul lavoro.</title>
      <description>Bando Inail, è già possibile predisporre le domande on line.</description>
      <pubDate>2011-12-27T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/12889044Small agevolazioni 28 11.jpg' /><br/><P>Via libera agli <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/custom/eSicurezza.jsp">incentivi per la sicurezza sul lavoro</A>. </P>
<P>Da oggi e fino al 17 marzo 2012 è possibile iniziare a predisporre le domande on line del bando Inail, mentre l'invio vero e proprio (che avverrà sempre con procedura on line) sarà possibile dopo il 14 marzo, in una data che deve ancora essere definita.</P>
<P><STRONG>Il bando 2011/2012 </STRONG></P>
<P>Il finanziamento rientra nelle attività previste dal Testo Unico sulla sicurezza (<A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CONSULENZA-PER-LAPPLICAZIONE-DEL-DLGS-812008-SICUREZZA_195.jsp">dlgs 81/2008</A>)&nbsp;che affida all'Inail il compito di finanziare con proprie risorse, progetti di investimento e di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rivolti in particolare alle piccole, medie e micro imprese. <BR>Il nuovo bando Inail è relativo alla seconda tranche dei contributi; per la prima tornata (nell'anno 2010) l'Inail mise a disposizione 60 milioni di euro, ora le risorse disponibili ammontano a 205 milioni di euro ripartiti in budget regionali (la ripartizione tiene conto del numero degli addetti e della gravità degli infortuni sul territorio); nel quadriennio 2011/2014 raggiungerà la cifra totale di circa 850 milioni. <BR>L'assegnazione dei contributi avverrà con procedura valutativa a sportello; ciò esclude, pertanto, la corsa del click day come avvenne nel 2010. <BR>Il bando si rivolge a tutte le imprese, che possono presentare un unico progetto per una sola unità produttiva. Si possono presentare solo progetti d'investimento o di adozione di modelli organizzativi (<A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-OHSAS-180012007-SICUREZZA_2965.jsp">Ohsas 18001</A>, linee guida Uni-Inail, <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CONSULENZA-PER-LAPPLICAZIONE-DEL-DLGS-23101_3005.jsp">modello 231</A>) e di responsabilità sociale (<A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-SA-8000-ETICA_201.jsp">SA 8000</A>). </P>
<P><STRONG>L’agevolazione concessa<BR><BR></STRONG>II contributo dell'Inail è pari al 50% delle spese ammesse in relazione a ciascun progetto presentato dalle aziende. È un contributo in conto capitale e non può superare i 100 mila euro. <BR><BR><STRONG>La presentazione delle domande<BR><BR></STRONG>In questi primi tre mesi, dunque, le imprese hanno la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e le modifiche necessarie, direttamente on line, allo scopo di verificare che i parametri associati alle proprie caratteristiche aziendali e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 105 (punteggio soglia). <BR>I parametri da considerare per il raggiungimento del punteggio soglia attengono principalmente a: dimensione aziendale, rischiosità dell'attività di impresa, numero di destinatari, finalità, tipologia ed efficacia dell'intervento, con la ulteriore previsione di un bonus nel caso di collaborazione con le parti sociali nella realizzazione dell'intervento. <BR><BR>Una volta trasmesse, le domande verranno registrate nell'ordine cronologico di arrivo; il relativo elenco per ciascuna regione e provincia autonoma sarà messo online sul portale dell'istituto. <BR>Saranno ammesse alle fasi di conferma e di verifica dei requisiti le domande collocate nell'elenco cronologico fino alla copertura delle risorse disponibili. <BR>II contributo sarà erogato dopo la realizzazione del progetto, salvo un'anticipazione richiedibile per le domande superiori a 30 mila euro. <BR>In particolare, in caso di ammissione l'impresa ha un termine massimo di 12 mesi per realizzare e rendicontare il progetto. <BR>Entro 90 giorni dal ricevimento della rendicontazione, in caso di esito positivo delle verifiche, l'Inail predisporrà quanto necessario all'erogazione del contributo. </P>
<P><BR>Fonte: ITALIA OGGI<BR></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/131/gli-incentivi-per-la-sicurezza-sul-lavoro-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Sistri, pubblicato il rinvio al 30 aprile 2012.</title>
      <description>Proroga ufficiale per la scheda Sistri.</description>
      <pubDate>2011-12-26T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/' /><br/><P>Tirano un sospiro di sollievo le migliaia di imprese obbligate alla dichiarazione Sistri per i rifiuti prodotti, recuperati e smaltiti dal 1°gennaio al 31 dicembre 2011. <BR><STRONG>Il termine per la presentazione è, infatti, stato prorogato al 30 aprile 2012 rispetto all'originaria scadenza del 31 dicembre 2011.</STRONG> <BR>A disporlo è il decreto del ministero del l'Ambiente, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 23 dicembre. <BR><BR>Il decreto si porta avanti anche per la dichiarazione 2012 prevedendo che i rifiuti prodotti, smaltiti e recuperati nel periodo 2012 non coperto dal Sistri, dovranno essere dichiarati «entro sei mesi dalla data di entrata in operatività del Sistri». <BR><BR>Tale data oggi è prevista nel 9 febbraio 2012; quindi, se ci saranno altre proroghe del Sistri, non ci sarà bisogno di altri decreti per il rinvio del "mudino". <BR><BR>Il Sistri dovrebbe acquisire i dati in tempo reale; ma fino a quando non partirà, l'invio della "scheda Sistri" è necessario, perché il Mud non esiste più. <BR>Le sanzioni per l'omessa, incompleta o inesatta "scheda Sistri" sono le stesse già previste per il Mud: da 2.600 a 15.500 euro; se la presentazione avviene entro i successivi 60 giorni, la sanzione scende da 26 a 160 euro. <BR><BR>I soggetti obbligati possono adempiere attraverso due distinte modalità. <BR><STRONG>Compilazione in via telematica dei modelli che saranno pubblicati in </STRONG><A href="http://www.sistri.it"><STRONG>www.sistri.it</STRONG></A><STRONG> oppure compilazione e trasmissione, nelle forme consuete (su carta oppure on line) alla Ccia competente per territorio </STRONG>e previo pagamento dei diritti di segreteria, delle schede del capitolo 1 - Rifiuti del Dpcm 27 aprile 2010 relative alla specifica attività svolta. <BR>Le Ccia poi inoltreranno i dati al Sistri e all'Ispra per l'elaborazione dei dati nell'ambito del Catasto rifiuti. </P>
<P>In base a tali norme, i raccoglitori, i trasportatori, i commercianti e gli intermediari nonché i consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti, sono esclusi dall'obbligo della "scheda Sistri". </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Paola Ficco</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/128/sistri--pubblicato-il-rinvio-al-30-aprile-2012-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Pronto il rinvio della scheda Sistri al 30 aprile 2012.</title>
      <description>Il provvedimento attesa entro fine anno.</description>
      <pubDate>2011-12-20T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>È quasi pronto il decreto ministeriale di proroga che <STRONG>sposta la data per la presentazione della scheda Sistri dal 31 dicembre 2011 al 30 aprile 2012 </STRONG>per le informazioni sui rifiuti prodotti, recuperati e smaltiti nel 2011. <BR>Il provvedimento è alla Corte dei Conti e poi andrà in Gazzetta ufficiale, atteso entro fine anno.<BR> <BR>I termini per la presentazione della scheda (da compilare sulla base dei dati nel registro di carico e scarico), dunque, sono ancora ufficiosi. <BR>Le sanzioni per la relativa omissione sono invece chiarissime e in vigore dal 16 agosto 2011: per la omessa, incompleta o inesatta comunicazione vanno da 2.600 a 15.500 euro (se la presentazione avviene entro 60 giorni, la sanzione scende da 26 a 160 euro). <BR><BR>Il Mud è stato sostanzialmente abrogato, ma il decreto compie un passo ulteriore: per la dichiarazione 2012 individua già il termine, ma omette date esatte di decorrenza: «entro i sei mesi dalla data di entrata in operatività del Sistri». <BR>Una formula opaca e che rischia di confondere le imprese: il Sistri diventerà operativo dal 9 febbraio 2012 per tutti gli obbligati, mentre il Dm 26 maggio 2011 fissava un calendario (superato dalla legge 148/11) con partenze diversificate in base all'entità dell'impresa. <BR>I piccolissimi produttori di rifiuti pericolosi (fino a 10 dipendenti) non cominceranno prima del 1°luglio 2012 (ma manca ancora la data esatta). <BR><BR>Comunque, poiché il termine del 9 febbraio 2012 supera (ponendole nel nulla) le date fissate dal Dm 26 maggio 2011, sembra di capire che per il 2012 i dati per il periodo non coperto da Sistri (1 gennaio - 8 febbraio) dovranno essere comunicati entro il 9 agosto 2012. <BR><BR>Ancora sul fronte dei rifiuti, si ricorda che il 27 dicembre, le imprese che raccolgono e trasportano i rifiuti da loro prodotti e che erano state iscritte all'Albo entro il 14 aprile 2008 (molte decine di migliaia) devono presentare la richiesta di aggiornamento dell'iscrizione. <BR>Se la domanda verrà presentata entro il 27 dicembre, l'impresa potrà continuare ad operare fino alla notifica del nuovo provvedimento. In caso contrario, l'Albo cancellerà d'ufficio le imprese. <BR>Operare senza iscrizione all'Albo comporta però l'arresto da 3 mesi a 1 anno oppure l'ammenda da 2.600 a 26.000 euro. <BR>Se i rifiuti sono pericolosi, l'arresto va 6 mesi a 2 anni e si cumula con l'ammenda. </P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Paola Ficco</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/124/pronto-il-rinvio-della-scheda-sistri-al-30-aprile-2012-</link>
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    </item>
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      <title>Come investire nella Responsabilità sociale d’impresa.</title>
      <description>Occorre riequilibrare le istanze ambientali e sociali con i risultati economici.</description>
      <pubDate>2011-11-29T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/' /><br/><P>Le aziende oggi stanno puntando sempre di più sull’obiettivo di realizzare nuovi modelli d’impresa che possano riequilibrare le istanze ambientali e sociali con i risultati economici. <BR>«Una strada per realizzare questi percorsi è investire nella Responsabilità sociale di impresa» sostiene Fabio Magnoni, consulente del Settore Qualità di Eurocons ed esperto di queste tematiche.<BR><BR><STRONG>Che cosa si intende per Responsabilità sociale di impresa?<BR><BR></STRONG>La <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CORPORATE-RESPONSIBILITY-REPORTING-RESPONSABILITA-SOCIALE_4385.jsp">Responsabilità sociale d’impresa</A>&nbsp;(in inglese Corporate Social Responsibility o CSR) oggi non è più il frutto di un fenomeno di marketing o di una moda passeggera, ma è il risultato di un percorso culturale che vede l'impresa reagire al mutare delle condizioni di mercato e diventare protagonista di un futuro davvero sostenibile. <BR>Competere in tempi di crisi significa garantire la continuità aziendale non solo mediante una ponderata gestione economica, ma attraverso un impegno da parte del management nella cura di quegli aspetti tangibili diversi dal profitto e di elementi intangibili che fanno parte dei valori dell’impresa. <BR>L’equilibrio tra istanze economiche, ambientali e sociali è appunto il fulcro sul quale si basa una strategia di responsabilità sociale,&nbsp;così come promosso dalla Comunità Europea e applicato a livello internazionale. <BR><BR><STRONG>Quali azioni bisogna intraprendere?<BR><BR></STRONG>Per ogni tipo di organizzazione diventa fondamentale fare business interagendo in maniera positiva con l’ambiente circostante, mitigando gli impatti verso l’ambiente e realizzando azioni mirate al risparmio delle risorse naturali, nonché sostenendo la comunità sociale nella quale è insediata, ascoltandone i bisogni e favorendo l’accesso all’occupazione. <BR>Ancora, valorizzando le persone che lavorano, investendo in sicurezza ed negli strumenti idonei a motivarle e trattenerle. <BR>Il consumatore stesso, nei confronti del quale le aziende devono ottenere la fiducia, è consapevolmente coinvolto nei processi decisionali interni, in quanto è oggi capace di spostare le scelte del consumo e degli acquisti rivolti a prodotti e servizi che comunicano non solo la qualità realizzativa, ma incarnano principi di eticità di chi li introduce nel mercato. <BR>Tale aspetto influisce direttamente sulla reputazione aziendale, asset intangibile che, se stressato, può provocare vere e proprie crisi all’interno dell’Organizzazione. <BR>Agire e comunicare diventa quindi un binomio essenziale per le aziende nel praticare strategie di responsabilità sociale. <BR><BR><STRONG>Quali sono gli strumenti che oggi sono a disposizione delle aziende?<BR><BR></STRONG>Gli strumenti d’azione riguardano la ricerca della sostenibilità economica (investimenti responsabili, ecc...), ambientale (<A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-140012004-AMBIENTALE_199.jsp">certificazioni ISO 14001</A>, <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-EMAS-II-AMBIENTALE_3045.jsp">EMAS</A>, LCA, dichiarazioni ambientali di prodotto, ecc...) e sociale (<A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/custom/eSicurezza.jsp">sicurezza sul luogo di lavoro</A>, certificazione <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-OHSAS-180012007-SICUREZZA_2965.jsp">OHSAS 18001</A>, <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-SA-8000-ETICA_201.jsp">certificazione SA 8000</A>, ecc...). <BR><BR>La azioni relative alla comunicazione, invece, si riferiscono alla necessità di rendicontare in maniera trasparente (accountability) agli stakeholder le prestazioni conseguite e le strategie e obiettivi futuri: in questa direzione sono utili documenti come i bilanci sociali, i report di sostenibilità e le relazioni socio ambientali, redatti in base a numerose linee guida riconosciute come riferimento a livello internazionale. <BR>Tutte queste iniziative (molte delle quali di carattere volontario e quindi certamente virtuose) acquistano un peso maggiore se sono il frutto di un’attività di coinvolgimento con le parti interessate, alle quali l’impresa si rivolge come ricettore di bisogni e come risolutore di eventuali criticità. <BR><BR><STRONG>Quali sono i vantaggi di intraprendere azioni per promuovere la Responsabilità sociale di impresa?</STRONG></P>
<P>È ormai indiscusso che nello scenario economico attuale, dal quale è necessario ripartire, il vero vantaggio competitivo lo avrà quel modello di azienda che saprà porre al centro della propria attività l’impegno a conseguire obiettivi di crescita sostenibile e duratura e che saprà garantire benessere alle generazioni future. <BR>Questo percorso lo devono avviare non solo le grandi ma anche le piccole e medie imprese, che sono il vero motore del nostro tessuto economico e produttivo. </P>
<P>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
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      <title>Cresce l’export nelle aziende con la certificazione di qualità.</title>
      <description>Per le imprese certificate aumenta la redditività all'estero.</description>
      <pubDate>2011-11-13T23:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/News qualità 14 11.jpg' /><br/><P>Mai voltare le spalle alla qualità per sopravvivere alla crisi. <BR>E non bisogna accantonare il rispetto per l'ambiente la cui tutela, nei processi produttivi, si conferma un’ottima strategia per rimanere sul mercato, o ampliare il raggio d'azione oltre i confini nazionali. <BR>Una ricetta apparentemente semplice che, dati alla mano, mostra tutta la sua bontà e non può essere sottovalutata dalle imprese italiane. <BR>A fornirla l'osservatorio di Accredia, l'Ente unico italiano di accreditamento, che insieme al Censis, e con il supporto di Manageritalia, ha esaminato le performance dei soggetti che hanno ottenuto la <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-90012008-QUALITA_3565.jsp"><STRONG>certificazione ISO 9001</STRONG></A>&nbsp;(in totale 90 mila aziende), misurando il valore del riconoscimento in termini di redditività all'estero, e analizzando la sua diffusione nel Belpaese. <BR><BR><STRONG>L'emblema più rappresentativo del miglioramento (con tanto di certificazione) di tutti gli standard è il successo del made in Italy. <BR></STRONG>L'indagine evidenzia come la Penisola sia prima a livello mondiale per capacità di esportazione e di presidio all'estero in tessile, abbigliamento, cuoio e calzature, mentre è seconda in altri quattro, ossia meccanica non elettronica, meccanica elettrica (incluso quello degli elettrodomestici), manufatti di base (tra cui metalli e cerami che), prodotti miscellanei (che includono occhiali, oreficeria, articoli in materie plastiche). <BR><BR>Secondo i ricercatori, <STRONG>gli investimenti in qualità del processo e, soprattutto, del prodotto, fra i quali la certificazione di Accredia costituisce un tassello di grande importanza, vengono ormai largamente considerati come il fattore critico di successo delle quattro A del made in Italy</STRONG>, ovvero l'abbigliamento-moda, l'alimentare, l'arredamento-mobili e le apparecchiature meccaniche a cui occorre aggiungere un altro settore di specializzazione, quello dei prodotti per l'edilizia e di quelli realizzati in vetro. <BR><BR>L'analisi Accredia-Censis,&nbsp; ripresa dalla testata Italia Oggi, evidenzia che se si passa dal concetto di qualità pura e semplice (intesa come innalzamento dell'efficienza ed efficacia di un processo) all'idea di qualità intesa come capacità di innovazione delle imprese, il discorso diventa più complesso e l'Italia sembra dover compiere ancora un lungo percorso per avvicinarsi alle buone prassi, sebbene molto sia già stato fatto.<BR><BR>Servendosi di quattro indicatori riconducibili ad altrettante dinamiche economiche e sociali italiane (il sistema produttivo, l'offerta di servizi pubblici, la qualità della vita, la tutela e conservazione dell'ambiente), l'indagine Accredia-Censis fornisce, anche a livello territoriale, informazioni preziose su quanto conta il potenziamento qualitativo di un soggetto produttivo. <BR>Il ranking regionale, come prevedibile, non mette in buona luce il Sud, e pone <STRONG>al primo posto la Lombardia, notoriamente con un tessuto forte e orientato all'innovazione di cui beneficiano le aziende</STRONG>, seguita da altre regioni nelle quali il sistema d'impresa ha sempre costituito un elemento di forza, ovvero il Piemonte, l'Emilia-Romagna e il Veneto; il Lazio è al terzo posto, ma essenzialmente grazie alla forte concentrazione nella regione dello spese in ricerca e sviluppo ed imprese di medio-grandi dimensioni, e in generale al traino delle attività della capitale. <BR><BR>Per l'intera Italia che produce, però, la sfida si gioca sul terreno del rafforzamento dell'offerta: più solida è, maggiori chance di cavalcare l'onda della crisi, e non di esserne travolti, ci saranno.</P>
<P><BR>Fonte: ITALIA OGGI</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/90/cresce-l-export-nelle-aziende-con-la-certificazione-di-qualit--</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/90/cresce-l-export-nelle-aziende-con-la-certificazione-di-qualit--</guid>
    </item>
    <item>
      <title>I vantaggi di ottenere l’attestazione SOA.</title>
      <description>Obbligatoria per le imprese che effettuano lavori pubblici di importo superiore a 150 mila euro.</description>
      <pubDate>2011-10-24T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/03173321Small qualità 25 10.jpg' /><br/><P>Intervista a <STRONG>Paolo Fasano, referente tecnico del </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/index.jsp"><STRONG>Settore Qualità</STRONG></A>&nbsp;di Eurocons.</P>
<P>C<STRONG>osa si intende per attestazione SOA?</STRONG></P>
<P>Per attestazione SOA si intende un sistema di qualificazione delle imprese introdotto in seguito alla “legge Merloni” e sulla base di altri regolamenti. SOA è un acronimo che significa Società Organismi Attestazione, cioè organismi di diritto privato autorizzati ad agire sul territorio nazionale. Tale attestazione sostituisce il vecchio certificato di iscrizione dell’Albo Nazionale dei Costruttori.</P>
<P><STRONG>A cosa serve l’attestazione SOA?</STRONG></P>
<P>È un’attestazione obbligatoria per l’affidamento di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro. Tuttavia<STRONG> </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CONSULENZA-PER-LATTESTAZIONE-SOA_4206.jsp"><STRONG>l’attestazione SOA</STRONG></A>&nbsp;non rappresenta soltanto un obbligo di legge, ma anche uno strumento che può garantire maggiore trasparenza e imparzialità a tutela dell'impresa concorrente e degli utenti finali dell'opera pubblica. La SOA deve essere richiesta dalle imprese che possono partecipare alle gare o che intendono eseguire i lavori anche in subappalto.</P>
<P><STRONG>Quali vantaggi ha chi ottiene l’attestazione&nbsp;SOA?</STRONG></P>
<P>Data la riconoscibilità a livello nazionale dell’attestazione SOA e la necessità di ampliare il proprio mercato, possedere la qualificazione è uno strumento fondamentale per la crescita delle aziende, perché consente di: </P>
<UL>
<LI>partecipare ad appalti per importi superiori a 150.000 euro, </LI>
<LI>acquisire eventuali ulteriori punteggi anche per appalti di importo inferiore a 150.000 euro, </LI>
<LI>ottenere l’integrazione con la un sistema di gestione per la qualità secondo la norma di riferimento <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-90012008-QUALITA_3565.jsp">UNI EN ISO 9001:2008</A>&nbsp;normalmente di carattere volontario ma obbligatoria per gare di importo superiore a 1 milione di euro, </LI>
<LI>migliorare la strutturazione interna aziendale, migliorare l’immagine percepita dal mercato dell’azienda stessa e acquisire nuovi clienti.</LI></UL>
<P><STRONG>Altre caratteristiche generali della SOA?</STRONG></P>
<P>Ha una validità di 5 anni ed, in estrema sintesi, serve a mettere in luce la rispondenza dell’impresa ai requisiti richiesti in fase appalto dal punto di vista di aspetti generali, economico/finanziari e tecnico/organizzativi, dando tranquillità al committente che indice il bando di gara in merito alla “serietà” e “solidità” dell’impresa che vi partecipa.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/74/i-vantaggi-di-ottenere-l-attestazione-soa-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>L'azienda paga per i reati commessi dai dipendenti.</title>
      <description>Con l'aggiunta degli illeciti ambientali la responsabilità diventa sempre più ampia.</description>
      <pubDate>2011-10-20T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<P>Dieci anni sono forse abbastanza per stilare un primo bilancio sull'applicazione di una normativa che ha inciso in profondità sul diritto dell'economia. <BR>Dal 2001, da quando venne introdotta nel nostro ordinamento, <STRONG>la responsabilità degli enti per reati commessi da propri dipendenti ha dimostrato una progressiva forza espansiva ben lontana dall'arrestarsi. <BR></STRONG>Da ultimo, nella lista dei reati presupposto, quelli per i quali può essere chiamata a rispondere un'impresa, <STRONG>sono stati inseriti i delitti in materia di ambientale</STRONG>. <BR>E a suo modo è un'altra tappa con valore storico, è un cerchio che si chiude. <BR>Perché dieci anni fa quando si discuteva, sulla scia di una convenzione internazionale anti-corruzione, del debutto della responsabilità amministrativa degli enti, tra i reati erano già allora presenti sia quelli ambientali sia quelli a tutela della <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/custom/eSicurezza.jsp"><STRONG>sicurezza del lavoro</STRONG></A><STRONG>. <BR>Le due categorie vennero poi escluse nella versione finale. <BR></STRONG>Un po' per l'effetto di un'efficace azione di lobbying un po' per il timore di allargare eccessivamente il perimetro di applicazione della novità. </P>
<P><STRONG>Ora, per la sicurezza lavoro la responsabilità degli enti è una realtà da 3 anni, mentre sul fronte ambientale la novità è operativa dal 16 agosto.</STRONG> <BR>La disciplina che in un primo momento era "confinata" al settore dei reati tipici commessi nei rapporti con la pubblica amministrazione, corruzione e truffa in primo luogo, si è andata via via estendendo a quelli societari, come il falso in bilancio, e poi a quelli finanziaria, market abuse tra i principali, mettendo gradualmente nelle mani dei pubblici ministeri uno strumento che si è rivelato sempre più efficace soprattutto nelle inchieste sulla criminalità economica. </P>
<P>Ma <STRONG>il </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CONSULENZA-PER-LAPPLICAZIONE-DEL-DLGS-23101_3005.jsp"><STRONG>decreto 231</STRONG></A><STRONG>&nbsp;è stato utilizzato ampiamente anche nelle indagini </STRONG>sui "furbetti del quartierino", nel crac Parmalat, nella vicenda Italease. <BR>Incidenza diretta sulle indagini quindi (anche <STRONG>a causa di un apparato sanzionatorio molto pesante, che comprende chiusura o commissariamento dell'impresa anche in via anticipata), ma anche funzione "pedagogica" nel miglioramento della governance societaria. </STRONG></P>
<P>Sino però, da ultimo, a mostrare un po' la corda. In altri termini,<STRONG> una responsabilità accertata per violazione del decreto 231 testimonia quantomeno una sostanziale inefficienza dell'organizzazione aziendale. <BR></STRONG>E il fatto che l'adozione di <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-OHSAS-180012007-SICUREZZA_2965.jsp"><STRONG>modelli organizzativi certificati</STRONG></A>&nbsp;possa mettere al riparo l'azienda da contestazioni del pubblico ministero rappresenta <STRONG>un sicuro incentivo a migliorare i procedimenti di amministrazione e controllo interni</STRONG>. <BR>Tanto che a giovarsene sono state società non solo di grandi dimensioni. </P>
<P>Il proliferare però di figure con funzioni di controllo interno ha determinato e sta determinando complicazioni sempre più consistenti per effetto del sovrapporsi di competenze di fatto analoghe. <BR>Senza tenere conto poi che, se il tema dei modelli organizzativi e della loro adozione ha comportato un aumento dell'attenzione alla trasparenza delle procedure aziendali sensibili, finora solo in un caso un'azienda è stata messa al riparo dal rischio sanzioni per avere fatto ricorso a modelli certificati. <BR></P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Giovanni Negri </P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/70/lazienda-paga-per-i-reati-commessi-dai-dipendenti-</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.</title>
      <description>Gli obblighi da seguire e i vantaggi per le imprese.</description>
      <pubDate>2011-10-19T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/11902890Small qualità 20 10.jpg' /><br/><P>Investire nella Sicurezza sul lavoro è una priorità per le aziende di tutti i settori e di tutte le dimensioni. <BR>La normativa da seguire è complessa e bisogna tenersi costantemente aggiornati. Abbiamo intervistato su questo tema <STRONG>Paolo Fasano, Responsabile della </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/custom/eSicurezza.jsp"><STRONG>Sicurezza</STRONG></A><STRONG>&nbsp; per il </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/index.jsp"><STRONG>Settore Qualità&nbsp;di Eurocons</STRONG></A><STRONG>.</STRONG></P>
<P><STRONG>Cosa si intende per salute e sicurezza sui luoghi di lavoro?</STRONG></P>
<P>Si intende un campo molto vasto di argomenti che sono in Italia oggetto di legislazione da oltre 50 anni e che oggi sono regolamentati dal <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CONSULENZA-PER-LAPPLICAZIONE-DEL-DLGS-812008-SICUREZZA_195.jsp">Decreto Legislativo 81/2008</A>, il cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. </P>
<P>In estrema sintesi l’argomento può essere visto come l’intreccio delle attività di valutazione dei rischi presenti e sulla definizione, messa in atto e verifica di misure di prevenzione e protezione di carattere tecnico, organizzativo e procedurale, al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dell’impresa e dei collaboratori interni ed esterni, migliorando così le condizioni di lavoro e riducendo rischi di possibili danni alla salute quali infortuni o malattie professionali.</P>
<P><STRONG>Quali sono gli obblighi previsti per l’imprenditore?</STRONG></P>
<P>Il datore di lavoro, soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore, ha la responsabilità della valutazione dei rischi presenti sui luoghi del lavoro, dell’elaborazione del documento di valutazione dei rischi, il cosiddetto DVR, e della creazione del servizio di prevenzione e protezione. <BR>Per effettuare questi compiti, che non sono delegabili, si avvale della collaborazione di numerose figure previste dalla legislazione e con competenze diverse e complementari.</P>
<P>All’interno del DVR troveranno quindi sede una lunga serie di valutazioni di rischi potenzialmente riscontrabili nello svolgimento dell’attività lavorativa, che come tali devono essere individuati, valutati, gestiti e ridotti al minimo. <BR>Bisogna infatti sottolineare che si parla di “rischio residuo” poiché molto spesso i rischi non sono del tutto eliminabili, ma devono essere ridotti quanto più possibile e comunque gestiti. <BR>Per fare un esempio basta pensare al coltello, strumento semplice ed utilizzato in moltissime attività, anche quotidiane: non potremo mai eliminare la fonte di rischio, cioè la caratteristica intrinseca del coltello di essere tagliente poiché perderebbe ogni utilità, ma potremo ridurre al minimo il rischio di tagliarci mettendo in campo strategie differenti quali misure preventive, come la formazione dell’operatore nell’uso del coltello e misure protettive, come l’uso di idonei guanti.</P>
<P><STRONG>Cosa si intende, invece, per sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro?</STRONG></P>
<P>È un modello organizzativo, che si occupa di organizzazione aziendale volta alla messa in campo di attività che servono a garantire la conformità alle norme di legge, a gestire la sicurezza in modo efficace ed efficiente, a pianificare gli interventi di miglioramento nel campo della sicurezza e a tenere sotto controllo le performance aziendali in materia di sicurezza e salute sul lavoro.</P>
<P><STRONG>Per quale motivo un’impresa dovrebbe realizzare un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro?</STRONG></P>
<P>A mio avviso, una delle incombenze più gravose per il datore di lavoro è rappresentata dall’obbligo di vigilanza, anche in caso di delega di alcune funzioni, che dovrebbe paradossalmente portarlo ad essere contemporaneamente in moliti luoghi diversi nello stesso momento. <BR>Come si può ovviare a tale richiesta? <BR>È la legge stessa che ci dice che tale obbligo si intende assolto adottando e attuando un modello di verifica e controllo. <BR>Questo modello organizzativo è conforme, se segue il modello di organizzazione definito dalle Linee guida UNI-INAIL&nbsp;o dalla <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-OHSAS-180012007-SICUREZZA_2965.jsp">OHSAS 18001</A>. <BR>Dunque una norma di carattere volontario come la OHSAS 18001 viene citata in un testo obbligatorio come il <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CONSULENZA-PER-LAPPLICAZIONE-DEL-DLGS-812008-SICUREZZA_195.jsp">Testo Unico</A>, in qualità di modello efficace da seguire.</P>
<P><STRONG>Ci sono altri motivi per seguire un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro ?</STRONG></P>
<P>Ve ne sono altri quali ad esempio: ridurre il numero di infortuni attraverso la prevenzione e il controllo dei luoghi di lavoro classificati a rischio, ridurre progressivamente i costi complessivi della salute e sicurezza sul lavoro compresi quelli derivanti da incidenti, infortuni e malattie professionali, contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro, motivare il personale ed aumentarne la consapevolezza, rendere disponibile uno strumento di gestione e controllo dei requisiti normativi cogenti pertinenti in materia, migliorare l’immagine interna ed esterna dell’impresa/organizzazione, ridurre le perdite materiali derivanti da incidenti e interruzioni della produzione. <BR>In ultimo, ma forse il motivo più famoso è la possibilità data alle imprese di accedere a interessanti sgravi dei premi assicurativi, ancor più nelle piccole realtà. <BR>In seguito ad una Delibera del 2010 tali sgravi infatti possono giungere anche ad un valore del 30% dei premi INAIL, permettendo così all’impresa di recuperare fondamentali risorse.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: <A href="http://www.impresanews.it">www.impresanews.it</A></P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/69/il-sistema-di-gestione-della-salute-e-sicurezza-sul-lavoro-</link>
      <guid>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/69/il-sistema-di-gestione-della-salute-e-sicurezza-sul-lavoro-</guid>
    </item>
    <item>
      <title>Cresce la certificazione di qualità.</title>
      <description>Sempre più imprese investono nella ISO 9001.</description>
      <pubDate>2011-09-20T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/10000180Small - qualità 21 09.jpg' /><br/><P>Un nuovo passo verso la certificazione di qualità del made in Italy, strumento per l'apertura ai mercati internazionali delle imprese italiane e per la tutela della salute dei lavoratori e dei consumatori.<BR>Risale alla seconda metà di giugno la firma della convenzione tra Accredia, l'ente nazionale di accreditamento, e il ministero dello Sviluppo economico per la <A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/APPLICAZIONE-DELLA-MARCATURA-CE_200.jsp"><STRONG>marcatura "CE"</STRONG></A> di giocattoli, materiali per atmosfera potenzialmente esplosiva, caldaie ad acqua calda, strumenti di compatibilità elettromagnetica, attrezzature a pressione e strumenti di misura. </P>
<P>Pochi giorni fa sono stati poi sottoscritti il protocollo d'intesa con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Servizio europeo di telepedaggio, e la convenzione per la marcatura di un ulteriore cluster di prodotti fra cui ascensori, macchine utensili, bassa tensione e dispositivi di protezione individuale, con lo Sviluppo economico e con il ministero del Lavoro.</P>
<P><BR>«L'accreditamento è il sistema adottato da tutti gli stati membri per garantire il controllo sulla competenza degli operatori economici che valutano la conformità dei prodotti alle norme di riferimento», spiega il presidente di Accredia, Federico Grazioli, il quale sottolinea poi come «l'impatto dell'accreditamento sul sistema-imprese italiano sia decisivo, soprattutto in una fase difficile dell'economia, in quanto le aziende possono competere solamente a un livello di qualità molto alto, che non può prescindere dalla sicurezza». L'assunto di fondo è che il successo di un'azienda passa per l'affidabilità dell'organizzazione e dei suoi prodotti, garantita anche da un marchio che ne attesti la sicurezza in maniera univoca e riconoscibile a livello internazionale. </P>
<P><BR>Un concetto che sempre più imprese sembrano aver compreso. «La qualità è in crescita – prosegue Grazioli –. Attualmente sono oltre 155 mila le imprese certificate, di cui <STRONG>134 mila hanno ottenuto la </STRONG><A href="http://www.eurogroup.biz/web/sistemi-qualita/prodotti/CERTIFICAZIONE-UNI-EN-ISO-90012008-QUALITA_3565.jsp"><STRONG>certificazione di qualità</STRONG></A>. </P>
<P>Rispetto al 2010 l'aumento è dell'8,6% e negli ultimi tre anni abbiamo registrato una crescita del 13 per cento».</P>
<P><BR>Perno su cui ruota il rapporto di fiducia fra stakeholders e produttori, fattore chiave per il risk management ed elemento importante anche nella riduzione di sprechi e inefficienze, la certificazione ha ormai travalicato i settori in cui è obbligatoria per legge – in primis l'alimentare con i prodotti bio, doc e dop – per estendersi anche ad altri comparti spiccatamente export oriented. </P>
<P>Nella certificazione di qualità i settori che hanno registrato una maggiore crescita sono quelli della produzione e distribuzione di energia elettrica (+70%), gas (+7%) e acqua (+26%). </P>
<P>Ma sono cresciute anche le certificazioni relative all'intermediazione finanziaria (+90%), ai prodotti farmaceutici (+31%) e alla gomma-plastica (+16%). «Incrementi registrati soprattutto in funzione dell'orientamento all'export del nostro tessuto d'impresa, dal momento che le certificazioni sono riconosciute negli scambi internazionali».</P>
<P><BR>Risultati soddisfacenti quelli raggiunti finora. </P>
<P>Anche se in Accredia l'obiettivo rimane sempre la credibilità del sistema, e quindi la fiducia, prima ancora dell'incremento delle imprese certificate. </P>
<P>«Stiamo lavorando – conclude Grazioli – per contribuire alla diffusione di una corretta cultura su questo tema e per far sì che anche nel nostro paese si comprenda come la certificazione sia un elemento cruciale per migliorare la competitività del sistema Italia e la sicurezza dei consumatori».</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Massimiliano Del Barba</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/34/cresce-la-certificazione-di-qualit--</link>
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    </item>
    <item>
      <title>Quando il datore di lavoro non previene i rischi per la sicurezza.</title>
      <description>L'inosservanza della normativa assorbe eventuali imprudenze.</description>
      <pubDate>2011-09-18T22:00:00Z</pubDate>
      <content:encoded><![CDATA[<img src='http://www.impresanews.it/Resources/News/814376Small - qualità 19 09.jpg' /><br/><P><STRONG>Il datore di lavoro, garante dell'incolumità personale dei suoi dipendenti, è tenuto a valutare i rischi e a prevenirli</STRONG> e non può invocare a sua discolpa eventuali responsabilità altrui. </P>
<P>Un principio applicato dalla Cassazione penale a un amministratore di condominio al quale era stato addebitato di aver cagionato la morte dell'addetto alle pulizie – caduto nella tromba delle scale durante il lavoro – per colpa generica e per inosservanza delle norme di prevenzione sulla sicurezza dei luoghi di lavoro per non aver adeguato l'altezza dei parapetti alle norme vigenti.</P>
<P><BR>Il Gup aveva deciso di dichiarare il non doversi procedere «perché il fatto non costituisce reato» dell'amministratore, poiché non risultava chiara l'effettiva causa della caduta del lavoratore, né poteva dirsi acquisita la certezza processuale che «ove quel corrimano fosse stato alto un metro, il pulitore non sarebbe precipitato, e viceversa che la sua morte sarebbe derivata necessariamente dalla presenza di un parapetto inferiore all'altezza minima prescritta».</P>
<P><BR>In Cassazione il ricorso degli eredi della persona offesa ha trovato accoglimento. Richiamando un precedente, i giudici di legittimità hanno ribadito che <STRONG>il datore di lavoro ha il dovere di accertarsi che l'ambiente di lavoro abbia i requisiti di affidabilità e legalità quanto a presidi antinfortunistici, idonei a realizzare la tutela del lavoratore</STRONG>, e di vigilare costantemente a che le condizioni di sicurezza siano mantenute per tutto il tempo in cui è prestata l'opera.</P>
<P><BR>Chi è responsabile della sicurezza deve avere sensibilità tale da rendersi interprete del comportamento altrui perché in tema di infortuni sul lavoro, il principio d'affidamento va contemperato con il principio di salvaguardia degli interessi del lavoratore "garantito" dal rispetto della normativa antinfortunistica. Il datore di lavoro, quindi, garante dell'incolumità personale dei suoi dipendenti, «è tenuto a valutare i rischi ed a prevenirli, e non può invocare a sua discolpa, in difetto della necessaria diligenza, prudenza e perizia, eventuali responsabilità altrui» anche nelle ipotesi in cui siffatti rischi siano conseguenti a eventuale imprudenza e disattenzione degli operai subordinati.</P>
<P><BR>E vero che, anche se i destinatari delle norme di prevenzione sono non solo datori di lavoro, dirigenti e preposti, ma anche gli stessi operai, l'inosservanza di dette norme da parte dei datori di lavoro, dirigenti e preposti ha valore assorbente rispetto al comportamento dell'operaio, la cui condotta può assumere rilevanza ai fini penalistici solo dopo che i soggetti obbligati abbiano rispettato le prescrizioni di loro competenza.</P>
<P>&nbsp;</P>
<P>Fonte: IL SOLE 24 ORE - Luana Tagliolini</P>]]></content:encoded>
      <link>http://www.impresanews.it/News/Qualità-e-sicurezza/35/quando-il-datore-di-lavoro-non-previene-i-rischi-per-la-sicurezza-</link>
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    </item>
  </channel>
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